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	<title>Associazione Culturale I Care &#187; web</title>
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	<description>&#34;La Libertà E&#039; Partecipazione&#34; G. Gaber</description>
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		<title>Nuove forme di democrazia sul web</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 06:22:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Fino ad oggi sono numerosi i governi e i leader in tutto il mondo che hanno deciso di aprirsi ad un confronto con i cittadini, utenti della rete, attraverso YouTube. Il Vaticano, la Camera dei Deputati, la Famiglia Reale, le Regina Ranja di Giordania e i presidenti di numerosi paesi tra cui: Stati Uniti, Francia, Corea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000; font-size: 13px;"><span style="font-family: arial;">Fino ad oggi sono numerosi i governi e i leader in tutto il mondo che hanno deciso di aprirsi ad un confronto con i cittadini, utenti della rete, attraverso YouTube. Il </span><a style="font-family: arial;" href="http://www.youtube.com/vatican">Vaticano</a><span style="font-family: arial;">, la <a href="http://www.youtube.com/cameradeideputati">Camera dei Deputati</a>, la </span><a style="font-family: arial;" href="http://www.youtube.com/TheRoyalChannel">Famiglia Reale</a><span style="font-family: arial;">, le </span><a style="font-family: arial;" href="http://www.youtube.com/user/QueenRania">Regina Ranja</a><span style="font-family: arial;"> di Giordania e i presidenti di numerosi paesi tra cui: </span><a style="font-family: arial;" href="http://www.youtube.com/whitehouse">Stati Uniti</a><span style="font-family: arial;">, </span><a style="font-family: arial;" href="http://www.youtube.com/nicolassarkozy">Francia</a><span style="font-family: arial;">, </span><a style="font-family: arial;" href="http://www.youtube.com/user/presidentofkorea">Corea del Sud</a><span style="font-family: arial;"> e </span><a style="font-family: arial;" href="http://www.youtube.com/presidendikantselei">Estonia</a><span style="font-family: arial;">.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 13px;"><span style="font-family: arial;">A questi si aggiunge oggi un altro importante contributo, quello del Governo Iracheno che oggi annuncia il lancio di un <a href="http://www.youtube.com/iraqigov">proprio canale YouTube </a>(youtube.com/iraqigov), così come si evince dalle parole del Primo Ministro Nuri al-Malik:</span></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 13px;"><span style="font-family: arial;"><br />
</span></span></p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/6N6Bi_Gid2A&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=it_IT&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/6N6Bi_Gid2A&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=it_IT&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Le caratteristiche di condivisione che sono alla base di YouTube consentiranno agli utenti che visitano il canale del Governo iracheno di interagire votando i video preferiti, esprimendo la propria opinione attraverso commenti scritti e risposte video in pieno rispetto della trasparenza e della libertà di espressione.</p>
<p>Via | <a href="http://googleitalia.blogspot.com/2009/11/nuove-forme-di-democrazia-sul-web.html?utm_source=feedburner&#038;utm_medium=feed&#038;utm_campaign=Feed:+GoogleItaliaBlog+(Google+Italia+Blog)" target="_blank">Google Italia</a></p>
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		<title>Firefox, la Fenice che terrorizzò Mammona</title>
		<link>http://www.assoicare.org/2009/11/11/firefox-la-fenice-che-terrorizzo-mammona/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 11:43:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[informatica]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Mozilla ha festeggiato il quinto anniversario dal rilascio di Firefox 1.0, ma la storia di questo browser è ben più antica. Affondando le sue radici nell&#8217;epoca quasi mitologica di Netscape Communicator.
Lunedì la comunità di Mozilla ha festeggiato il quinto compleanno di Firefox, anniversario calcolato a partire dal rilascio della versione 1.0 del celebre browser open [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mozilla ha festeggiato il quinto anniversario dal rilascio di Firefox 1.0, ma la storia di questo browser è ben più antica. Affondando le sue radici nell&#8217;epoca quasi mitologica di Netscape Communicator.</p>
<p>Lunedì la comunità di <a style="text-decoration: none; color: #2f5eb1;" href="http://www.mozilla.com/it/" target="_blank">Mozilla</a> ha festeggiato il quinto compleanno di Firefox, anniversario calcolato a partire dal rilascio della versione 1.0 del celebre browser open source. Ma più che un inizio, quel 9 novembre del 2004 rappresentò il compimento di un progetto che aveva avuto origine diversi anni prima, quando al principio del 1998 <a style="text-decoration: none; color: #2f5eb1;" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Netscape_Communications" target="_blank">Netscape Communications</a> fondò la Mozilla Organization, embrione dell&#8217;odierna <a style="text-decoration: none; color: #2f5eb1;" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mozilla_Foundation" target="_blank">Mozilla Foundation</a>.</p>
<p>Le origini di Firefox passano dalla <a style="text-decoration: none; color: #2f5eb1;" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mozilla_Application_Suite" target="_blank">Mozilla Application Suite</a>, ovvero dal primo browser sviluppato in seno al progetto Mozilla, affondano le loro radici in <a style="text-decoration: none; color: #2f5eb1;" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Netscape_(web_browser)" target="_blank">Netscape Communicator</a>, dal cui codice nacque Mozilla Suite, e tramite Netscape possono essere fatte risalire al capostipite di tutti i web browser: <a style="text-decoration: none; color: #2f5eb1;" href="http://en.wikipedia.org/wiki/NCSA_Mosaic" target="_blank">NCSA Mosaic</a>.</p>
<p>In un certo senso Firefox rappresenta l&#8217;importante tappa di un percorso vecchio quasi quanto lo stesso World Wide Web, un percorso che ha visto il coinvolgimento di un incalcolabile numero di sviluppatori: alcuni stipendiati ma in più larga parte volontari.</p>
<p><strong>Frammenti di storia</strong><br />
&#8220;La bestia emergerà circondata da una densa nuvola di vendetta. La casa di chi non crede sarà distrutta e tutti loro saranno bruciati sulla Terra. I loro tag continueranno ad accendersi ad intermittenza fino alla fine dei giorni &#8211; da Il Libro di Mozilla, 12:10&#8243;. Questa era la &#8220;biblica&#8221; profezia che nel 1995 gli sviluppatori di Netscape &#8220;nascosero&#8221; nella versione 1.1 del loro browser (per visualizzarla era sufficiente inserire la stringa <em>about:mozilla</em> nella barra degli indirizzi).</p>
<p>Una profezia che parla di una bestia, Netscape (il cui logo era una lucertola verde chiamata<em>Mozilla</em>, da qui l&#8217;invenzione del <em><a style="text-decoration: none; color: #2f5eb1;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Libro_di_mozilla" target="_blank">Libro di Mozilla</a></em>), che avrebbe punito tutti i &#8220;miscredenti&#8221;, vale a dire tutti coloro che non utilizzavano questo browser. Il succitato &#8220;versetto&#8221; fu scritto in risposta al lancio, proprio in quell&#8217;anno, di Microsoft Internet Explorer, un software che solo pochi anni più tardi avrebbe stretto all&#8217;angolo &#8220;la bestia&#8221; e spinto Netscape Communications a rilasciare il codice sorgente del proprio browser.</p>
<p>In quell&#8217;occasione l&#8217;<em>about:mozilla</em> di Netscape 6.0 venne mutato come segue: &#8220;E la bestia diventerà legione. I suoi numeri cresceranno di migliaia in migliaia. Il rintocco di un milione di tastiere come una furiosa tormenta coprirà la Terra, e i seguaci di Mammona tremeranno&#8221;. È opinione diffusa che <a style="text-decoration: none; color: #2f5eb1;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mammona" target="_blank">Mammona</a> raffiguri metaforicamente Microsoft, mentre il &#8220;rintocco di un milione di tastiere&#8221; alluda al grande numero di programmatori volontari che, da lì in avanti, avrebbero contribuito a migliorare Netscape Communicator.</p>
<p>Ma per la società fondata da Marc Andreessen e Jim Clark le cose non andarono come sperato. Nel luglio del 2003 Time Warner (ex AOL Time Warner, che aveva acquisito Netscape alla fine del 1998) smembrò quel che rimaneva di Netscape Communications, licenziando buona parte dei suoi programmatori e consegnando lo sviluppo di Netscape ad uno staff interno. Dopo anni di agonia, e il vano tentativo di attualizzare il navigatore dalla grande &#8220;N&#8221; fondendolo con Firefox, lo storico browser è ufficialmente morto il 20 febbraio del 2008, quando AOL rilasciò l&#8217;ultimo aggiornamento a Netscape Navigator 9.</p>
<p><a href="http://punto-informatico.it/2748381_2/PI/News/firefox-fenice-che-terrorizzo-mammona.aspx" target="_blank">Leggi il resto dell&#8217; articolo di punto-informatico.it cliccando qui</a></p>
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		<title>Google spinge l&#8217;acceleratore sul progetto Wave</title>
		<link>http://www.assoicare.org/2009/11/04/google-spinge-lacceleratore-sul-progetto-wave/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 14:55:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il progetto Google Wave &#8220;scalda i motori&#8221;. La società di Mountain View ha iniziato a consentire l&#8217;interconnessione di server &#8220;Wave&#8221; privati con il server &#8220;Wave Sandbox&#8221; mantenuto da Google.
Google Wave mira a sviluppare uno strumento di comunicazione e collaborazione che integri, in un&#8217;unica soluzione, la possibilità di accesso e gestione simultanea della posta elettronica, dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto Google Wave &#8220;scalda i motori&#8221;. La società di Mountain View ha iniziato a consentire l&#8217;interconnessione di server &#8220;Wave&#8221; privati con il server &#8220;Wave Sandbox&#8221; mantenuto da Google.<br />
Google Wave mira a sviluppare uno strumento di comunicazione e collaborazione che integri, in un&#8217;unica soluzione, la possibilità di accesso e gestione simultanea della posta elettronica, dei social network, della messaggistica istantanea, dei &#8220;wiki&#8221;. La piattaforma è liberamente estensibile e pone pesantemente l&#8217;accento sull&#8217;aspetto collaborativo in tempo reale.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di Google è quello di realizzare un sistema opensource che permetta agli sviluppatori di tutto il mondo di creare nuove estensioni. L&#8217;ufficio federale tedesco per la sicurezza dei dati ha già espresso qualche dubbio circa le implicazioni sulla privacy che potrebbe avere Google Wave: il colosso fondato da Larry Page e Sergey Brin, infatti, vedrà transitare tutte le informazioni degli utenti sui propri server. Va comunque sottolineato che la possibilità di allestire server Wave privati permetterà a qualunque azienda di controllare i propri dati evitandone la diffusione all&#8217;esterno.</p>
<p>Grazie ai server Wave, i vari interlocutori potranno lavorare in tempo reale sui medesimi documenti confrontandosi eventualmente sugli interventi da apportare.<br />
Uno strumento come Wave può essere utilissimo in molteplici situazioni, sia in ambiente domestico che aziendale: dall&#8217;attività di organizzazione di eventi, viaggi, incontri alla stesura di progetti di gruppo; dalla condivisione di foto (con la possibilità di generare delle presentazioni) alla preparazione di un&#8217;agenda contenente note ed osservazioni; dal confronto su idee e lavori in corso d&#8217;opera sino, addirittura, ai giochi online.</p>
<p>Via | <a href="http://www.ilsoftware.it/articoli.asp?id=5661" target="_blank">ilsoftware.it</a></p>
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		<title>A volte ritornano: riecco la legge delle tre disconnessioni</title>
		<link>http://www.assoicare.org/2009/10/25/a-volte-ritornano-riecco-la-legge-delle-tre-disconnessioni/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 11:17:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Credevate che la malvagia HADOPI fosse stata definitivamente sconfitta? Ebbene no, visto che la Corte Costituzionale Francese si è espressa favorevolmente su una nuova versione della &#8220;legge delle tre disconnessioni&#8221; riveduta e corretta.
Il cambio all&#8217;interno della legge riguarderebbe il soggetto in possesso del potere di dare il via al procedimento di disconnessione: non più l&#8217;ormai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/downloadblog/hadopi.jpg" class="post" align="left" border="0" width="280" height="214" alt="A volte ritornano: riecco la legge delle tre disconnessioni" />Credevate che la malvagia <a href="http://www.downloadblog.it/post/10239/sarkozy-andro-fino-in-fondo-sulla-legge-delle-tre-disconnessioni/">HADOPI</a> fosse stata <a href="http://www.downloadblog.it/post/10349/il-senato-francese-torna-sulla-legge-delle-tre-disconnessioni/">definitivamente sconfitta</a>? Ebbene no, visto che la Corte Costituzionale Francese si è espressa favorevolmente su una nuova versione della &#8220;legge delle tre disconnessioni&#8221; riveduta e corretta.</p>
<p>Il cambio all&#8217;interno della legge riguarderebbe il soggetto in possesso del potere di dare il via al procedimento di disconnessione: non più l&#8217;ormai famosa agenzia governativa ma un giudice, cosa che evidentemente è bastata a rimettere HADOPI nella giusta carreggiata per diventare realtà.</p>
<p>Non sono mancate come prevedibile le reazioni alla notizia, tra le quali quella del <a href="http://www.partipirate.org/">Parti Pirate</a>, secondo il quale dopo aver stabilito qualche mese fa che l&#8217;accesso alla rete era un diritto inviolabile del cittadino, è strano che ora basti dare il potere di tagliare la connessione a un giudice per far passare la legge.</p>
<p>Via | <a href="http://torrentfreak.com/3-strikes-makes-european-comeback-tour-091023/" target="_blank">Torrentfreak.com</a> e  <a href="http://www.downloadblog.it/post/11049/a-volte-ritornano-riecco-la-legge-delle-tre-disconnessioni" target="_blank">downloadblog.it</a> </p>
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		<title>Nasce la tv archeologica</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 11:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; la prima web tv dedicata al passato. Filmati inediti, scoperte, news su mostre e convegni. Tutto su Archeologiaviva.tv
E&#8217; una web tv dedicata all&#8217;archeologia. Si chiama Archeologiaviva.tv ed è il primo canale televisivo via web dedicato al passato. Diretto da Piero Pruneti, è nato da un accordo sottoscritto a Firenze da Sergio Giunti, presidente di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; la prima web tv dedicata al passato. Filmati inediti, scoperte, news su mostre e convegni. Tutto su <a href="http://www.archeologiaviva.tv/" target="_blank">Archeologiaviva.tv</a></p>
<p>E&#8217; una web tv dedicata all&#8217;archeologia. Si chiama Archeologiaviva.tv ed è il primo canale televisivo via web dedicato al passato. Diretto da Piero Pruneti, è nato da un accordo sottoscritto a Firenze da Sergio Giunti, presidente di Giunti Editore e dal sindaco di Rovereto, Guglielmo Valduga. &#8220;Per la prima volta &#8211; sottolineano i promotori &#8211; il passato dell&#8217;uomo potrà essere rivissuto in casa propria&#8221;.</p>
<p>Già disponibili sul sito filmati inediti, servizi sulle ultime scoperte, news su mostre e convegni e nella sezione cinematografica sei documentari. L&#8217;attivazione di Archeologiaviva.tv coincide con il ventennale della scoperta nel deserto sudanese di Berenice Pancrisia, una delle più grandi imprese archeologiche italiane del secolo scorso.</p>
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		<title>Facebook ha una sede in Italia!</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 03:22:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ebbene si, le truppe del socialnetwork più diffuso al mondo hanno invaso anche l’Italia. Per dirla in termini meno bellicosi, Facebook ha annunciato mediante un comunicato stampa che aprirà a Milano un ufficio commerciale per offrire piena assistenza alle aziende italiane che intendono pubblicizzarsi sul social network.
Questa iniziativa è giustificata principalmente dall’immenso successo che ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ebbene si, le truppe del socialnetwork più diffuso al mondo hanno invaso anche l’Italia. Per dirla in termini meno bellicosi, Facebook ha annunciato mediante un comunicato stampa che aprirà a Milano un ufficio commerciale per offrire piena assistenza alle aziende italiane che intendono pubblicizzarsi sul social network.<br />
Questa iniziativa è giustificata principalmente dall’immenso successo che ha avuto il servizio nel Belpaese, basti pensare allo sbalorditivo dato dei 12milioni di account registrati (più o meno un account ogni 5 abitanti).</p>
<p>Nel comunicato si legge: “Ci aspettiamo che l’Italia svolga un ruolo importante nella nostra strategia commerciale a livello mondiale, data la forte crescita di utenti e la sofisticata comunità di digital marketing locale. La sede italiana consentirà quindi a Facebook di fornire direttamente sul posto pieno supporto ai propri clienti, per aiutarli a creare ed implementare campagne che avranno un impatto significativo sul loro business.” Queste le testuali parole di Blake Chandlee, Vice President &#038; Commercial Director EMEA.</p>
<p>Sempre nello stesso comunicato continua Diego Oliva, Commercial Director di Facebook per il Sud Europa:“Vediamo grandi opportunità per il mercato italiano, perché anche qui gli inserzionisti – per promuovere il proprio marchio – tendono ormai a privilegiare i media online rispetto ai modelli di pubblicità più tradizionali. Le persone sono più propense ad acquistare un prodotto se è stato consigliato da un amico e, in questo senso, Facebook offre un’occasione unica alle aziende, sia in termini di promozione dei prodotti, che sopratutto di awareness globale. Con oltre 300 milioni di persone in tutto il mondo che si connettono e condividono contenuti con i propri amici, Facebook offre agli inserzionisti potenzialità inedite di raggiungimento e coinvolgimento degli utenti.”</p>
<p>Be, che dire? Non può farci altro che piacere essere presi in considerazione da un’azienda del genere, anche se ciò vuol dire avere un cittadino su cinque che abitualmente frequenta facebook, almeno però un’azienda italiana avrà più possibilità espandersi grazie alla “nuova” frontiera della pubblicità: il passaparola.</p>
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		<title>In Giordania la Silicon Valley del Medio Oriente</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 10:29:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C’è una nuova Silicon Valley a poche miglia dalle sponde del Mediterraneo. Si specchia sul mar Rosso, in Giordania, il Paese della regina Rania che su Twitter commenta tutti i suoi spostamenti e del wi-fi libero e gratuito praticamente ovunque. Proprio qui, negli ultimi anni sono nate piccole realtà imprenditoriali (start-up) fondate con pochi mezzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è una nuova Silicon Valley a poche miglia dalle sponde del Mediterraneo. Si specchia sul mar Rosso, in Giordania, il Paese della regina Rania che su Twitter commenta tutti i suoi spostamenti e del wi-fi libero e gratuito praticamente ovunque. Proprio qui, negli ultimi anni sono nate piccole realtà imprenditoriali (start-up) fondate con pochi mezzi da giovani sotto i trent’anni: imprese che trasformeranno il web 2.0 arabo e non solo.</p>
<p>Alcune esperienze sono già diventate casi di studio come il Watwet (il Twitter arabo) o la recente acquisizione da parte di Yahoo! di Maktoob, il portale fondato nel 2000 che gestisce la maggiore comunità online in lingua araba. Un accordo da più di 100 milioni di dollari che ha attirato l’attenzione dei venture capitalist internazionali sulle piccole imprese giordane che operano nel campo dell’innovazione e della creatività online. Nonostante il grande problema del digital divide (in Giordania solo il 25-30% della popolazione ha accesso alla Rete), i giovani sfruttano il web per aprire nuovi business, fare politica e mobilitare. E proprio come alla fine degli anni Settanta, Steve Jobs e Steve Wozniak («i due Steve») fondarono Apple nel garage di casa, anche i ragazzi arabi partono con pochi mezzi.</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/economia/09_ottobre_13/giordania-silicon-valley-mediterraneo_f451317a-b834-11de-9cba-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Per leggere tutto l&#8217;articolo del corriere.it clicca qui</a></p>
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		<title>Dave Sifry: “Tutto resterà per sempre documentato in Rete”</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 16:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa breve intervista è parte dello speciale “Bambini a più dimensioni” pubblicato su Nova24 del 14 maggio. Per consultare il resto dell’inchiesta, segui i link alla fine del post
Dave Sifry, imprenditore, blogger e fondatore del motore di ricerca per blog Technorati, racconta la sua originale ricetta per gestire l’approccio dei suoi giovanissimi figli alla Rete:
«Ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa breve intervista è parte dello speciale “Bambini a più dimensioni” pubblicato su Nova24 del 14 maggio. Per consultare il resto dell’inchiesta, segui i link alla fine del post</p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dave_Sifry" target="_blank">Dave Sifry</a>, imprenditore, blogger e fondatore del motore di ricerca per blog Technorati, racconta la sua originale ricetta per gestire l’approccio dei suoi giovanissimi figli alla Rete:</p>
<p>«Ho due figli piccoli di cinque e nove anni. Per ora lascio che la più grande usi internet come strumento di ricerca per la scuola e come mezzo di comunicazione (via mail) con le amiche. Da fotografo, mi preoccupa soprattutto che i miei figli possano condividere on line immagini senza la necessaria consapevolezza.</p>
<p>Credo, infatti, che le persone non riflettano abbastanza sulle reali implicazioni dell’avere foto dei loro giovani figli pubblicate on line. Allo stesso modo penso a quante cose imbarazzanti i bambini siano capaci di pubblicare on line senza comprendere che tutto resterà per sempre documentato in rete, facilmente ricercabile attraverso un motore di ricerca anche fra 20, 30 o 40 anni.</p>
<p>Per questo mi assicuro che i miei non spargano in rete dati sensibili. L’altra faccia della medaglia – conclude – è che sto costruendo un archivio digitale multimediale per documentare puntualmente la storia della mia famiglia e, un domani, dare la possibilità ai miei ragazzi di condividere consapevolmente on line le foto e le informazioni sulla loro prima gioventù che riterranno più opportune».</p>
<p>Per saperne di più:<br />
- Il pezzo d’apertura dello speciale <a href="http://www.thewebobserver.it/2009/10/07/il-rapporto-tra-bambini-e-rete-visto-dagli-internet-guru/" target="_blank">“Bambini a più dimensioni”</a><br />
- David Weinberger: <a href="http://www.thewebobserver.it/2009/10/08/%20david-weinberger-%E2%80%9Ceducare-i-figli-a-discernere-il-vero-dal-falso%E2%80%9D" target="_blank">“Educare i figli a discernere il vero dal falso”</a></p>
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		<title>Editoria: grazie al web il &#8220;WSJ&#8221; scavalca &#8220;USA TODAY&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 08:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Piccolo terremoto nel mondo dell&#8217;editoria Usa. Il &#8216;Wall Street Journal&#8217;, grazie ai suoi oltre 350.000 abbonati all&#8217;edizione online, e&#8217; diventato il primo quotidiano per diffusione negli Stati Uniti. 
La bibbia della finanzia mondiale, di proprieta&#8217; di Rupert Murdoch, e&#8217; riuscita a scalzare dal podio il piu&#8217; popolare &#8216;Usa Today&#8217;, da anni in cime alla lista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Piccolo terremoto nel mondo dell&#8217;editoria Usa. Il &#8216;Wall Street Journal&#8217;, grazie ai suoi oltre 350.000 abbonati all&#8217;edizione online, e&#8217; diventato il primo quotidiano per diffusione negli Stati Uniti. </p>
<p>La bibbia della finanzia mondiale, di proprieta&#8217; di Rupert Murdoch, e&#8217; riuscita a scalzare dal podio il piu&#8217; popolare &#8216;Usa Today&#8217;, da anni in cime alla lista dei giornali a stelle e strisce. Piu&#8217; che un&#8217;avanzata del Wsj, fermo complessivamente sui due milioni di copie, il cambio al vertice e&#8217; da attribuire a una calo delle vendite di Usa Today, arretrate del 17% pari a 1,88 milioni. </p>
<p>E&#8217; quanto emerge da un&#8217;anticipazione del bollettino ufficiale dell&#8217; &#8220;Audit Bureau of Circulations&#8221; (l&#8217;agenzia che attesta le vendite dei giornali americani), che sara&#8217; pubblicato il prossimo 26 ottobre. Usa Today formalmente resta il primo quotidiano per numero di copie cartacee. Il punto di forza del Wsj sono, infatti, i 356.000 abbonati all&#8217;edizione online, unico caso di sito web giornalistico a pagamento di successo.</p>
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		<title>Anche Google diventa Cattivo&#8230;L&#8217;alleanza androide contro Google</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 10:18:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri è toccato a CyanogenMod, domani potrebbe capitare a chiunque altro: ragion per cui gli sviluppatori corrono ai ripari e progettano di estromettere il codice proprietario di Google dal pacchetto base del sistema operativo Android. Il progetto si chiama Open Android Alliance, e ci tiene a precisare di non essere assolutamente &#8220;anti-Google&#8221; quanto piuttosto &#8220;Pro-Android&#8221;.
La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri è toccato a CyanogenMod, domani potrebbe capitare a chiunque altro: ragion per cui gli sviluppatori corrono ai ripari e progettano di estromettere il codice proprietario di Google dal pacchetto base del sistema operativo Android. Il progetto si chiama Open Android Alliance, e ci tiene a precisare di non essere assolutamente &#8220;anti-Google&#8221; quanto piuttosto &#8220;Pro-Android&#8221;.</p>
<p>La nuova alleanza si muove sullo sfondo della oramai ben nota disavventura capitata a Steve Kondik, sviluppatore della suddetta modification CyanogenMod per Android colpevole, a dire di Google, di ridistribuire codice proprietario (le app per l&#8217;accesso ai servizi web di Mountain View) assieme al resto del codice aperto di Android.</p>
<p>Google ha sempre ripetuto come un mantra la natura open del sistema operativo mobile (basato su Linux) che ha largamente contribuito a creare, impegnandosi in tal senso attraverso la Open Handset Alliance che si occupa appunto di Android senza dipendere direttamente dal Googleplex. Ma evidentemente quando si tratta di asset fondamentali come YouTube, Gmail, Maps e compagnia, la &#8220;openness&#8221; di Mountain View evapora un po&#8217; e la logica aziendale prende il sopravvento sull&#8217;approccio pro bono.</p>
<p>La OAA progetta dunque di &#8220;sostituire tutte le applicazioni proprietarie e a codice chiuso nell&#8217;installazione base di Android con applicazioni open source ridistribuibili gratuitamente&#8221;. Non che ci sia nulla di male nel codice chiuso, precisa il gruppo, &#8220;tuttavia noi crediamo nelle piattaforme aperte e vogliamo che tutti gli utenti siano in grado di modificare i propri sistemi come meglio preferiscono&#8221;.</p>
<p>È evidente il richiamo alla &#8220;censura&#8221; caduta dall&#8217;alto sull&#8217;operato di Cyanogen, e anche dando per scontate le rassicurazioni sulla volontà di essere propositivi nei confronti del sistema operativo e non oppositori alle politiche commerciali di Mountain View, la semplice esistenza di un&#8217;iniziativa come OAA mette Google in una posizione alquanto imbarazzante nei confronti del mondo open e della succitata Open Handset Alliance.</p>
<p>Alfonso Maruccia</p>
<p>Fonte: http://punto-informatico.it/2718199/PI/News/alleanza-androide-contro-google.aspx</p>
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