Iran, continuano gli scontri

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Teheran: non si placano violenza e scontri. Oggi le autorità parlano di 15 morti – ieri negavano notizie ufficiali su eventuali vittime. Ma il numero dei morti potrebbe essere molto più alto. La polizia spara lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Le uniche notizie che arrivano, come sempre, vengono dalla Rete, da Internet, dai blog riformisti e di opposizione.

A Teheran la gente non si ferma. Anzi. Va per strada, si agglomera e scandisce slogan contro la Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei. Lottano, si scontrano e muoiono, in questi giorni. Non solo manifestanti – dicono questa volta le fonti ufficiali – ma anche poliziotti. Quello che sta accadendo in questi giorni è più duro e drammatico di ogni opposizione fino ad oggi manifestata al regime dalle elezioni. Elezioni che, a detta dell’opposizione e dell’onda verde, sarebbero state vinte da Ahmadinejad con i brogli. Ricostruzione che appare sempre più credibile.

Oggi Antonio Ferrari, su Corriere Tv, parla oggi di una fine anno “drammatica” per l’Iran. “Una rivoluzione popolare” dagli sviluppi attualmente inimmaginabili.

La ricorrenza dell’Ashura, lo abbiamo detto, ricorda il sacrificio di Hossein. Con lui ha inizio la tradizione dell’autoflagellazione, della lotta dei deboli contro i potenti. Quello che sta accadendo, dice Ferrari, potrebbe ricordare la rivoluzione del 1979. Anche lì si cominciò in occasione della celebrazione dell’Ashura. Anche oggi ci sono deboli contro potenti. O, quanto meno, studenti contro un regime al potere. Potrebbe, ma gli elementi contemporanei attualmente in gioco sono assai diversi. L’onda verde ha, davanti a sè, una realtà diverdsa.

Il regime è messo alle strette? Non è, evidentemente, ancora possibile dirlo con certezza. Certo, come sottolinea Ferrari, ha ancora il controllo di gran parte delle moschee e delle forze armate. E certo, se è effettivamente alle strette, non mancherà di colpire ancora, e duramente. Però l’onda, oltre a sembrare non così semplice da arrestare, è anche difficilmente quantificabile.

Via | politicalive.com

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