Posts Tagged lavoro

Rossi: mobilitazione forte e unitaria contro l’attacco all’art. 18

Il Candidato Presidente Massimo Rossi commenta duramente il disegno di legge governativo in materia di lavoro che introducendo l’arbitrato colpisce duramente l’articolo 18 dello Statuto dei diritti dei lavoratori.

“E’ una nuova gravissima conferma che il mercato del lavoro sta ormai diventando una specie di giungla”. Massimo Rossi commenta così l’approvazione da parte del Senato della cosiddetta norma sull’arbitrato, cioè il disegno di legge 1167 B, proprio alla vigilia della giornata che lo porterà, a Fabriano e ad Ancona, nei luoghi tra i più simbolici del settore industriale marchigiano .

“Ciò che non si era riusciti a far passare otto anni fa grazie alla straordinaria manifestazione che il 23 marzo del 2002 portò a Roma tre milioni di persone, il governo lo fa oggi – afferma Rossi – con una manovra furbesca che aggira l’articolo 18, e colpisce ancora una volta i diritti dei lavoratori, e precarizza ulteriormente il lavoro”.

Ma di cosa si tratta? In sostanza in sede di stipula e di certificazione del contratto di lavoro potrà essere inserita una clausola dove si afferma che in caso di controversie esse non si risolveranno davanti ad un giudice nel rispetto dei più elementari principi di equità. Dunque il datore di lavoro potrà imporre al nuovo assunto il ricatto dell’arbitrato. Per chi ha già un contratto a tempo indeterminato il dettato di legge prevede che potrà essere introdotto tramite accordo tra le parti.

“Proprio in una fase – prosegue Rossi – dove è necessaria la tutela di chi lavora vista la gravissima crisi di sistema che sta colpendo i paesi industriali, si mette mano ad un provvedimento da macelleria sociale che fa scempio dello Statuto dei diritti dei lavoratori. Mi auguro – conclude il Candidato Presidente – che le forze sindacali, il movimento dei lavoratori e chi ha a cuore la democrazia mettano in campo una mobilitazione forte e unitaria”.

Fonte: ilquotidiano.it

Tags:

No Comments

Notizie ed Energia nella provincia picena

Sperando che non rimangano solo belle parole vi riporto alcune notizie che riguardano l’energia ed il lavoro la nostra provincia.

Nell’articolo di sambenedettoggi: Energia in Comune: le strategie del futuro si parla del Piano energetico comunale di San Benedetto del Tronto. Impianti a fonti rinnovabili, coibentazione, efficienza nel pubblico e nel privato. Così si vuole ridurre il consumo cittadino entro il 2015.

In un latro articolo di sambenedettoggi: Confindustria vuole il Piceno Green Economy si parla del settore delle Energie e nuove tecnologie, gli industriali piceni spingono per la creazione di un vero “distretto”: «Le imprese della nostra provincia hanno risonanza nazionale»

Tags: , ,

No Comments

Piceno in crisi: raddoppiate le istanze di fallimento

Un’analisi de “Il Sole 24” vede Ascoli aumentare del 95% la percentuale rispetto al 2008-09;è la più alta (dopo Imperia) tra le quaranta città italiane prese in esame. In aumento anche pignoramenti e decreti inginutivi. Diminuiscono solo gli sfratti per morosità

Un’indagine condotta dal quotidiano “Il Sole 24 Ore”, i cui risultati sono usciti questa mattina lunedi 8 in terza pagina, mostra i dati relativi ai ricorsi presentati nel 2009 in quaranta tribunali italiani (bacino di circa un terzo della popolazione italiana) per quanto riguarda istanze di fallimento, pignoramenti e sfratti.

Questa analisi rende ancora più chiara la situazione di crisi che si sta vivendo in tutto il paese: «Nel 2009 – si legge – il numero di nuovi procedimenti giudiziari è aumentato praticamente in tutta Italia. Con un incremento che non ha riguardato soltanto le istanze di fallimento (+23% rispetto al 2008), ma anche i pignoramenti e gli sfratti, costringendo magistrati e cancellieri a un super lavoro imprevisto».

In una tabella, ai dati relativi al 2009 viene accostata la percentuale di variazione rispetto all’anno precedente. Così si evidenzia che ad Ascoli le istanze di fallimento (205 nel 2009) sono aumentate nell’ultimo anno del 95,3%, con un tasso di incremento maggiore rispetto a tutte le altre città prese in esame ad eccezione di Imperia.

Meno drammatiche le altre voci, che riguardano i pignoramenti mobiliari e immobiliari (rispettivamente in aumento del 6 e del 28 per cento) e i decreti ingiuntivi (+ 9,7%). L’unico dato con segno è quello relativo agli sfratti per morosità, che nel 2009 sono stati 42 con una diminuzione del 20%.

Gli altri tribunali marchigiani che hanno aderito all’indagine sono quelli di Ancona e Pesaro. Anche per loro percentuali in consistente aumento relativamente a tutte le voci; in particolar modo si segnalano le istanze di fallimento (+37% Ancona, +40,6% Pesaro), i pignoramenti immobiliari ( Pesaro +40%) e i decreti inginutivi ( Ancona + 27,9%).

Via | sambenedettoggi.it

Tags: ,

No Comments

I lavoratori della Manuli dicono no alla deindustrializzazione

16 novembre 2009 (MoviSol) – La vicenda dello stabilimento Manuli di Ascoli Piceno, dove l’11 novembre l’assemblea dei lavoratori ha respinto all’unanimità l’accordo siglato dai sindacati confederali, rappresenta forse oggi la vertenza simbolo di un modus operandi utilizzato in tutta l’Italia negli ultimi anni con lo scopo di de-industrializzare il Paese, assecondando i processi di delocalizzazione e globalizzazione. Un modus operandi da parte di alcune aziende che hanno visto nell’attuale crisi una giustificazione per formalizzare un percorso iniziato in realtà nei primi anni ‘90. Quelle aziende ancora inseguono solo il valore degli azionisti muovendosi all’interno di una logica più finanziaria che industriale, senza alcun attaccamento al territorio e alla propria gente, senza interesse per il bene ed il futuro del nostro Paese. Oggi, governati in gran parte dalle stesse persone che hanno iniziato prima della crisi questi processi economici e culturali, dovremmo aspettarci una “ripresa” mediante gli stessi strumenti che ci hanno condotto dentro la crisi, ottenendo questa situazione sociale drammatica.

Troppo spesso queste vicende, comuni a tante situazioni locali, si concludono con l’accettazione del “male minore”, e cioè prepensionamenti, mobilità, riqualificazione mentre gli impianti industriali vengono smantellati e spesso venduti all’estero. Alla Manuli di Ascoli Piceno, per la prima volta, i lavoratori  hanno detto no e si sono opposti alla chiusura dell’ennesimo stabilimento produttivo, in una provincia dove, dal gennaio 2008, sono 3200 i posti di lavoro industriali già persi.

Grave è stato anche l’atteggiamento del responsabile del Ministero dello Sviluppo Economico al tavolo delle trattative, il dottor Giampietro Castano. Castano, Responsabile dell’Unita per la gestione delle vertenze delle imprese in crisi del MSE, durante un incontro tenutosi ad Ascoli Piceno di fronte al presidente della Provincia, al presidente della Camera di Commercio e al presidente di Confindustria Ascoli, ha dichiarato:“Non vi sognate di arginare la chiusura e la fuga da Ascoli delle grandi aziende!”. Ex-sindacalista, Castano ha fatto carriera nell’Olivetti, nota azienda incubatrice di “modernismo”, ed è al centro di numerose simili vertenze in tutta la penisola, come quella dell’azienda in crisi Eutelia. Ci si chiede se egli lavori per il Ministero dello Sviluppo o del “Sottosviluppo”.

Tornando all’esito dell’assemblea, il punto politicamente rilevante è che i lavoratori abbiano preso coscienza e riconosciuto il piano criminale che si stava perpetrando nei loro confronti, con i sindacati disposti ad accettare tutte le condizioni della azienda a scapito dei lavoratori. Durante l’assemblea un attivista di MoviSol, Andrea Pomozzi, ha svelato i retroscena della vicenda che coinvolge lo stabilimento ascolano e il gruppo proprietario in generale. La famiglia Manuli possiede dal 2001 un fondo hedge speculativo (http://www.hedgeinvest.it/) con assets per 950 milioni di euro, mentre appena qualche settimana fa, la famiglia Manuli ha creato un nuovo fondo (HI USA Real Estate Fund) mediante un’iniezione immediata di 5 milioni di euro ed un obiettivo di raccolta attorno ai 100 milioni di euro . Finalità di questo fondo è la speculazione immobiliare negli Stati Uniti, mercato florido dopo lo scoppio della bolla immobiliare americana dei subprime. La proprietà Manuli possiede anche le terme di Saturnia , ha partecipazione dell’11% in “Valore Reale” (un’altra società di speculazione immobiliare), una partecipazione in un’azienda che produce bio-diesel  e possiede altre società finanziarie . La famiglia che detiene questo impero ha pensato più di cinque anni fa (lontano dai famigerati venti di crisi, oggi causa di ogni male) di cominciare un processo di delocalizzazione della produzione per risparmiare sui costi della manodopera.

Read the rest of this entry »

Tags:

No Comments

Carrefour: ecco il manuale per gestire i dipendenti che scioperano, premi per i “crumiri”

In un momento di crisi come questo come salvare un’azienda dal “pericolo di sciopero”? Semplice: istruendo manager, capireparto e capiturno. E’ la strategia decisa dal gruppo Carrefour, uno dei colossi della grande distribuzione made in France, con 11 mila punti vendita in 30 paesi del mondo e 70 iper in Italia.

Ne parla questa mattina il Corriere: si parte dal presupposto che lo sciopero è una prova di forza, da vincere. Come in una guerra. Quattro le fasi della lotta: pre-sciopero, il giorno prima, il giorno dello sciopero (“giornata del­l’adrenalina”) e il post sciope ro, con tanto di brindisi. Ogni fase ha durata, azione, attori e obiettivi.

I ‘capi’, il giorno fatidico, dovranno indossare calzature comode ed essere eleganti. Poi si dovrà classificare il personale in “verdi”, “gialli” (gli indecisi dello sciopero), “rossi”.

Per convincere i “gialli” serviranno grandi sorrisi, pacche sulla spalla e persino caffè e brioche offerti nella pausa. Vanno scelti anche gli opinion leader. Massimo supporto per chi verrà a lavorare.

E di sciopero ce n’è uno proprio dietro l’angolo per il contratto na zionale: è in programma per sabato 3 ottobre e coinvolgerà le sedi di Paderno, Assago, San Giuliano e Carugate.

“Vincere permette di aumentare il potere sociale dei capi”, si legge nel manuale, ma “non si deve stravincere e non bisogna umiliare la con troparte”.

L’azienda ‘ha già perso’ in uno sciopero dello scorso luglio, quando i lavoratori hanno denunciato Carrefour per comportamento antisindacale a Milano e a Torino. In tale occasione il gruppo ha tenuto aperti gli iper lombardi con personale a ter mine, una cosa vietata come spiegano i sindacati, che fanno sapere:

“Siamo preoccu pati. L’azienda ha di sdettato il contratto integrati vo unilateralmente e ora ha messo in atto una strategia con l’indottrinamento dei ca pireparto che mira a esclude re sindacato e lavoratori da una partita che li riguarda di rettamente”

Nel manuale si legge anche cosa non si deve fare per evitare di incorrere in una denuncia per attività antisin dacale, ovvero:

- non strappare cartelli sindacali dalle bacheche

- non vietare assemblee

- fare do mande ma non pretendere ri sposte

Inoltre vengono anche fornite istruzioni per evita re i picchetti grazie a una piantina dell’iper con segnalati ingressi e uscite.

Fonte: http://milano.blogosfere.it/2009/10/carrefour-ecco-il-manuale-per-gestire-i-dipendenti-che-scioperano-premi-per-i-crumiri.html

Tags:

No Comments
Chiudi
Invia e-mail