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Libera rete in libero stato

29 settembre 2009 in web

LIbera rete in libero stato
per Peace Reporter di Ottobre
Arturo Di Corinto

Il pluralismo e la libertà d’informazione non abitano in Italia. E questo accade non solo per l’abnorme conflitto d’interessi che riguarda il suo premier, ma perché da sempre i mezzi d’informazione italiani sono soggetti alla pesante influenza dei propri editori, alle dinamiche perverse della raccolta pubblicitaria e alla scarsa cultura democratica dei legislatori. Le redazioni giornalistiche del servizio pubblico radiotelevisivo sono lottizzate dai partiti mentre quelle di radio e tv private sono selezionate in base a criteri familistici e clientelari.

Nelle redazioni regnano indiscussi la censura e il conformismo preventivo, e le schiene dritte sono sempre di meno. C’è un’alternativa all’informazione blindata che si chiama Internet. Grazie alla rete ognuno può diventare editore di se stesso e anche piccole testate giornalistiche possono competere con i grandi gruppi quando riescono a trovare la strada verso il proprio pubblico di “prosumer”, produttori e consumatori d’informazione. Proprio per questo Internet disturba, e i legislatori sono sempre al lavoro per limitarne uso e portata. Come se già non bastasse il digital divide a creare gli “information rich” e gli “information poor”.

Negli ultimi mesi il Parlamento e il Governo italiani si sono distinti in una campagna strisciante per limitare la libertà della comunicazione in rete. Proposte come quella di chiudere interi siti contenenti una sola frase ingiuriosa, o quelle volte a impedire l’anonimato in rete, a trasformare i provider in sceriffi digitali per individuare i potenziali criminali del peer to peer, hanno trovato il proprio corollario nel “Ddl intercettazioni”.

Ripescando una norma fascista, nella proposta del ministro Alfano c’è infatti un articolo volto a obbligare ogni sito informatico a rettificare entro 48 ore le proprie informazioni, pena una multa fino a 12.500 €, come accade per le testate giornalistiche registrate, ma senza che i siti ne abbiano le tutele e i finanziamenti, mettendo una pesante ipoteca al diritto, dovere, piacere, di produrre informazioni amatoriale.

Il 14 settembre inoltre è stata depositata una proposta di legge a firma degli onorevoli Pecorella e Costa nel quale si manifesta l’intenzione di rendere integralmente applicabile a tutti i “siti internet aventi natura editoriale” l’attuale disciplina sulla stampa, assoggettandoli ai criteri di responsabilità previsti per le ipotesi di diffamazione a mezzo stampa o radiotelevisione. Tradotto potrebbe significare che la causa da 20 milioni di euro intentata da Angelucci contro Wikimedia Italia per “lesione dell’onore”, la farebbe chiudere.

In aggiunta a tutto questo, è ricominciata in Europa la battaglia sul famigerato Pacchetto Telecom, che ha l’obiettivo palese di ridisegnare il quadro comunitario delle telecomunicazioni favorendo ancora una volta le grandi compagnie e ridisegnando l’accesso ai servizi in rete su base censitaria.

Attaccando uno dei pilastri su sui si è sempre fondata la democrazia di Internet, la net neutrality, cioè l’uguaglianza di accesso ai suoi contenuti, i grandi carrier di telecomunicazioni puntano a creare una rete a due velocità in base alla capacità di spesa di ognuno: solo se paghi vai veloce e scarichi tutto. Alla faccia della libertà.
Anche per questo alla prossima manifestazione per la libertà d’informazione non potrà mancare un chiaro riferimento alla libertà di Internet: organo d’informazione universale.

Buon Compleanno Google

29 settembre 2009 in web

Chissà se Larry Page e Sergey Brin, i fondatori di Google, pensavano minimamente a come sarebbe stata la loro creatura dopo ben 11 anni di servizio. Probabilmente immaginavano Google come un servizio di nicchia, in una visione del web nella quale la ricerca online non aveva molta importanza, ma rimaneva un servizio aggiuntivo, assolutamente non indispensabile. Invece, a dimostrazione degli scherzi che può riservare il futuro, si ritrovano oggi al timone di una delle società più potenti e ricche del mondo, padrona assoluta della ricerca online e fornitrice di una vastissima gamma di servizi diversi.

Per l’occasione, lo staff di Google ha deciso di cambiare il logo, sfornando un nuovo divertentissimo doodle: al posto della l di Google sono stati aggiunti due 1, per simboleggiare proprio l’undicesimo compleanno. La storia che circola intorno alla data di compleanno di Google è abbastanza curiosa, ed oggetto di varie dispute.

Molte persone dichiarano infatti che Google sia nato il 15 settembre 1997, data di registrazione del dominio Google.com, mentre altri ne fanno risalire la nascita al settembre 1998, data in cui la società si costituì formalmente. Per quanto riguarda Google stessa, invece, di solito fa risalire il suo compleanno al 7 settembre o al 27 settembre, anche se negli ultimi anni sta preferendo quest’ultima data.
Tanti auguri Google!

Google ricorda l’anniversario della nascita di Confucio

29 settembre 2009 in web

L’occasione per un logo personalizzato è dato dall’anniversario della nascita del filosofo fondatore del Confucianesimo, un evento che cade proprio oggi.

Confucio nacque infatti il 28 settembre del 551 a.C. a Qufu, nello stato di Lu, in Cina. La sua nascita avvenne in un’epoca che fu definita il “Periodo delle primavere e degli autunni“, un periodo di decadenza socio-politica, segnato da una certa instabilità del potere e dalla corruzione, a cui si aggiungono le numerose guerre combattute tra i vari stati feudali che componevano la geografia politica della Cina di quel periodo.

Per leggere tutto l’articolo di Giuseppe Cutrone clicca qui

Due ragazze invece di chiamare il numero di emergenza mandano un messaggio su facebook

9 settembre 2009 in web

Facebook è davvero utile oppure gli utenti che si iscrivono al celebre social network soffrono di una mania nel pubblicare ogni fatto della loro vita? Prima di rispondere a questa domanda dovreste leggere questa notizia.

Due ragazze di 10 e 12 anni, nei giorni passati, sono rimaste bloccate all’interno delle fognature della città di Adelaide (Australia). Ebbene, invece di chiamare il numero di emergenza del “The Metropolitan Fire Service (MFS)”, ovvero lo 000, hanno lasciato un messaggio su Facebook.

E’ stata una fortuna che in quel momento un giovane amico fosse presente sul computer e abbia chiesto aiuto al posto loro. Il dipartimento dei vigili del fuoco ha quindi espresso preoccupazione, perchè invece di chiamare il numero di emergenza hanno preferito affidarsi a qualcuno online. Forse questa non è davvero esagerazione?