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Lavoratori disoccupati: Marche, contributi ai figli universitari

La Giunta della Regione Marche ha così istituito un contributo una tantum per gli studenti iscritti all’università a patto che in famiglia ci siano genitori che, residenti sul territorio regionale, a causa della crisi sono in cassa integrazione straordinaria, in mobilità o sono disoccupati da almeno tre mesi.

Per la misura la Regione ha stanziato un milione di euro che permetterà ad ogni figlio universitario di ricevere un contributo una tantum pari a 400 euro; quello che può essere definito in tutto e per tutto come un “bonus università“, è frutto tra l’altro di un protocollo d’intesa che la Regione Marche ha siglato con i Sindacati.

Oltre alla condizione che nella famiglia dello studente siano presenti genitori in difficoltà a livello occupazionale, occorre anche rispettare dei limiti di reddito: nello specifico, il nucleo familiare, con riferimento alla dichiarazione dei redditi presentata nell’anno 2009, a valere quindi sul 2008, deve rispettare, relativamente all’Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente, un limite di reddito che non può superare i 30 mila euro.

Rispettati i requisiti sopra citati, gli studenti universitari residenti nella Regione Marche, a valere sull’anno accademico 2009/2010, ed a livello fiscale a carico dei genitori, posso partecipare al bando che sarà diffuso e pubblicato sia sul “BURM”, il Bollettino Ufficiale della Regione Marche, sia sul sito Internet della Regione Marche e su www.istruzioneformazionelavoro.marche.it, il Portale del servizio di lavoro e formazione.

Le modalità di accesso ed i criteri per l’accesso al contributo sono stati tra l’altro messi a punto dalla Regione Marche con i Sindacati al fine di offrire sostegno a livello economico agli studenti che sono iscritti ai corsi di laurea di primo e di secondo livello, ma anche a coloro che sono iscritti Università e Afam, delle Marche o di altre Regioni, alla laurea magistrale a ciclo unico.

Fonte gazzettadellavoro.com

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ABRUZZO: IL 58% ANCORA FUORI CASA

In un paese in cui i fatti scompaiono nel frastuono del marketing e della propaganda e in una democrazia dove la realtà si reiventa ogni sera all’ora di cena per la convenienza del potere, in un paese così, mettersi a sottolineare i numeri nudi e crudi è un atto quasi sovversivo.

In Abruzzo oggi (29 dicembre 2009) il totale degli terremotati assistiti secondo la Protezione Civile è di 30.212.

Il 37% (11.221) persone vive negli edifici del progetto C.A.S.E. voluto dal Governo.

Il 5% (1.425) risiede nei Map (le casette di legno per intendersi).

Il 58%, ovvero 17.566 persone, vive provvisoriamente in alberghi, caserme e sistemazioni temporanee.

Queste erano le promesse:

Ecco la fonte dei dati:

http://www.protezionecivile.it/cms/attach/editor/Report_aggiornamento_29_12_09.pdf

http://www.protezionecivile.it/cms/attach/editor/Report_aggiornamento_29_12_09_2.pdf

Via | lorenzoc.net

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Natale fa schifo e noi siamo delle merde !

Via | giosby.it

E’ passato Natale. La festa dell’ipocrisia !

Tutti quanti pronti a buttar giù dalla torre il presidente, a fondare club e clubbini, partiti e partitelli, a osannare giullari e giornalisti, ciarlatani di tutti i tipi, monumenti souvenir che diventano oggetti di culto, piazze che si riempiono di viola, colore di gran moda, popoli viola a volontà, tutti rigorosamente creati dal basso …

Ecco un esempio di omino in cravatta viola …

Emilio Fede Viola

Sicuramente un fan del popolo viola, discendente del sepolto NoBDay, discepolo di San Precario o di Gianfranco Mascia, chissà? (copia per non iscritti a Facebook)

Ma torniamo a Natale, senza divagare.

Fa schifo! Non ci sono mezzi termini.

Ho fatto qualche calcoletto.

Nel mio paesino di 5000 abitanti il comune stanzia 6000 euro per mettere un po’ di lucette natalizie.

Se la matematica non è opinione significa che in Italia per addobbi natalizi in paesi e città, con consumi di corrente in barba a qualunque crisi, qualunque impegno ecologico per la salvezza del pianeta di cui TUTTI ci preoccupiamo, abbiamo speso circa 60 milioni di euro.

Questo mentre ogni 6 secondi un bambino muore di fame.

Per sfamare un bambino servono 170 euro all’anno, o anche molto meno a secondo dei calcoli …

Sempre nel rispetto della matematica il nostro Natale Italiano illuminato è costato la vita di circa 350.000 bambini !

Non li conosciamo, non li vedremo mai. Sono ben sepolti nelle nostre coscienze libertarie.

Ma nessuno si ribella! NESSUNO!
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I quattro Paesi con la aspettativa di vita più lunga ed i quattro con quella più breve

I quattro Paesi con la aspettativa di vita più lunga ed i quattro con quella più breve

I quattro Paesi con la aspettativa di vita più lunga ed i quattro con quella più breve

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ACQUA A POCHI, TELEMARKETING PER TUTTI

Ora se ci distraiamo un attimo dalla avvincente quanto stagionale discussione sul crocefisso in aula, forse potremmo accorgerci che pochi minuti fa il Senato, in unico abnorme provvedimento, ha varato una caterva di norme tra cui:

1 – liberalizzazione dei servizi pubblici locali, tra cui quello idrico.

2 – passaggio dal meccanismo dell’opt-in a quello dell’opt-out nel telemarketing

Traducendo e semplificando (ripeto semplificando):

1 – l’acqua del rubinetto comincia a diventare “un mercato”.
2 – per non ricevere più telefonate scoccianti è necessario iscriversi ad un nuovo registro nazionale.

Ora, potete pensarla come vi pare su queste faccende, però io personalmente mi sentirei di vivere in un Paese un filo più civile se su questi temi ci fosse un dibattito pubblico decente, almeno prima del passaggio definitivo alla Camera.

Via | LorenzoC

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Presentazione di Piceno Tecnologie, si presenta la nuova associazione che vuole contribuire al rilacio del territorio

Presentazione di Piceno Tecnologie - Andrea Pomozzi

Presentazione di Piceno Tecnologie - Andrea Pomozzi


Piceno Tecnologie, necessaria l’Autorità Valle del Tronto, Per il presidente Andrea Pomozzi si recupera la cartiera Ahlstrom con l’energia della cogenerazione.

Ascoli – E’ nata Piceno Tecnologie, un’associazione che si propone come stimolo insieme agli altri attori del territorio per creare presupposti per il rilancio.

Per raggiungere questo obiettivo intende creare reti di imprese, promuovere il dialogo tra aziende, Università, istituzioni, enti locali, associazioni di categoria, le altre istituzioni pubbliche del territorio e i soggetti privati interessati.

Cercherà di svolgere attività di formazione, studio, ricerca e divulgazione nei settori dell’economia, del lavoro, dell’ambiente, della comunicazione, delle tecnologie innovative nonché ricerche in campo scientifico e sociale.

Altri obiettivi per Piceno Tecnologie saranno quelli di promuovere, organizzare e realizzare seminari di studio, manifestazioni, convegni. Una terapia immediata per il territorio piceno, secondo Andrea Pomozzi, presidente di Piceno Tecnologie, è quella di creare un’Autorità della valle del Tronto sulla scorta della “Tennessee Authority Valley” voluta dal Presidente americano Roosevelt il 18 maggio del 1933.

Un’agenzia «investita di poteri governativi, ma con la flessibilità e l’iniziativa di una impresa privata». E considerando la nascita annunciata della Banca del Mezzogiorno, questa nuova Agenzia potrebbe avere dal Governo finanziamenti diretti per combattere la drammatica situazione di crisi.

Piceno Tecnologie si è già impegnata con spirito volontaristico e quindi supportata da spartane risorse proprie nello studio di fattibilità industriale per il recupero della ex cartiera Mondadori ora Ahlstrom.
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Paradisi fiscali, 1.518 sono marchigiani

Il 25% degli italiani residenti nei paradisi fiscali è originario dell’ Emilia Romagna. Lo rivela l’Agenzia delle entrate. Il fatto è in maniera indiscussa legato alla vicinanza con San Marino, molti cittadini nati in Emilia Romagna cambiano residenza nel piccolo stato per motivi fiscali.

6.263 emiliani-romagnoli hanno dichiarato di risiedervi, distaccano con un certo margine gli originari della Lombardia e quelli del Lazio, rispettivamente con 4.243 e 2.934 cittadini residenti in paradisi esteri. In classifica c’è poi la Liguria al quarto posto e il Piemonte sopra la soglia dei 2.000 residenti all’estero.

Una massiccia presenza in paradisi fiscali è anche quella dei marchigiani: ben 1.518, la maggior parte a San Marino, che piazza la regione al sesto posto,poi c’è il Veneto (1.659) e la Campania (1.544).

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La vedova Borsellino ai pm “Ecco tutti i sospetti di Paolo”

HA PARLATO come non aveva fatto mai, dopo diciassette anni. Per dire tutto. Il suo interrogatorio è cominciato così: “Avevo paura, non tanto per me ma avevo paura per i miei figli e poi per i miei nipoti. Adesso però so che è arrivato il momento di riferire anche i particolari più piccoli o apparentemente insignificanti”. È la vedova che ricorda gli ultimi due giorni di vita di Paolo Borsellino. È la signora Agnese che spiega ai magistrati di Caltanissetta cosa accadde nelle 48 ore precedenti alla strage di via Mariano D’Amelio.

Il verbale di interrogatorio è di poco più di un mese fa, lei da una parte e i procuratori di Caltanissetta Sergio Lari e Domenico Gozzo dall’altra. Lei si è presentata spontaneamente per raccontare “quando Paolo tornò da Roma il 17 di luglio”. Il 17 luglio 1992, due giorni prima dell’autobomba. Paolo Borsellino è a Roma per interrogare il boss Gaspare Mutolo, un mafioso della Piana dei Colli che aveva deciso di pentirsi dopo l’uccisione di Giovanni Falcone. È venerdì pomeriggio, Borsellino lascia il boss e gli dà appuntamento per il lunedì successivo.

Per leggere tutto l’articolo di repubblica.it clicca qui

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Italiani pagano 7800 euro annui in imposte, tasse e tributi

Nel nostro Paese gli italiani versano più tasse rispetto a quanto poi si vedono restituire in termini di spesa pro-capite per i servizi sociali, la sicurezza, la scuola e la sanità. A rilevarlo è uno studio della CGIA di Mestre, da cui in particolare è emerso come tra imposte, tasse e contributi ogni italiano versi in media allo stato ben 7.777 euro.

Il dato è superiore a quello della Germania dove il peso fiscale pro-capite è pari a 7.052 euro, ma dove, pur tuttavia, i cittadini ricevono di più dallo Stato; allo stesso modo, se in termini di peso tributario su ogni cittadino transalpino gravano ben 8.972 euro di tasse annue, lo Stato poi però restituisce ben 10.494 euro in spesa sociale. Ma come mai in Italia il saldo tra tasse versate e spesa sociale è negativo rispetto a Paesi “cugini” come la Germania e la Francia?

E’ tutta colpa dell’evasione fiscale? Ebbene, Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre, sottolinea come tale divario non sia legato solo a quei contribuenti che dichiarano meno di quanto realmente incassano, ma anche ad una bella fetta di economia sommersa, ovverosia tutti coloro che al Fisco non hanno dichiarato mai nulla e continuano indisturbati a fare affari. Ma come si esce da questa situazione? Ebbene, il Segretario dell’Associazione degli artigiani mestrina ritiene che sia ingiusto e tutt’altro che equo il fatto che i cittadini, e non tutti purtroppo, continuino a pagare le tasse anche per gli altri non ricevendo servizi decenti in quantità ed in qualità.

Di conseguenza è necessario attuare un’opera di razionalizzazione della spesa pubblica, tagliando le spese della pubblica amministrazione e provvedendo a ridurre le imposte. A farne le spese, secondo quanto messo in evidenza da Giuseppe Bortolussi, sono tra l’altro le fasce più deboli della popolazione, visto che a fronte di una pressione tributaria elevata non ci sono risorse sufficienti ed adeguate per il sostegno alle politiche abitative, per i giovani, per le famiglie in difficoltà, per i disabili e per tutti quei soggetti che vivono sempre più spesso ai margini della nostra società.

Fonte: Fiscoetributi.com

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l’Italia è al secondo posto per la vendita di armi nel mondo

La guerra, si sa, è uno dei business più redditizi che vi siano. Mette in moto i settori più disparati e ne beneficiano in tanti, fuorchè ovviamente i popoli (intesi come persone) in guerra. Secondo un rapporto del Congressional Research Service ripreso dal quotidiano “New York Times” l’Italia, con un introito pari a 3,7 miliardi di dollari, è al secondo posto per la vendita di armi.

Irraggiungibili come sempre gli USA, che con la vendita al di fuori del territorio nazionale hanno ricavato introiti per 37,8 miliardi di dollari (oltre 12 miliardi in più rispetto al 2007) detengono il primato. Alle nostre spalle invece Russia, Cina e Francia. Il settore, secondo gli studi, è in calo. Ma questo non ha impedito agli USA di incrementare le vendite soprattutto in paesi di Asia ed Oriente e nei paesi in via di sviluppo, attestandosi nel complesso a dettenere il 68,4% del mercato.

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