Era il 1975 e John Belushi si sottoponeva al provino per lo show Saturday Night Live. Occhio dal minuto 2.00 quando imita Marlon Brando ne Il padrino. Ci manchi così tanto John!
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Jeeg Robot D’Acciaio
nov 5

Per la rubrica cartoni animati story, oggi parleremo di Jeeg Robot D’Acciaio (Kotetsu Jeeg) un anime di 46 episodi del 1975, prodotto dalla Toei Animatiom, disegnato da Tatsuya Yasuda e andato in onda per la prima volta in Italia nel 1979, riscuotendo numerosi consensi.
La storia racconta la storia di Hiroshi Shiba, un pilota di Formula 1 e campione di stato, che dopo un grave incidente in cui doveva essere morto, si ritrova senza un graffio, facendo intuire, a chi di dovere, di possedere dei doni non umani.
Ma torniamo indietro, a quando il padre, l’archeologo Shiba, durante degli scavi trovò una campana di una popolazione scomparsa, ma con una tecnologia avanti alla nostra. La targa della campana riportava una scritta dove si parlava del ritorno di questo popolo dopo millenni di letargo. A causa di un esplosione, Hiroshi perde quasi la vita, ma grazie all’ingegnoso padre, e alla campana rimpicciolita inserita nel petto, torna in vita con potere elettromagnetici.
Dopo 25 anni dal ritrovamento, la profezia riportata sulla campana si avvera, difatti, ecco arrivare sulla terra la regina Himika e il popolo Aniba, composto da mostri di qualsiasi tipologia, che rivendicano il suolo giapponese.
Dopo aver capito che tutto ciò di cui ha bisogno è in mano al Dott, Shiba, la regina manda i suoi scagnozzi a prelevare il dottore, ma senza riuscirci, poiché cade in un burrone e viene salvato da Miwa la sua assistente, che impaurita, lo porta subito da Hiroshi che ha appena vinto il titolo di stato.
Prima di morire, il dottore consegna al figlio Hiroshi una collana e dei guanti con appeso un ciondolo particolare che farà comunicare Hiroshi potrà comunicare con la coscienza del padre inserita in un cervello elettronico, che ogni volta ce ne sarà bisogno, darà dei consigli al figlio.
Se la collana ha questo potere, allora in guanti a cosa servono? Sono capaci di far trasformare Hiroshi in umanoide e dopo una capriola, nella testa di Jeeg Robot D’Acciaio, che verrà poi unita alle braccia, gambe e busto che Miwa butterà dal cielo con il Big Shooter.
Jeeg avrà l’arduo compito di distruggere la regina Himika, che per paura di perdere invoca l’aiuto del malvagio Imperatore delle tenebre, che la uccide fregandole il trono accompagnato dal generale Flora.
Hirishi cercherà di distruggere il generale Flora, una bellissima donna, che dopo qualche tempo, capirà la malvagità dell’Imperatore delle tenebre e si unirà a Jeeg.
Jeeg Robot ha numerose armi quali: il maglio perforante, raggio Delta, Super neutroni, raggi gamma, raggio protonico, missili perforanti, bazooka spaziale, scudi rotanti, tutte le armi che gli consentiranno, nella battaglia finale, di distruggere, l’Imperatore delle tenebre.
Via | cinetivu.com
Nasce la tv archeologica
ott 25
E’ la prima web tv dedicata al passato. Filmati inediti, scoperte, news su mostre e convegni. Tutto su Archeologiaviva.tv
E’ una web tv dedicata all’archeologia. Si chiama Archeologiaviva.tv ed è il primo canale televisivo via web dedicato al passato. Diretto da Piero Pruneti, è nato da un accordo sottoscritto a Firenze da Sergio Giunti, presidente di Giunti Editore e dal sindaco di Rovereto, Guglielmo Valduga. “Per la prima volta – sottolineano i promotori – il passato dell’uomo potrà essere rivissuto in casa propria”.
Già disponibili sul sito filmati inediti, servizi sulle ultime scoperte, news su mostre e convegni e nella sezione cinematografica sei documentari. L’attivazione di Archeologiaviva.tv coincide con il ventennale della scoperta nel deserto sudanese di Berenice Pancrisia, una delle più grandi imprese archeologiche italiane del secolo scorso.
Un reality con in premio un agriturismo nelle Marche. È successo in Danimarca, dove un reality show sulla cucina e l’organizzazione di una struttura ricettiva metteva in palio una vera cascina nell’anconetano, in modo che un bel gioco potesse tramutarsi in lavoro.
A trionfare sono stati Josephine Gravesen e Casper Pedersen, nel programma “Il mio sogno italiano”, che hanno battuto altre tre coppie e si sono aggiudicati un casale a Rosora, trasformandolo in un B&b di successo e cercando di ambientarsi quanto prima e di imparare la lingua.
I giovani coniugi danesi sono entusiasti della loro vittoria e soprattutto del premio:
“Nel trasferimento dal gelido nord al calore del sole e della gente, abbiamo trovato la poesia della natura e un lavoro adorabile”.
E soprattutto hanno trovato il gusto della tanto decantata cucina italiana, osannata in tutto il mondo per la qualità e il sapore dei suoi ingredienti nutrienti e saporiti. E chissà che in Italia non vogliano ripetere un’esperienza del genere: in tempi di crisi, un programma televisivo che ti regala un’occasione lavorativa non è poi così male.
Fonte: http://www.onetivu.it/14/10/2009/la-prova-del-cuoco-danese-in-palio-un-agriturismo-nelle-marche/
Il 9 aprile 1979 è andato in onda sull’allora Rete 2 (la RaiDue di oggi) uno degli anime destinato a restare nella memoria di molti appassionati di fantascienza, creato dal fumettista nipponico Leiji Matsumoto.
Anche se finora è stato poco ricordato e discusso, il 2009 rappresenta il trentesimo anniversario dell’arrivo nel nostro paese del celebre anime fantascientifico Capitan Harlock. È durante la sera del 9 aprile 1979 che appare per la prima volta su Rete 2 (l’attuale Raidue) un’enorme astronave che viaggia nello spazio sventolando una bandiera pirata, segnando così il debutto della prima serie tv di Capitan Harlock, la più celebre opera creata dal fumettista nipponico Leiji Matsumoto.
Introdotto da Rita Pavone, quest’anime debutta all’interno di Buonasera con… un programma contenitore in cui, un anno prima, aveva esordito anche un’altra celebre produzione nipponica: Atlas Ufo Robot — Goldrake. Con l’arrivo di Goldrake, i giovani italiani avevano cominciato ad avvicinarsi alle opere animate giapponesi, rimanendo affascinati da quei prodotti così innovativi e così diversi rispetto a quanto visto fino ad allora all’interno della tv dei ragazzi.
Presentato come “erede di Goldrake” e con un’edizione italiana purtroppo vittima di censure di vario genere (come tagli delle scene di dialogo in cui si avanzano critiche al Governo terrestre, censure di alcune scene dalle atmosfere horror, ecc…), Harlock riesce comunque a conquistare una grossa fetta di pubblico, formata non più solo dai giovanissimi, ma anche da persone più adulte, colpite dal fascino di quel protagonista così ribelle, malinconico e atipico per un cartone animato. Insieme ad altre serie come Goldrake, Rocky Joe, Gundam, le avventure di Harlock hanno dunque avuto il merito di mettere in discussione il luogo comune secondo il quale i prodotti animati sono inevitabilmente destinati ad un pubblico infantile.
La storia dell’anime ha inizio nell’anno 2977, un’epoca in cui il nostro pianeta si è definitivamente globalizzato e in cui vige un unico grande Governo. Anche il progresso scientifico ha raggiunto livelli tecnologici inimmaginabili, che donano alla razza umana la possibilità di vivere in un’epoca di grande pace e prosperità. Tuttavia il degrado ambientale e l’apatia indotta elettronicamente dal Governo attraverso le onde radio della televisione, hanno trasformato il nostro pianeta in un mondo grigio, dove regna il totale disinteresse degli uomini verso i reali problemi che affliggono l’umanità. Per la maggior parte degli uomini non esistono più ideali, sogni o obiettivi per cui battersi e con cui dare un reale significato alla propria esistenza.
Non tutti però sono sprofondati nella noia e nell’apatia, come nel caso di alcune persone che hanno scelto di vivere lontano dalla Terra, su di un’astronave chiamata Arcadia (“Alkadia” nell’edizione italiana), guidata dal pirata spaziale Capitan Harlock. Quest’ultimo, nonostante il disprezzo che nutre verso il Governo terrestre e i suoi rappresentanti, continua ad amare il nostro pianeta, sul quale vive la piccola Mayu, figlia del defunto costruttore dell’Arcadia. Per amore della sua patria e per l’affetto che lo lega a quella bambina, Harlock si schiera contro il misterioso e spietato popolo alieno del pianeta Mazone, guidato dalla Regina Raflesia. L’esercito agli ordini di quest’affascinante sovrana, è formato da bellissime creature dall’aspetto femminile, decise a tutto pur di conquistare la Terra, giungendo a colpire gli esseri umani anche nei loro affetti più cari, sfruttandone i sentimenti per annichilirli.
Per leggere tutto l’articolo clicca qui
Vi consiglio vivamente questo programma, uno dei pochi secondo me che per cui valga la pena pagare il canone. L’orario della messa in onda è domenica alle 21:00
Dall’articolo di Aldo Grasso sul corriere.it
Non è possibile. Non è vero. Non ci credo. Più le negazioni si accumulavano e più l’inchiesta di Domenico Iannacone faceva strame delle ul time resistenze del buon senso.
Questo giornalista, per verificare se è vero che in Calabria sono state accettate 34.000 domande di condono e la costruzione in zone sismiche è fatta all’acqua di rose da tecni ci fantasma, si è finto ingegnere, ha scaricato da Internet alcuni progetti contraffatti, ha compilato i moduli necessari, si è presentato al Genio Civile e, poco tempo dopo, ha ottenu to tutti i permessi per costrui re una casa che non sarebbe ri masta in piedi un solo minu to. Senza controllo. E poi le ca se rovinano alla prima scossa.
L’inchiesta faceva parte di «Presadiretta», il programma di Riccardo Iacona dedicato al terremoto d’Abruzzo e che ha cercato, con una serie di in quietanti domande, di dare un risposta alla tragedia: come mai all’Aquila si è costruito un quartiere intero con 30 mila abitanti su una faglia attiva? Perché tutti gli studi di vulne rabilità sismica degli edifici pubblici, scuole comprese, non sono mai stati presi in considerazione dagli ammini stratori locali? Come è stato possibile che dopo 4 mesi di scosse continue, sempre più frequenti e sempre più forti, non si sia fatto nulla per aller tare la popolazione? Quante vi te umane, quanti feriti e quan te distruzioni si potevano evi tare se si fosse dato retta a que gli studi e alle grida di allarme dei geologi dell’Università dell’Aquila? (Raitre, domenica, ore 21). Iacona è anche andato a trovare i parenti di alcune vittime: ne è venuto fuori un racconto straziante, anche per la superficialità con cui le varie autorità hanno affron tato la situazione, soprattutto per prevenire il disastro. Lo stile del programma di Iacona ricorda più la Gabanelli che Santoro. E questo è un grande complimento.
Stanno ammazzando Report
set 8
Avete presente Report? A dare la notizia che è già al centro di una vera sommossa internettiana è Aldo Grasso sul Corriere della Sera. Scrive:
Non è un mistero che una trasmissione come quella di Milena Gabanelli sia a rischio. Non solo per compatibilità con la nuova dirigenza ma anche perché il dg Masi le ha tolto lo scudo dell’assistenza legale nonostante non abbia mai perso una causa
Insomma: mamma Rai non garantirebbe più ai giornalisti di Report la copertura legale.
Per l’Unità, il primo affondo a Milena Gabanelli e ai suoi inviati e collaboratori, da sempre noti e impegnati in inchieste che vanno (ancora) al di là dell’ordinaria amministrazione dell’odierna informazione, lo aveva sferrato Giulio Tremonti, presentando un esposto per la puntata di Report del 5 aprile dedicata alla social card, nel corso della quale, secondo il ministro, erano stati lesi “i principi di completezza, correttezza e obiettività” dell’informazione. Tesi bocciata dall’Agcom che ha archiviato la denuncia del titolare del dicastero dell’economia sostenendo che “non si rilevano sconfinamenti del diritto di critica”, poiché “la tecnica informativa tipica di Report è stata ritenuta legittima dal Tribunale civile di Roma”.
Ora siamo alla copertura legale. I giornalisti dovranno provvedere di tasca propria alle spese legali cui sono “naturalmente” esposti. Ad oggi, Report non ha comunque perduto una causa. E nel mentre la Rete si è levata a difesa del programma, con i blogger scatenati e, naturalmente, con gruppi e appelli su Facebook.
Oltre a Sabrina Giannini, Sigfrido Ranucci, Stefania Rimini e gli altri giornalisti di Report, mamma Rai ha anche un altro paio di “gatte da pelare”. Rai3 non ha ancora un direttore. E si rimanda la partenza di AnnoZero: i contratti per la redazione del programma non sono pronti, e si ipotizza soprattutto la “doppia conduzione”: Michele Santoro affiancato da una controparte “appartenente allo schieramento a (lui) avverso”.
