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FIRMA!! CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L’ACQUA” – IL GOVERNO PRIVATIZZA L’ ACQUA ! FIRMA!!

31 ottobre 2009 in acqua

CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L'ACQUA” - IL GOVERNO PRIVATIZZA L’ ACQUA

CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L'ACQUA” - IL GOVERNO PRIVATIZZA L’ ACQUA

FIRMA QUI LA PETIZIONE CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L’ACQUA” – IL GOVERNO PRIVATIZZA L’ ACQUA ! FIRMA!!

Si tratta della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universale

IMPEDIAMOLO !

Con un decreto del 10 settembre scorso il Governo regala l’acqua ai privati: sottrae ai cittadini l’acqua potabile, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.

Oltre 400.000 cittadini hanno sottoscritto una legge d’iniziativa popolare per l’acqua pubblica, che riconosce il diritto all’acqua ma la proposta giace da due anni nei cassetti delle commissioni parlamentari.

Entro il prossimo 24 novembre, il decreto che privatizza l’acqua potrebbe diventare legge.

Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita

Si tratta di un provvedimento inaccettabile!

Pertanto, noi firmatari del presente Appello chiediamo:

- A tutti i Parlamentari il ritiro delle nuove norme che privatizzano l’acqua e di escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica riconoscendo l’autonomia di scelta dei modelli di affidamento da parte degli ATO ed Enti locali.

- Alle forze politiche di sostenere le proposte del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua e in particolare la rapida approvazione della legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico.

- Ai Presidenti delle Regioni di presentare ricorso di costituzionalità contro l’Art.15 del D.L. 135/09 a tutela della autonomia degli Enti Locali sulla base del principio di sussidiarietà riconosciuto dalla Costituzione.

- Agli Eletti nei Consigli Comunali di prendere posizione contro l’Art.15 del D.L 135/09 e di assumere l’impegno ad inserire nello Statuto Comunale il riconoscimento dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e dichiarando il servizio idrico privo di rilevanza economica.

- Ai Cittadini di protestare contro questo Decreto del Governo facendo pressioni sui parlamentari e raccogliendo adesioni a sostegno del presente impegno.

Il presente Appello con le firme raccolte sarà inviato anche al Presidente della Repubblica
e ai Presidenti delle due Camere

L’acqua è un diritto umano universale e un bene comune da conservare per le future generazioni.

Il servizio idrico deve essere gestito da enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori.

Salvare l’acqua è una questione di democrazia

Ottobre 2009 – Appello a cura
Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua

Segreteria Operativa Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org

Appello a cura del Forum Italiano dei Movimenti per l’’acqua

28 ottobre 2009 in acqua

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua lancia una campagna contro i recenti provvedimenti governativi volti alla privatizzazione dell’acqua

Firma la petizione on line su www.acquabenecomune.org

IMPEDIAMOLO !

Con un decreto del 10 settembre scorso il Governo regala l’acqua ai privati: sottrae ai cittadini l’acqua potabile, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.

Oltre 400.000 cittadini hanno sottoscritto una legge d’iniziativa popolare per l’acqua pubblica, che riconosce il diritto all’acqua ma la proposta giace da due anni nei cassetti delle commissioni parlamentari.

Entro il prossimo 24 novembre, il decreto che privatizza l’acqua potrebbe diventare legge.
Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita
Si tratta di un provvedimento inaccettabile!

Pertanto, noi firmatari del presente Appello chiediamo:

- A tutti i Parlamentari il ritiro delle nuove norme che privatizzano l’acqua e di escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza economica riconoscendo l’autonomia di scelta dei modelli di affidamento da parte degli ATO ed Enti locali.

- Alle forze politiche di sostenere le proposte del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua e in particolare la rapida approvazione della legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico.

- Ai Presidenti delle Regioni di presentare ricorso di costituzionalità contro l’Art.15 del D.L. 135/09 a tutela della autonomia degli Enti Locali sulla base del principio di sussidiarietà riconosciuto dalla Costituzione.

- Agli Eletti nei Consigli Comunali di prendere posizione contro l’Art.15 del D.L 135/09 e di assumere l’impegno ad inserire nello Statuto Comunale il riconoscimento dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e dichiarando il servizio idrico privo di rilevanza economica.

- Ai Cittadini di protestare contro questo Decreto del Governo facendo pressioni sui parlamentari e raccogliendo adesioni a sostegno del presente impegno.

Il presente Appello con le firme raccolte sarà inviato anche al Presidente della Repubblica e ai Presidenti delle due Camere.

L’’acqua è un diritto umano universale e un bene comune da conservare per le future generazioni.
Il servizio idrico deve essere gestito da enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori. Salvare l’’acqua è una questione di democrazia.

Segreteria Operativa Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org

Codacons: sale il prezzo dell’acqua

19 ottobre 2009 in acqua

Il prezzo dell’acqua è in costante crescita. Anche se non ce ne accorgiamo direttamente, il costo aumenta di piccole percentuali ogni anno. Questo è in breve il resoconto di una ricerca diffusa in questi giorni dall’Osservatorio Prezzi e Tariffe: nel solo 2008 il prezzo è lievitato del 5,4% rispetto all’anno precedente. In alcune città la percentuale è stata ancora più alta con dati allarmanti per Grossetto e Lucca che hanno registrato un aumento del 8,8 e 8,9%.

Le cause sono strettamente legate allo stato dei servizi e alle perdite d’acqua lungo il percorso acquifero per raggiungere i rubinetti delle case. Al nord i prezzi sono più contenuti per la manutenzione costante eseguita sui condotti, mentre al sud bisogna tappare le perdite lungo il tragitto aumentando il prezzo ai cittadini. Come ha fatto capire Teresa Petrangolini di Cittadinanza attiva.

In attesa di concreti risvolti da parte dello Stato, Codacons fornisce i suoi consigli per diminuire i propri sprechi e dare un vero taglio alla propria bolletta. Ecco quali.

Lavaggio denti. Lavarsi i denti tenendo il rubinetto aperto fa sprecare circa 40 litri d’acqua alla volta; l’associazione consiglia di utilizzare lo spazzolino inumidito col solo dentifricio e risciacquare soltanto alla fine.
Barba. Per farsi la barba è sufficiente colmare il lavandino d’acqua, chiudendolo col tappo, e poi lasciarla scorrere terminata la rasatura;

Frutta e verdura. Dopo aver lavato frutta e verdura non buttate l’acqua utilizzata; possiamo riutilizzarla per innaffiare le piante;

Doccia. Il CODACONS consiglia di preferire la doccia al bagno: è sicuramente più veloce e fa risparmiare fino a 100 litri d’acqua alla volta;

Elettrodomestici. Utilizzate lavastoviglie e lavatrice a pieno carico; così si arriva a risparmiare fino a 11.000 litri d’acqua all’anno;

Valvola. Prima di partire per le vacanze il Codacons consiglia di chiudere la valvola centrale dell’acqua, anche per evitare rotture improvvise nell’ impianto idraulico;

Rubinetti. Controllare che non perdano acqua, in caso contrario chiedere l’aiuto di un idraulico esperto. Un rubinetto che gocciola può far sprecare fino a 4.000 litri d’acqua in un anno, un W.C. che perde può arrivare addirittura a consumare fino a 100 litri d’acqua al giorno.

“Frangiflutti”. Applicare un frangiflutti al rubinetto riduce la fuoriuscita dell’acqua e può far risparmiare fino a 6.000 litri d’acqua all’anno per ogni famiglia;

Acqua di cottura. Le massaie insegnano che l’acqua utilizzata per la cottura della pasta è un ottimo sgrassante e permette di lavare piatti e bicchieri senza eccessivo uso di detersivo.

Fonte: http://www.guadagnorisparmiando.com/acqua/codacons-acqua/

Resoconto del direttivo ICare di ieri 16 ottobre sull’acqua

17 ottobre 2009 in acqua, icare

Ieri si è svolta presso la nostra sede il primo incontro per la creazione di un movimento di associazioni nella nostra provincia ascolana per la battaglia sull’acqua come bene pubblico.

Erano presenti Rifondanzione Comunista, Meetup di SBT, Associazione ZOE Grottammare, cittadini di amandola e monteprandone, Abruzzo Social Forum, Bassa Manovalanza e l’associazione Piceno Tecnologie.

All’inizio Renato dell’Abruzzo Social Forum e del Forum italiano dei movimenti per l’acqua ci ha aggiornati sulla situazione attuale a livello legislativo nazionale poi Massimo Rossi invece ha illustrato la situazione locale e provinciale.

Ogni associazione e cittadino ha fatto ha parlato della sua esperienza ed ha fatto la sua proposta e ci siamo dati questo programma:

  • Fare informazioni verso tutti con le proprie associazioni o partiti sul proprio territorio sul pericolo incombente delle ultime leggi (l’art. 23bis della Legge 133/08 ed il più recente art. 15 della D.L. 135/09 con scadenza 26 novembre) che vogliono privatizzare tutti i servizi locali pubblici
  • Partecipare al convegno verso metà novembre a Foce di Montemonaco promosso dal nuovo movimento che nasce da www.picenoalmassimo.org proprio sulla tematica
  • Nel 2010 fare una grande manifestazione sul territorio in cui invitare tutti i soggetti pubblici, istituzioni e cittadini per fare pressione e informazione in modo che i nostri servizi essenziali rimangano pubblici

Acqua privatizzata, affari d’oro: 5,8 miliardi nelle tasche di chi?

14 ottobre 2009 in acqua

In Sicilia i processi di privatizzazione dell’acqua che vanno dipanandosi negli ultimi anni si raccordano con una tradizione composita. Se si dà uno sguardo alla storia post-unitaria, si constata infatti che l’accaparramento delle fonti, delle favare per usare il termine di derivazione araba, ha scandito con regolarità l’evoluzione legale e illegale dei ceti che hanno esercitato dominio sull’isola.

Il controllo delle acque ha consentito di lucrare rendite economiche e posizionali importanti, di capitalizzare, di chiamare a patti le autorità pubbliche, di condizionare quindi gli atti dei municipi, degli enti di bonifica, di altre istituzioni.

E il canovaccio di tale affare, di rilievo appunto strategico, ancora oggi rimane tale, benché si faccia uso di strumenti e progettazioni non più a misura di un mondo agrario più o meno statico, ma di una realtà in profonda evoluzione, sullo sfondo delle economie globali.

Si tratta di comprendere allora i modi in cui si coniugano oggi i due elementi, innovazione e tradizione, a partire comunque dal dato che anche in Sicilia si vive al riguardo un passaggio epocale, dopo il lungo tragitto delle aziende municipalizzate, che sempre e comunque hanno dovuto fare i conti con i signori delle fonti.
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