Ascoli dice “sì” al Piano energetico ambientale comunale

Il Consiglio Comunale approva il documento con 29 voti favorevoli e due astenuti.

Il Piano energetico ambientale comunale (Peac), è stato integrato con un ordine del giorno di Antonio Canzian (Pd) che prevede, dopo un’attenta valutazione della compatibilità ambientale, la realizzazione di impianti di cogenerazione per la produzione di energia elettrica e calore finalizzati al soddisfacimento delle esigenze energetiche di singoli stabilimenti o al servizio di più stabilimenti e la cui potenza dovrà essere commisurata alle esigenze produttive degli stessi.

Il Peac, redatto dagli esperti dell’Università di Ancona, mira a favorire una razionalizzazione dei costi energetici per le strutture e il territorio comunale, anche attraverso un maggior utilizzo delle energie alternative, oltre che a determinare il fabbisogno produttivo delle aziende presenti nella vallata del Tronto, sebbene tarandolo in base alle esigenze del 2006.

Il documento è stato adottato con 29 voti favorevoli e le uniche astensioni sono state quelle di Mauro Pesarini (Pd) e Marco Regnicoli (Alveare).

Il consiglio comunale ha inoltre approvato un emendamento promosso dal sindaco Guido Castelli, che esclude dal testo qualsiasi riferimento all’ipotesi della realizzazione di una centrale di cogenerazione a Marino del Tronto, nella periferia del capoluogo piceno.

Fonte: sambenedettoggi.it

Tags:

No Comments

L’atomo alla prova della Consulta

Il rinascimento nucleare? Roba da ingegneri e scienziati, si direbbe. O magari da economisti, vista l’alchimia dei ritorni dell’operazione a fronte di investimenti assai più imponenti rispetto a quelli richiesti dalle centrali elettriche “normali”, in cambio di un costo del combustibile ridotto. Ma ecco la nuova via, tutta italiana, all’atomo. Che sta designando ben altri protagonisti: i giuristi e gli avvocati.

Perché nulla in pratica potrà muoversi, né sul tavolo degli ingegneri né sul pallottoliere degli economisti, se prima non verrà sciolto un nodo tutto giuridico-costituzionale: quello dei ricorsi e dei controricorsi tra Stato e Regioni sul rispetto della legislazione concorrente. Per essere più precisi: sui diritti delle regioni che sarebbero stati violati dalla legge “sviluppo” che l’estate scorsa ha sancito la supremazia dello Stato (attraverso il Governo) nelle decisioni sulle nuove centrali atomiche, o sulle violazioni costituzionali poi lamentate dal Governo nei confronti delle regioni che nel frattempo hanno legiferato “vietando” sul loro territorio qualunque installazione nucleare.

La Consulta è al lavoro. Pronostici? Una sola certezza, per ora: si tratta di un intricato pasticcio, nel quale si incrociano ragioni, fondatezze, forzature e strafalcioni normativi. E non solo da una parte. Ce lo dice uno dei più quotati giuristi esperti nel settore: Pier Giuseppe Torrani, fondatore dello studio milanese Leone-Torrani e associati. Che per le decisioni della Consulta prevede tempi non brevissimi, sicuramente ben al di là delle prossime elezioni amministrative.

Prima complicazione: la platea dei contendenti. Davvero robusta. Ad aprire il fuoco sono state, progressivamente, quasi tutte le regioni, anche di colori politici diversi. E alla fine solo tre amministrazioni – Lombardia, Veneto e Friuli – si sono sfilate da una mozione comune nella quale si censura il presunto dirigismo nuclearista della legge “99″ varata a Ferragosto. E sono 11 le regioni che nel frattempo hanno formalizzato un ricorso alla Corte Costituzionale: Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Umbria, Lazio, Puglia, Liguria, Marche, Piemonte, Molise e Toscana. E tre (Puglia e Basilicata, ma anche la Campania) hanno legiferato proclamandosi ufficialmente zona franca da qualunque installazione che abbia a che fare con l’atomo, a prescindere da tutto: legge nazionale, compensazioni locali, negoziati con i territori, cogestione delle normative. Niente di niente: no all’atomo e basta.

Clicca qui per leggere tutto l’articolo del ilsole24ore.com

Tags:

No Comments

Carlo Rubbia: l’errore nucleare, il futuro è nel sole

Come Scilla e Cariddi, sia il nucleare che i combustibili fossili rischiano di spedire sugli scogli la nave del nostro sviluppo. Per risolvere il problema dell’energia, secondo il premio Nobel Carlo Rubbia, bisogna rivoluzionare completamente la rotta.

In che modo? Tagliando il nodo gordiano e iniziando a guardare in una direzione diversa. Perché da un lato, con i combustibili fossili, abbiamo i problemi ambientali che minacciano di farci gran brutti scherzi. E dall’altro, se guardiamo al nucleare, ci accorgiamo che siamo di fronte alle stesse difficoltà irrisolte di un quarto di secolo fa.

La strada promettente è piuttosto il solare, che sta crescendo al ritmo del 40% ogni anno nel mondo e dimostra di saper superare gli ostacoli tecnici che gli capitano davanti. Ovviamente non parlo dell’Italia. I paesi in cui si concentrano i progressi sono altri: Spagna, Cile, Messico, Cina, India Germania. Stati Uniti”.

La vena di amarezza che ha nella voce Carlo Rubbia quando parla dell’Italia non è casuale. Gli studi di fisica al Cern di Ginevra e gli incarichi di consulenza in campo energetico in Spagna, Germania, presso Nazioni unite e Comunità europea lo hanno allontanato dal nostro paese. Ma in questi giorni il premio Nobel è a Roma, dove ha tenuto un’affollatissima conferenza su materia ed energia oscura.

Tags:

No Comments

Notizie ed Energia nella provincia picena

Sperando che non rimangano solo belle parole vi riporto alcune notizie che riguardano l’energia ed il lavoro la nostra provincia.

Nell’articolo di sambenedettoggi: Energia in Comune: le strategie del futuro si parla del Piano energetico comunale di San Benedetto del Tronto. Impianti a fonti rinnovabili, coibentazione, efficienza nel pubblico e nel privato. Così si vuole ridurre il consumo cittadino entro il 2015.

In un latro articolo di sambenedettoggi: Confindustria vuole il Piceno Green Economy si parla del settore delle Energie e nuove tecnologie, gli industriali piceni spingono per la creazione di un vero “distretto”: «Le imprese della nostra provincia hanno risonanza nazionale»

Tags: , ,

No Comments

Gli Usa e Obama si arrendono alla lobby del nucleare

La lobby del nucleare ha stregato anche il presidente che si era presentato agli elettori come paladino delle energie rinnovabili, Barack Obama, che annuncia il ritorno all’atomo negli Usa.

Il presidente americano Barack Obama ha deciso di stanziare otto miliardi di dollari per finanziare il ritorno agli investimenti nel nucleare. Così, dopo trent’anni di stasi, gli Stati Uniti fanno una scelta dirompente per l’ambiente, cedendo alle pressioni della lobby dell’atomo che, con rinnovato vigore, si sta imponendo anche in Europa (Italia in testa).

Obama ha annunciato la costruzione di nuove centrali atomiche, dopo che agli elettori si era presentato come paladino delle energie rinnovabili (il nucleare non è una fonte rinnovabile avendo bisogno di uranio, risorsa che, secondo gli esperti, tra 60-70 anni sarà esaurita; implica inoltre costi stratosferici di realizzazione e gestione, con il problema ancora irrisolto di dove sistemare le scorie radioattive).

Obama ha assicurato che gli otto miliardi di dollari stanziati sono “solo l’inizio” e ha dichiarato che le centrali nucleari producono meno emissioni inquinanti delle centrali a carbone. Il gioco è sempre quello: prendere come pietra di paragone il peggio esistente per far apparire migliore ciò che si vuole sostenere.

Ma mentre Obama rilancia la “sfida”, il suo partito perde pezzi. L’ultimo di una lunga serie è Evan Bayh, un senatore democratico moderato dell’Indiana che ha deciso di non ripresentarsi a novembre.

Tags:

No Comments

Nucleare a San Benedetto, per i Verdi è deciso

Nell’ articolo di sambenedettoggi.it del 14/02/2010 si scrive che Il presidente nazionale del partito dei Verdi, Angelo Bonelli, diffonde la presunta lista dei siti individuati da Enel e Edf. Presente anche la Riviera. «Governo vuole decidere dopo le elezioni regionali».

Nella lista, inclusa in un comunicato stampa, sono compresi siti in più rispetto a quelli indicati dai Verdi a dicembre.
«Tra le regioni che Enel-Edf hanno identificato come siti potenziali per i reattori ci sono: Monfalcone (Friuli Venezia Giulia), Chioggia (Venezia), Caorso (Emilia Romagna), Fossano e Trino (Piemonte), Scarlino (Toscana), San Benedetto del Tronto con la Sentina (Marche), Montalto di Castro e Latina (Lazio), Termoli (Molise), Mola di Bari (Puglia) o un sito tra Nardò e Manduria, Scanzano Ionico (Basilicata), Oristano (Sardegna), Palma (Sicilia)».

Un portavoce di Enel non ha voluto commentare la notizia, stando a quanto riporta l’agenzia Reuters Italia.

Afferma Bonelli: «Enel e Edf consegneranno la lista dei siti alcuni giorni dopo l’insediamento dell’agenzia nucleare italiana che avverrà successivamente alle elezioni regionali, il rallentamento nell’istituzione dell’agenzia nucleare è dovuta ad una precisa strategia del Governo che vuole assumere le decisioni solo dopo le elezioni regionali per non danneggiarne il risultato».

Anche se qui si dice un altra cosa, vedremo cosa succederà dopo le elezioni regionali noi sicuramente siamo pronti alla battaglia contro il nucleare come stiamo facendo per l’acqua bene pubblico.

Tags:

2 Comments

Puglia: tutti i dubbi sugli impianti a biomassa

Grande festa a Surano, piccolo paese in provincia di Lecce, per la notizia del ritiro del progetto di costruzione di un impianto a biomassa. E’ stata la stessa azienda proponente, la Enigma Srl, ad affermare durante un incontro con la cittadinanza che la centrale a biomassa da 1 Mw non si farà. La popolazione, che si era opposta fortemente al progetto, tira un sospiro di sollievo: ufficialmente l’impianto sarebbe dovuto nascere per incenerire le abbondanti potature di ulivo ma, in realtà, il timore di tutti era che nell’inceneritore ci finissero anche i rifiuti solidi urbani e industriali.

Effettivamente, a norma di legge, anche la “parte non biodegradabile” di tali rifiuti è considerata biomassa. A prescindere dalla valutazione ambientale su questo tipo di impianti, che dividono anche il mondo scientifico a causa della gran quantità di tecnologie diverse a disposizione per costruire un inceneritore, nessuno vorrebbe un inceneritore di rifiuti urbani dietro casa. Per questo l’attenzione è alta e tutti si chiedono come mai nel solo tacco d’Italia, oltre al progetto di Surano, ci sono anche quelli di Maledugno, Lecce, Casarano, Martignano, Supersano, Alliste, Presicce, Sannicola e molti altri tutti in un fazzoletto di terra che ospita già il famigerato inceneritore di Maglie.

Gli ulivi, certamente, da quelle parti non mancano. Ma una decina di richieste per impianti a biomassa in una sola provincia effettivamente insospettirebbero chiunque. Ci sono, poi richieste per impianti anche in province pugliesi come a Foggia, ma in quel caso non si tratta di incenerire gli scarti agricoli ma di farli fermentare per produrre biogas. Le possibilità per una regione fortemente agricola come la Puglia, quindi, sono innumerevoli ma non sono tutte uguali e, soprattutto, non sono tutte egualmente apprezzate dalla popolazione di una regione che è già tra le prime in Italia per impianti fotovoltaici ed eolici.

Tags:

No Comments

Un altro segno dei nostri tempi, chiude SOS racket di Milano

Un altro segno dei nostri tempi, dopo 13 anni di attività e denunce che hanno portato ad inchieste penali, processi ed arresti, l’associazione SOS racket e usura ha deciso di chiudere battenti.

Non perché racket ed usura siano stati sconfitti, ma perché troppo frequenti e gravi si sono fatte le minacce e le intimidazioni, e pressocché nullo è stato invece il sostegno dello Stato.

La cosa bella che nessun politico ,nonostante le passerelle elettorali regionali di questi giorni, ha dichiarato almeno la sua solidarietà all’associazione.

Di seguito, il comunicato dell’associazione:

“Questa mattina ignoti Hanno dato fuoco a Caronno Pertusella ad un furgone di proprietà del presidente dell’Associazione Sos Racket e Usura Frediano Manzi.
A causa di quest’ennesimo episodio il consiglio direttivo ha deciso di sciogliere l’Associazione Sos Racket e Usura. Constatiamo con rammarico che non esistono più le condizioni di serenità e sicurezza con le quali dovremmo operare.
Siamo arrivati a questo punto dopo 13 anni ininterrotti di denunce e sacrifici fatti da tutti i volontari dell’Associazione, che quotidianamente sono al servizio dei cittadini che da tutta Italia si sono rivolti a noi. La nostra non è paura, ma disfatta.
Abbiamo tentato più volte di far comprendere la necessità di avere una sede sicura, rivolgendo appelli a tutte le forze politiche di Milano e Provincia, ma i nostri appelli purtroppo sono rimasti inascoltati.
Oggi sarà pubblicato sul sito dell’Associazione un video che ci hanno consegnato gli abitanti di Via Vincenzo Monti, video sotto il quale non faremo nessun commento.
Questo sarà l’ultimo documento che noi pubblicheremo. Non sappiamo tutti questi atti intimidatori da dove provengano, viste le decine d’inchieste aperte in tutta Italia in conseguenza alle nostre denunce, ma non possiamo più mettere a rischio i nostri volontari.
Anche il presidio per la legalità organizzato dalla nostra associazione per sabato 13 Febbraio in Via Ciriè a Milano è sospeso.
Negli ultimi mesi, da quando ci siamo occupati del racket delle case popolari non possiamo più entrare in alcuni quartieri di Milano senza essere bersagliati da insulti e minacce. Questo non è tollerabile in un paese civile, come non è tollerabile che parte delle istituzioni milanesi abbiano con noi avuto un atteggiamento non d’appoggio ma di scontro e delegittimazione, dopo che noi abbiamo dimostrato che per la loro inerzia, hanno creato a Milano dei quartieri ghetto, permettendo di fatto alla criminalità organizzata di sostituirsi allo stato.
Questi i motivi per cui da oggi l’Associazione Sos Racket e Usura è formalmente sciolta.”

Tags:

No Comments

Fonti rinnovabili: Confagricoltura, futuro interessante per le biomasse

Al fine di affiancare in agricoltura un’attività con ricadute positive immediate, ed alternativa a quella delle colture che sui mercati è attualmente in affanno, le biomasse per le filiere agricole possono rappresentare nel campo delle rinnovabili una delle soluzioni e delle opportunità più interessanti.

Ad affermarlo è stata la Confagricoltura che in merito nei giorni scorsi ha siglato con l’UNIER, Università Europea di Roma, un accordo quadro finalizzato alla diffusione delle energie rinnovabili. Un esempio lampante, e con possibilità di sviluppo e di espansione sul territorio italiano, è dato dal “progetto biogas”, un’iniziativa che Confagricoltura ha presentato a “Fieragricola“, e che prevede sfruttando le biomasse la produzione di metano attraverso una sperimentazione in Provincia di Foggia.

Tags:

No Comments

Lavoratori disoccupati: Marche, contributi ai figli universitari

La Giunta della Regione Marche ha così istituito un contributo una tantum per gli studenti iscritti all’università a patto che in famiglia ci siano genitori che, residenti sul territorio regionale, a causa della crisi sono in cassa integrazione straordinaria, in mobilità o sono disoccupati da almeno tre mesi.

Per la misura la Regione ha stanziato un milione di euro che permetterà ad ogni figlio universitario di ricevere un contributo una tantum pari a 400 euro; quello che può essere definito in tutto e per tutto come un “bonus università“, è frutto tra l’altro di un protocollo d’intesa che la Regione Marche ha siglato con i Sindacati.

Oltre alla condizione che nella famiglia dello studente siano presenti genitori in difficoltà a livello occupazionale, occorre anche rispettare dei limiti di reddito: nello specifico, il nucleo familiare, con riferimento alla dichiarazione dei redditi presentata nell’anno 2009, a valere quindi sul 2008, deve rispettare, relativamente all’Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente, un limite di reddito che non può superare i 30 mila euro.

Rispettati i requisiti sopra citati, gli studenti universitari residenti nella Regione Marche, a valere sull’anno accademico 2009/2010, ed a livello fiscale a carico dei genitori, posso partecipare al bando che sarà diffuso e pubblicato sia sul “BURM”, il Bollettino Ufficiale della Regione Marche, sia sul sito Internet della Regione Marche e su www.istruzioneformazionelavoro.marche.it, il Portale del servizio di lavoro e formazione.

Le modalità di accesso ed i criteri per l’accesso al contributo sono stati tra l’altro messi a punto dalla Regione Marche con i Sindacati al fine di offrire sostegno a livello economico agli studenti che sono iscritti ai corsi di laurea di primo e di secondo livello, ma anche a coloro che sono iscritti Università e Afam, delle Marche o di altre Regioni, alla laurea magistrale a ciclo unico.

Fonte gazzettadellavoro.com

Tags:

No Comments
Chiudi
Invia e-mail