“Wave” come onda, certo, ma di quelle potenti, pronte a frantumare la messaggistica online. Questa la premessa portante di Google Wave, un nuovo servizio del colosso di Mountain View. È ancora in versione beta, quindi di collaudo, ma già a questo stadio i suoi tratti distintivi sono ben definiti. Le parole d’ordine sono, addirittura, tre: collaborazione, social network e messaggistica.
In merito alla prima e alla terza, le più eclatanti, mi riferisco alla possibilità di elaborare un contenuto tra più persone, via Internet, in tempo reale. Non si tratta di una novità assoluta (anche alcuni “Extra” di Skype, tanto per dire, lo consentono), ma sicuramente è una delle migliori applicazioni in grado di farlo. Il concetto portante è, appunto, l’onda (wave). Google Wave si basa su onde, vale a dire, in soldoni, delle conversazioni. Che coinvolgono due persone o più, o addirittura dei “bot” automatici.
Una semplice chat, dunque? Non proprio: nella wave possono infatti confluire anche contenuti di diverso tipo, per esempio un testo al quale, proprio nel corso della conversazione, collaborano tutti gli utenti. Ciascuno è libero di interagire come crede e i suoi interventi sono contrassegnati da un colore specifico, che funge da “tag”. Se l’e-mail ha soppiantato la posta tradizionale, cartacea, e la messaggistica ha preso il posto della telefonata, Google Wave arriva ad unire posta elettronica e instant messaging. Non esiste più il “solo” messaggio, l’e-mail o il documento. Esiste una wave, pronta a integrarli tutti i uno. Proprio come in una riunione: tutti seduti a conversare e pronti, all’occorrenza, a scrivere delle note sulla lavagna, con pennarelli di diverso colore. E non importa se le informazioni arrivano per via orale, scritta o per strizzata d’occhio (o piedino del collega ammiccante…): si tratta della medesima conversazione, della medesima onda.
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