Una buona notizia, Teheran, la Francia annuncia “Liberata Clotilde Reiss”

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Theran Clotilde Reiss

Come preannunciato dal ministro degli Esteri Bernand Kouchner le autorità iraniane hanno rilasciato su cauzione la lettrice france Clotilde Reiss, 24 anni, sotto processo a Teheran con l’accusa di spionaggio. Lo ha annunciato l’Eliseo. Parigi aveva proposto nei giorni scorsi di pagare la cauzione accettando la condizione che Reiss resti nell’ambasciata francese fino alla conclusione del processo sui disordini post-elettorali in Iran.

Studentessa brillante, appassionata dell’arte e della cultura dell’Iran, fin da piccola, grazie a una balia originaria di Teheran, altruista e generosa, non una militante politica. E’ questo il ritratto che di Clotilde Reiss, 24 anni, fanno i suoi familiari e i docenti dell’Istituto di studi politici di Lille, dove la giovane francese – detenuta in Iran dal 1/o luglio con l’accusa di spionaggio – si era laureata nel 2008 con una tesi sul sistema educativo iraniano.

Il presidente Nicolas Sarkozy aveva chiesto la liberazione di Clotilde, perché le accuse nei suoi confronti – aveva detto – erano “altamente fantasiose”. Il padre della ragazza, Remi Reiss, anche questa mattina, “sorpreso” di apprendere della sua comparsa in un’aula di giustizia a Teheran, aveva ripetuto che sua figlia è “innocente”. Fino a oggi detenuta nella prigione di Evin, a nord della capitale iraniana, Clotilde era stata arrestata con l’accusa di spionaggio, per aver fotografato con il suo cellulare le manifestazioni di protesta all’indomani della vittoria del presidente Mahmud Ahmadinejad e di aver inviato le foto ad un suo amico francese residente, come lei, in Iran.

Clotilde era lettrice di francese all’università di Isfahan.
E’ in questa città, dove si trovava da cinque mesi nell’ambito di una cooperazione franco-iraniana, che avrebbe scattato le fotografie sotto accusa da parte di Teheran. Era stata arrestata all’aeroporto della capitale iraniana, mentre era diretta in Francia, per le sue vacanze. Era stata più volte in Iran – una paese che conosceva bene – durante i suoi studi. La giovane ha festeggiato nei giorni scorsi il suo compleanno in carcere. Soltanto una volta l’ambasciatore Bernard Poletti ha potuto incontrarla. Una seconda visita dell’ambasciatore era prevista per il 21 luglio, ma era stata rinviata ‘sine die’. Il diplomatico aveva potuto parlarle solo al telefono: “ha detto di star bene, ha spirito e coraggio, e spera, anche se resta preoccupata sul futuro”. Non era stato solo il governo francese a intervenire sulla vicenda. Anche l’Unione europea aveva lanciato un appello al ministero degli esteri iraniano chiedendogli di “liberare immediatamente” la giovane.

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