Rinnovabili, cosa cambia

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Dopo giorni di polemiche è giunta l’intesa in materia di rinnovabili: via il tetto degli 8mila megawatt di potenza fotovoltaica per avere gli incentivi e riduzione dal 30 al 22% del taglio al prezzo di ritiro dei certificati verdi per il periodo 2011-2015.

Inoltre ecco l’obbligo per le abitazioni italiane del 50% di energia verde per i consumi di acqua calda sanitaria, riscaldamento e raffrescamento entro il 2017 e un nuovo regime di incentivi a partire da giugno.

Paolo Romani, ministro dello Sviluppo economico, ha affermato che non c’è stato “nessuno stop alle rinnovabili”, ma “solo una razionalizzazione del sistema per fermare le speculazioni finanziarie che finiscono per pesare sulle bollette degli italiani”.

Stefania Prestigiacomo, ministro dell’Ambiente, ha specificato che tale “punto di equilibrio” terrà conto “dell’obiettivo europeo del 17% di rinnovabili al 2020, della progressiva riduzione dei costi dei materiali e dei livelli dei bonus adottati dagli altri Paesi”.

Per il ministro Prestigiacomo dunque “si è adottata una strategia per contenere i costi sulla bolletta energetica e per intensificare i controlli contro le truffe e le frodi” e l’Italia resta così “saldamente dentro il settore delle rinnovabili, dando una prospettiva di sviluppo alle migliaia di aziende e alle decine di migliaia di lavoratori che operano nella filiera”.
Per Confindustria “il provvedimento pone le basi per uno sviluppo razionale della green economy italiana che avrà una ricaduta positiva sul costo dell’energia“.

Per il presidente di Rete imprese Italia, Remo Guerrini, “l’eliminazione del tetto degli 8mila megawatt non risolve il problema perché lo si sostituisce con la scadenza del conto energia prevista per il 30 maggio”.
Infine Edoardo Zanchini, responsabile energia e infrastrutture di Legambiente ha sottolineato che “imprenditori e cittadini sono lasciati nella più totale incertezza” e soltanto “chi ha già i cantieri aperti e finirà entro maggio avrà sicurezza sugli incentivi“. “Da giugno” – ha proseguito Zanchini – ”entrerà in vigore un nuovo sistema con tariffe più basse ma anche un limite annuale alle installazioni che non darà garanzie a chi vuole investire”.

Fonte: risparmiosoldi.it

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