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Nuove forme di democrazia sul web

Fino ad oggi sono numerosi i governi e i leader in tutto il mondo che hanno deciso di aprirsi ad un confronto con i cittadini, utenti della rete, attraverso YouTube. Il Vaticano, la Camera dei Deputati, la Famiglia Reale, le Regina Ranja di Giordania e i presidenti di numerosi paesi tra cui: Stati Uniti, Francia, Corea del Sud e Estonia.

A questi si aggiunge oggi un altro importante contributo, quello del Governo Iracheno che oggi annuncia il lancio di un proprio canale YouTube (youtube.com/iraqigov), così come si evince dalle parole del Primo Ministro Nuri al-Malik:


Le caratteristiche di condivisione che sono alla base di YouTube consentiranno agli utenti che visitano il canale del Governo iracheno di interagire votando i video preferiti, esprimendo la propria opinione attraverso commenti scritti e risposte video in pieno rispetto della trasparenza e della libertà di espressione.

Via | Google Italia

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Voto online, pagelle e-mail ecco il “cyber villaggio”

Issy-les-Moulineaux, a sudovest di Parigi, è una cittadina da record: l’80% degli abitanti è collegato a Internet. Qui i bambini dell’asilo parlano con i genitori attraverso una webcam. E gli anziani frequentano scuole informatiche.

Il computer è posato su un tavolino a cinquanta centimetri da terra. Nella sala giochi i piccoli battono sulla tastiera, al posto delle lettere ci sono grossi tasti gialli e rossi che disegnano forme geometriche sullo schermo. “Mamma” urla la bambina che ha appena acchiappato il mouse. “Tra poco” annuncia la maestra Chantal. Due volte a settimana, i genitori si collegano con l’asilo attraverso una webcam e salutano i figli. “La Farandole”, che accoglie una trentina di bimbi, ha aperto ormai sette anni fa. È il primo cyber-asilo pubblico di Francia. Da allora il comune di Issy-les-Moulineaux, a sudovest di Parigi, ne ha inaugurati altri tre. Ognuno con computer, giochi elettronici pedagogici e collegamenti virtuali “per attutire la mancanza di casa”, spiega Chantal. Piccoli internauti crescono. Ma anche gli adulti fanno progressi.

Qui le famiglie sono abituate a pagare le rette con una speciale carta magnetica, fanno le iscrizioni online, hanno pagine interattive tipo Facebook per dialogare con i maestri della classe. A partire dalle elementari, ricevono le pagelle con la e-mail. La domanda di lavoro si compila direttamente sul sito dell’agenzia di collocamento, così come quella per l’alloggio sociale o i sussidi famigliari. E per votare, al posto della scheda elettorale, arriva un codice Pin.

“Tendenzialmente, i nostri cittadini non sanno più cos’è una fila”. Il sindaco André Santini è un còrso verace di 68 anni che ama i sigari, le battute fulminanti e Internet. Gli abitanti di questo comune vivono al ritmo della banda larga, con una connessione che è un’autostrada. In quanto a nuove tecnologie e al loro utilizzo, nessuno batte Issy-les-Moulineaux. L’80% degli abitanti è collegato all’Internet veloce, il 67% scarica abitualmente film e musica, il 25% chiama ormai solo attraverso il pc. “Ho capito quindici anni fa che la rivoluzione informatica avrebbe potuto migliorare le nostre vite, e ho investito” spiega Santini, ex ministro di Chirac, sindaco dal 1980 e fondatore di un piccolo partito centrista alleato dell’Ump di Sarkozy. Il suo battesimo telematico è avvenuto nel 1996: Issy-les-Moulineaux è stato il primo comune ad aprire un sito di servizi ai cittadini. Poi la prima web-tv, gli asili nido e anche gli ospizi sempre connessi, persino il primo cyber-matrimonio, celebrato in diretta online nel 1999. Oggi nel palazzo settecentesco dove ha sede il comune i certificati di nozze vengono consegnati ai neosposi sulla chiavetta Usb. Già da cinque anni il wi-fi è gratuito in tutti gli spazi pubblici e dal 2008 sono state aperte due scuole Cyber Senior per gli anziani.

Per leggere tutto l’articolo di ANAIS GINORI su reppublica.it clicca qui

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HADOPI: Governo avvisato, mezzo salvato

La definitiva approvazione della dottrina Sarkozy in Francia rischia di aprire le porte a una HADOPI all’italiana. Ecco perché non bisogna seguire quella strada.

Lo scorso 28 ottobre, identificata con il numero 1311, la famigerata legge HADOPI è stata pubblicata sulla gazzetta ufficiale della repubblica francese ed una delle più temute minacce per la libertà della Rete dell’ultimo anno si è così trasformata in realtà. È facile prevedere che, nelle prossime settimane, il partito dell’antipirateria italiano tornerà a bussare energicamente alle porte del Palazzo per chiedere di “scongelare” le proposte di legge e le iniziative sin qui ibernate ed accelerarne il varo.

Sin qui, infatti, il dibattito a Bruxelles, sull’ormai famoso emendamento 138 nell’ambito dei lavori sul Pacchetto Telecom, e i dubbi di legittimità relativi all’HADOPI emersi in Francia hanno frenato e rallentato le azioni di governo in tema di antipirateria. Ne è un esempio eclatante il Comitato per la lotta contro la pirateria digitale e multimediale, costituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, che avrebbe dovuto terminare i propri lavori in 60/90 giorni e che, a distanza di quasi un anno dall’insediamento, non ha fatto altro che svolgere qualche audizione.

HADOPI in italiano come si scriverà?
È questa la domanda che, a questo punto, bisogna porsi e porre al Palazzo mettendo, sin d’ora, nero su bianco alcuni concetti che il vecchio proverbio “uomo avvisato è mezzo salvato” suggerisce, che Parlamento e Governo abbiano chiari per evitare di sprecare tempo e risorse nel varo di una legge inutile, inapplicabile ed inopportuna. Ecco alcuni di questi concetti, a mio avviso, imprescindibili.
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Tanti auguri Internet

Palloncini per festeggiare i suoi quarantanni. Ed un premio di 40mila dollari messo in palio da mamma DARPA.

Per festeggiare il quarantesimo anniversario di Internet, DARPA ha annunciato il “DARPA Network Challenge”: una vera e propria caccia al tesoro con in premio 40mila dollari a chi scoverà i palloncini della festa.

Quarantanni e non sentirli. Era il 29 ottobre 1969 quando il gruppo Advanced Research Projects Agency (Arpa) in collaborazione con Donald Davies dei laboratori di fisica del Regno Unito, collegavano per la prima volta i computer delle università della California, Los Angeles e Stanford. Il primo messaggio sarebbe dovuto essere “Login”, ma fece crash già alla g, restando quindi lo.

Varie iniziative stanno sorgendo in rete per festeggiare l’evento: per esempio il Guardian ha pubblicato una serie di diapositive che ripercorro i passi che hanno portato Internet ad essere quella che conosciamo (c’è, per esempio, il primo virus, le previsioni più o meno azzeccate e la nascita delle email).

L’iniziativa della DARPA mette invece in palio 40 mila dollari e ha lo scopo di studio di valutare il ruolo di Internet e i social network hanno oggi nei tempi e modi della comunicazione.

Obiettivo della cerca: 10 palloncini rossi legati in altrettanti luoghi negli Stati Uniti, posizionati in posti accessibili, visibili dalle strade principali e custoditi da uomini DARPA. Il tutto si svolgerà tra le 10 e le 16 di domenica 5 dicembre.

Per riuscire a trovare tutti i dieci palloncini sarà logicamente necessario utilizzare tutte le armi messe a disposizione dalla comunicazione su Internet, stando attenti alle trappole. Al primo che ci riuscirà, e che di ogni palloncino riporterà latitudine e longitudine, un premio di 40 mila dollari.

Claudio Tamburrino

Fonte: http://punto-informatico.it/2739631/PI/News/tanti-auguri-internet.aspx

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