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Le guerre che inquinano

13 marzo 2010 in guerra

Quando entrammo nel Kosovo, durante la guerra del ’99, i comandi militari della Nato furono espliciti: non raccogliete niente per terra. Le spiegazioni però furono vaghe. E in un primo momento, mentre scoprivamo le fosse comuni con i cadaveri degli albanesi massacrati dai serbi, quasi ci dimenticammo dell’avvertimento.

Poi l’interrogativo affiorò: la guerra inquina? Alla fine degli anni Novanta dai Balcani cominciò a soffiare un inverno chimico e radioattivo. Invano cercammo di ottenere spiegazioni plausibili per le morti sospette dei militari impegnati in Bosnia. L’unico precedente era la sindrome del Golfo che dopo dieci anni si riassumeva in queste cifre crude:

negli Stati Uniti si ammalarono 132mila persone, quasi un veterano su cinque, 26.500 di malattie sconosciute, non diagnosticate. Malati di uranio? Di inquinamento chimico? Di farmaci sperimentali, di vaccinazioni a oltranza? O di tutto questo insieme, una sorta di cocktail micidiale? Finora non è mai stata data nessuna risposta certa.

Scienziati e studiosi di tutto il mondo, tra questi anche gli italiani, tentarono di penetrare l’imbarazzante mistero che ancora circonda gli “effetti collaterali” della “guerra pulita” e tecnologica.

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Italia, decreto legge rifinanzia con 224,8 milioni di euro le missioni militari all’estero

30 dicembre 2009 in 1

Il ministro La Russa: ‘La Difesa e gli Esteri copriranno la differenza con i loro bilanci ordinari’.

Con un decreto legge il governo italiano ha rifinanziato le missioni militari all’estero stanziando un totale di 224,8 milioni di euro. A dare notizia della misura è stato il ministro della Difesa Ignazio La Russa che ha dichiarato “Inizialmente era prevista una spesa di 181 milioni, quindi l’integrazione è stata fatta a carico dei bilanci della Difesa e degli Esteri che hanno accettato di implementare con il loro bilancio ordinario”. Secondo quanto sostenuto dal ministro il provvedimento sarebbe giustificato data “la permanenza di 400 soldati aggiuntivi in Afghanistan e da un rientro dal Kosovo più lento del previsto”.

Il titolare della Difesa italiana ha poi precisato che nel periodo novembre-dicembre i militari italiani in Afghanistan saranno 3150 e quelli in Libano 2080. “In Libano – ha argomentato il politico – c’è una riduzione molto modesta di 20 militari. La riduzione del contingente saràa maggiore quando cederemo il comando. E’ possibile però un breve prolungamento del mandato italiano”.

Intanto Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, ha chiamato l’opposizione a schierarsi contro la partecipazione italiana in Afghanistan e il Pd a farlo contro provvedimento, che rifinanzia le missioni all’estero fino al 31 dicembre 2009. “Il governo delle destre – ha sostenuto Ferrero – ha appena votato, in consiglio dei ministri, il rifinanziamento delle missioni militari dell’Italia all’estero, a partire da quella, nefasta e sciagurata, che ci vede impegnati in Afghanistan. Il governo Berlusconi si caratterizza come il governo della guera mentre i lavoratori e i pensionati del nostro Paese non riescono ad arrivare a fine mese”.

Via | peacereporter.net