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ICare @ Radio Odeon del 16/01/10

Se ti sei perso la trasmissione di sabato scorso trovi la registrazione nella nostra pagina dei video http://www.assoicare.org/video/

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Notizie dal Mondo

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Il fallimento pilotato dei comuni italiani

Gli enti locali non possono più permettersi i servizi pubblici, a causa di minori trasferimenti dallo Stato, del taglio dell’Ici e delle regole di Bruxelles

“Ho fatto cambiare il cartello affisso fuori dal mio ufficio: non più sindaco, ma curatore fallimentare”. Giorgio Dal Negro è sindaco di Negrar, una cittadina da 17mila abitanti in provincia di Verona. Dal Negro è anche presidente dell’associazione dei Comuni veneti (Anci Veneto). “Pensavo di poter amministrare bene, e invece sono nella situazione di veder fallire le mie aziende, senza poter far nulla”. Le parole del sindaco di Negrar potrebbero essere messe in bocca alla maggior parte degli oltre 8mila sindaci italiani, di destra o sinistra che siano. Perché i Comuni italiani soffrono: non hanno soldi, o non possono spenderne. Cadono sotto i colpi di una politica nazionale demagogica che elimina i tributi locali ma non ne compensa la perdita, di un progressivo accentramento delle decisioni (mascherato di falso federalismo) e di regole europee miopi e controproducenti.

Ma se i Comuni falliscono, il problema è di tutti. Nei servizi, innanzi tutto. Niente soldi, niente asili nido, servizi alla persona, agli anziani, trasporti pubblici, raccolta dei rifiuti, sostegno alle famiglie, vigili urbani. Basta farsi un giro nella propria città, e fare due conti a casa, per rendersi conto di quanto i Comuni si siano impoveriti negli ultimi anni. I problemi sono anche per i conti dello Stato: secondo l’Istat, il comparto degli enti locali ha contribuito al miglioramento dei conti pubblici correggendo il proprio saldo, che tra il 2004 e il 2008 è migliorato di 2,5 miliardi di euro. Non solo: il 60% della spesa per investimenti del Paese è sostenuta dai Comuni. Eppure il grido di dolore dei sindaci è più forte che mai. E nessuno sembra ascoltarlo.

Le “spettanze”. Per sapere quanto lo Stato versa alle amministrazioni comunali basta fare un salto sul sito del ministero dell’Interno. Qui, alla voce “finanza locale”, si può consultare il database delle “spettanze” dei Comuni italiani. Si tratta di quanti soldi lo Stato deve a ciascuno comune. Andate su finanzalocale.interno.it e cercate il vostro Comune. I dati arrivano fino al 2009, e si possono controllare le cifre negli anni precedenti. Provate a farlo, confrontando le cifre 2009 col 2008, e troverete una sfilza di segni meno. Milano, meno 40 milioni. Torino, meno 30 milioni. Roma, meno 90 milioni. I trasferimenti dallo Stato ai Comuni si riducono anno dopo anno. Queste cifre però non danno un quadro preciso della realtà. Molti adempimenti non sono ascritti e, soprattutto, molte cifre sono, appunto, “spettanze”: somme che spettano ai Comuni, ma non è detto che vengano erogate, né con precisione quando.

Il caso più clamoroso è quello dell’imposta comunale sugli immobili, l’Ici, cancellata per le “prime case” con un colpo elettorale dal governo in carica. Dopo aver abolito questo tributo, l’esecutivo aveva promesso ai Comuni trasferimenti per cifre analoghe per compensare della perdita. Ma mentre il mancato gettito 2008 ammonta a circa 3,4 miliardi di euro, il governo ha stanziato 2,8 miliardi. 600 milioni in meno per il 2008: diventeranno 796 milioni nel 2009 e nel 2010.
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La truffa dei Cip 6 e l’azione civile e risarcitoria

Forse tutti sanno della nocività degli inceneritori, ma forse non tutti sanno
che col nostro contributo del 7% pagato nelle nostre bollette per le energie rinnovabili vengono invece finanziate le energie assimilate e cioè gli inceneritori , i turbogas, i rigassificatori, “gli API”, ed altri generi di cancrovalorizzatori e/o industrie insalubri. Si pensa, non è definito, che anche il nucleare possa essere finanziato coi nostri contributi in bolletta (quota A3)

Non solo lo vogliono attuare senza il nostro consenso, ma ce lo fanno pagare con l’inganno.
Perciò l’Associazione Diritto al Futuro ha intrapreso a livello nazionale un’azione risarcitoria contro il GSE rivolta a tutti i cittadini/utenti delle varie aziende per l’energia: Enel, Edison, Sorgenia, e tante altre.

Per ulteriori approfondimenti ed informazioni vi rinvio al sito web: www.dirittoalfuturo.it

Quando nascono: I CIP 6 sono istituiti, per decisione del Comitato Interministeriale Prezzi con delibera numero 6 (da qui l’acronimo CIP 6) nel 1992. Da quella data ogni titolare di utenza elettrica ha pagato e continua a pagare una maggiorazione di oltre il 7% sulla bolletta se riferita all’abitazione di residenza, superiore per tutte le altre utenze.

Chi eroga i CIP 6: L’erogazioni sono effettuate dallo Stato attraverso il G.S.E. (Gestore Servizi Elettrici)

Perché nascono: Per incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili come ad esempio solare, eolico ed idroelettrico.

INVECE

In palese violazione alla Direttiva Europea 2001/77, oltre 80% dei contributi complessivamente erogati sono a favore delle fonti assimilate. Il concetto di fonti assimilate alle rinnovabili non è previsto in nessun altro Paese dell’Unione ed è valso l’avvio di una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia.

Quali impianti: La componente più corposa dei CIP 6 viene indebitamente erogata agli impianti di raffineria di petrolio ed agli inceneritori di rifiuti.

Quanto valgono i CIP 6: Nell’ultimo anno (2008)complessivamente il loro valore è stato pari a 5,5 miliardi di euro.

TUTELARE LA SALUTE E’ UN DIRITTO, OGNI DIRITTO NON ESERCITATO E’ UN DIRITTO PERSO

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Haiti

Alle 16.53 del 12 gennaio 2010 (le 22.53 ora italiana), la capitale di Haiti – Port Au Prince – è stata colpita da un terremoto di magnitudo 7.3 della scala Richter. Dopo la prima scossa, durata oltre un minuto, sono state registrate altre due scosse più brevi e di minore intensità.

Vista l’estrema gravità della situazione, AGIRE ha deciso a nome delle ONG associate di lanciare un appello di emergenza per supportare gli interventi di soccorso alle popolazioni colpite. L’appello lanciato da AGIRE si inquadra all’interno di un coordinamento promosso con il Ministero degli Affari Esteri, per garantire una risposta coordinata del sistema-paese all’emergenza in corso, nel rispetto dei diversi mandati ed ambiti di intervento.

Per ogni informazione e per donare andate su www.vita.it oppure http://www.agire.it/

Le notizie del terremoto di Haiti in diretta su twitter (Cosa è twitter in 2 parole), Repubblica ha creato una lista per seguire le notizie del terremoto di Haiti in diretta su twitter, ecco l’indirizzo: https://twitter.com/repubblicait/terremoto-haiti

Però detto questo come nel nostro stile vogliamo approfondire la conoscenza di Haiti, come fonte abbiamo consultato wikpedia (la più grande enciclopedia mondiale che è gratuita e disponibile a tutti sul web all’indirizzo it.wikipedia.org).

Haiti è una nazione dell’America situata nel Mar dei Caraibi. Un tempo colonia francese, è stata – dopo gli Stati Uniti – una delle prime nazioni delle Americhe a dichiarare la propria indipendenza. Il territorio haitiano copre la parte occidentale dell’isola di Hispaniola e confina a est con la Repubblica Dominicana. Haiti è il paese più povero delle Americhe.

L’indipendenza dalla Francia è stata dichiarata il 1º gennaio 1804. Venne riconosciuta nel 1825 dalla Francia e nel 1863 dagli Stati Uniti. Dall’inizio del 2004 Haiti è al centro di una rivolta popolare che ha causato disordini e violenza ed ha portato il 29 febbraio alla partenza dall’isola del dimissionario presidente Jean-Bertrand Aristide.

Il governo è stato retto ad interim dal presidente della Corte di cassazione, Boniface Alexandre, fino alle elezioni presidenziali tenutesi il 7 febbraio 2006 da cui, pur tra molte proteste ed accuse di broglio da parte dei suoi avversari, è uscito eletto René Préval.

L’isola, colpita nell’estate 2004 dall’uragano Jeanne e nel gennaio 2010 da un disastroso terremoto, vive in uno stato di emergenza umanitaria. Attualmente è in corso una missione internazionale di aiuto sotto l’egida dell’ONU, che vede la presenza di un contingente guidato dal Brasile.

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Fame in Africa

Dopo i fatti di Rosarno, vediamo i dati dell’Africa forniti del Movimenti dei senza terra e cerchiamo di capire perchè succedono queste cose. Inoltre noi di ICare stiamo organizzando insieme all’Ass. Villaggio Globale una conferenza sull’Africa per Aprile.

Il “Movimento dei sem-terra” (MST) è una forma di organizzazione sociale dei senza-terra, i quali sono costretti a lavorare la terra per gli altri sotto le più differenti forme come la mezzadria, l’affitto, come semplici salariati; pertanto, per risolvere questo problema, la principale soluzione è ottenere una terra dove poter lavorare.

Il MST è nato come una forma di coscientizzazione e organizzazione di agricoltori i quali hanno percepito che, avendo un pezzo di terra, avrebbero potuto liberarsi dallo sfruttamento dei latifondisti ed iniziare ad organizzare la propria vita e quella della propria famiglia per poter progredire. Possedere un pezzo di terra significava avere lavoro, cibo, reddito; vivere in una comunità rurale significava poter creare dei servizi minimi per una vita dignitosa.

DATI MST

1. Dal 1960 la produzione di cereali nel mondo è aumentata di 3 volte, mentre la popolazione mondiale è cresciuta del 100%, da 3 a 6.2 miliardi.

La disponibilità di alimenti per persona è cresciuta del 24%, l’offerta di calorie quotidiane per abitante è cresciuta da 2.360 a 2.803.

2.. Nel 1960 si stimava che – in tutto il mondo – ci fossero 80 milioni di persone che soffrivano la fame, nel 2006 sono diventate 880 milioni,il 60% vive in ambiente rurale ( oggi gli affamati sono oltre 1 miliardo, l’80% sono contadini):

Circa 515 milioni vivono in Asia (il 24% della popolazione, con 200 milioni solo in India!)), 186 milioni nell’Africa sub-sahariana, (34% della popolazione), 100 milioni nelle Americhe.

Nel 2007 gli affamati sono cresciuti di 75 milioni per gli aumenti dei prezzi alimentari

3.. Fino al 1960 la maggioranza dei paesi era autosufficiente nella produzione di alimenti per i propri popoli, tranne alcune regioni dell’Africa con grandi problemi climatici.

Oggi, il 70% dei paesi dell’emisfero sud sono importatori di alimenti.

4.. Secondo la relazione sui Diritti Umani dell’ONU, circa 100.000 persone, soprattutto bambini e anziani, muoiono di fame ogni giorno.

5.. Secondo la stessa relazione, soltanto il 5% delle persone soffre la fame a causa dei problemi climatici. Il 95 % delle persone soffre la fame per problemi strutturali dell’economia e della politica e vivono in paesi che potrebbero produrre i propri alimenti.

6 Il modello industriale della produzione agricola (rivoluzione verde) ha danneggiato la fertilità dei terreni nel 20% di tutta l’area coltivata. In diversi paesi dell’Africa e dell’America centrale il danno si estende al 70% dell’area coltivata.

7. Con le tecniche agricole che esigono irrigazione intensiva, oggi si usa circa il 70% dell’acqua potabile del mondo nell’agricoltura. Ogni anno si perdono 1,5 milioni di ettari coltivati per la salinizzazione delle terre.

Dalla Rivoluzione verde circa 45 milioni di ettari sono stati danneggiati e 1,6 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua necessaria.

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Siae, il regalo della vergogna

Cellulari, decoder, computer, lettori mp3: qualunque dispositivo abbia una memoria verrà colpito da una nuova “tassa”, fra qualche giorno. È quanto deciso dal decreto firmato il 30 dicembre dal ministro dei Beni e delle attività culturali Sandro Bondi. Il decreto contiene i dettagli del compenso per ciascun prodotto. In alcuni casi, come i cellulari, c’è una somma unitaria di 90 centesimi su ogni prodotto venduto.

Per altri, come gli hard disk esterni o interni e la chiavette Usb, c’è una quota (in centesimi) per ogni GB. Considerato che ormai è comune trovare 250 GB di hard disk nei pc e che ne sono stati venduti 6,9 milioni nel 2008, solo da questa categoria di prodotti a Siae andranno circa 100 milioni euro l’anno. Destinati a salire di molto nei prossimi anni, visto che la quantità di GB degli hard disk cresce nel tempo.

L’equo compenso per copia privata (che già ci scippano dai ogni Cd e Dvd considerandoci tutti dei pirati) prende la strada delle accise sulla benzina e magari tra un po’ la nostra chiavetta usb finanzierà anche lei la guerra in Etiopia del ‘14 o il terremoto del Belice.

Così Altroconsumo parla di “regalo di Natale in ritardo”, dal governo alla Siae. “Anche in altri Paesi europei c’è l’equo compenso, ma non a questi livelli e non esteso a così tanti prodotti”, dice Scorza. “L’assurdo è che in Italia l’industria o i consumatori finanzieranno Siae anche per prodotti che non c’entrano nulla con la copia privata. O che c’entrano solo marginalmente”. È raro, in effetti, usare la memoria di un cellulare per ospitare copia della musica comprata su cd; ancora più improbabile che lo si faccia per i film in dvd. “Impossibile, inoltre, usare l’hard disk di un decoder Sky per questi scopi. Eppure l’equo compenso si applicherà anche a tali prodotti”, continua Scorza.

La pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale è prevista a giorni e subito dopo diventerà effettivo. Con buona pace di chi, come Altroconsumo e l’associazione confindustriale Asstel, si era opposto con tutte le forze al decreto, nelle scorse settimane.

Tutto questo per finanziare la SIAE che è un ente per la difesa del diritto di autore ma che con 85.000 associati lo difende e ne stipendia solo 3.000.

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Notizie locali dalle Marche e dall’Abruzzo

Oggi al Teatro comunale di Monsampolo del Tronto alle 17.30 si svolgeranno 2 eventi.

Messaggeri dal passato, presentazione in anteprima del documentario storico sul progetto Museo della cripta e le mummie di Monsampolo.

Ecco la locandina

Banchetto incontro con Franca Maroni e Kristina Kanaan, autrici della “L’agenda della luna 2010, vivere in sintonia con la natura”. Con informazioni tramandate da generazioni, di valore universale, che riguardano temi sul giardinaggio, sulla salute, sui lavori di casa e sulla cura del corpo.

E’ un regalo per chi ha interesse di vivere più sano, secondo i ritmi lunari in armonia con noi stessi e con ciò che ci circonda. I consigli pratici sono di facile lettura giorno dopo giorno attraverso dei simboli che rappresentano le varie attività consigliate.

Franca Maroni scrittrice, poetessa, ricercatrice e studiosa di scienze umane e spirituali, vive ed opera ad Ascoli Piceno. Profonda amante della natura, è attenta a cogliere i nessi sincronici delle cose in una visione olistica del tutto. Il suo contributo all’Agenda della Luna vuole essere
un invito a riflettere sull’unicum del mondo umano e astrale per un agire più opportuno e consapevole. Franca Maroni ha creato e presiede dal 1992 il Centro Poesia Marche per diffondere il valore del linguaggio poetico. Ha pubblicato vari testi in prosa e poesie.

Kristina Kanaan, scultrice, vive e lavora in mezzo al verde delle colline marchigiane a Monsampolo del Tronto (AP) ove ha fondato con suo marito l’associazione culturale “il giardino erboso” che offre ospitalità agli artisti di tutto il mondo per momenti di relax e di ritiro creativo.
Kristina, che da 12 anni segue i ritmi naturali e cerca di vivere in armonia con l’universo, dedica l’agenda a tutte le persone che sono alla ricerca del sé, in un continuo miglioramento della vita quotidiana, della salute e del benessere.

E’ in vendita nelle librerie sia di Ascoli che di San Benedetto e nel negozio erboristeria “Germogli” di San Benedetto del T.
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Signori, ecco Avatar

Entriamo in questo mondo alieno attraverso gli occhi di Jake Sully, un ex Marine costretto a vivere sulla sedia a rotelle. Nonostante il suo corpo martoriato, Jake nel profondo è ancora un combattente. E’ stato reclutato per viaggiare anni luce sino all’avamposto umano su Pandora, dove alcune società stanno estraendo un raro minerale che è la chiave per risolvere la crisi energetica sulla Terra. Poiché l’atmosfera di Pandora è tossica, è stato creato il Programma Avatar, in cui i “piloti” umani collegano le loro coscienze ad un avatar, un corpo organico controllato a distanza che può sopravvivere nell’atmosfera letale.

Questi avatar sono degli ibridi geneticamente sviluppati dal DNA umano unito al DNA dei nativi di Pandora… i Na’vi. Rinato nel suo corpo di Avatar, Jake può camminare nuovamente. Gli viene affidata la missione di infiltrarsi tra i Na’vi che sono diventati l’ostacolo maggiore per l’estrazione del prezioso minerale. Ma una bellissima donna Na’vi, Neytiri, salva la vita a Jake, e questo cambia tutto.

Il film era stato concepito da James Cameron, il regista Premio Oscar per “Titanic”, 15 anni fa, quando non esistevano ancora gli strumenti necessari per dare vita alla sua visione però dopo aver visto il lavoro fatto su gollum nel signore degli anelli 4 anni si è convinto ad iniziare la pre-produzione del film.

Probabilmente il film di fantascienza più atteso della storia (forse dopo Episodio I). Accompagnato da commenti entusiastici più o meno unanimi: trama così così, ma esperienza visiva straordinaria. Qualcosa di assolutamente mai visto prima: il 3D come dovrebbe essere, alle sue piene potenzialità.

Dopo tre settimane dall’uscita nel resto del mondo, Avatar è già al secondo posto nella classifica dei film che hanno incassato di più in assoluto, con ampio distacco dal terzo. Siamo attualmente a 1341 milioni di dollari, circa 200 più del Ritorno del Re e circa 500 in meno rispetto al primo in classifica, quello che fino a ieri sembrava l’inarrivabile Titanic e che oggi sembra rischiare il sorpasso.

Il film è già andato era già in programmazione in 33 sale dalla notte scorsa, con molte proiezioni partite allo scoccare della mezzanotte. Oggi è presente in Italia in oltre 700 copie, 834 sale in 504 cinema. Come detto più volte è fotemente consigliabile vedere il film in una sala dotata come minimo di proiezione 3D. Secondo alcuni l’esperienza migliore si ottiene nei teatri Imax, che però in Italia c’è ne solo uno a Riccione.

Una curiosità: il film non arriva alle sale su pellicola, ma in formato digitale, come è lecito aspettarsi. Si tratta di un hard disk che contiene un file di 155 GB, compresso in JPEG2000, in formato 2048 x 858 a 48 fotogrammi al secondo (il doppio di una proiezione 2D). Sull’etichetta, oltre al titolo del film e ai dati tecnici, c’è anche la scritta “Redbird”: il nome in codice usato per non far sapere che si trattava di Avatar durante le prime spedizioni dei dischi alle sale.

Sì, la storia è ultra-prevedibile, una vera collezione di cliché, anche se il messaggio non è da sottovalutare (peccato che molte allusioni si perdano nella traduzione). Ma visivamente Avatar è straordinario.

Il 3D funziona, finalmente, creando profondità e realismo senza dare fastidio ed eccedere in trovate. L’immagine è luminosa e i colori del mondo alieno sono ricchissimi, l’ambientazione è magica e immersiva, l’azione è coreografata da un virtuoso. Gli alieni digitali sono talmente ben fatti che dopo pochi istanti ci si dimentica che sono creazioni computerizzate, e tutte le battute che descrivono Avatar come Balla coi Puffi vengono smentite. Questi personaggi digitali sono vivi. Recitano. La versione aliena del viso di Sigourney Weaver, in particolare, è mozzafiato, e Gollum pare improvvisamente di cartapesta. Neytiri (Zoe Saldana) farà frullare gli ormoni a tutti i furries. E forse non solo a loro.

Decisamente Avatar ridefinisce gli standard della cinematografia e mostra come si combatte la pirateria cinematografica: ridando allo spettatore un’esperienza che non può in alcun modo replicare al di fuori del cinema.

Più tardi vi racconto i dettagli, compresa la visita agli impianti di proiezione digitale 3D. Intanto prenotatevi un biglietto in una sala 3D fatta come si deve e non prendete nulla di diuretico prima della proiezione.

Come dice il critico cinematografico Rogert Ebert, vedere Avatar al cinema fa provare le stesse emozioni che si provavano nel 1977 di fronte a Guerre Stellari: il piacere di uno spettacolo mai visto e la consapevolezza di assistere a un punto di svolta della storia della cinematografia. Buona visione.

Recensione di Io, Loro e Lara
Padre Carlo Mascolo è un missionario che vive in un villaggio nel cuore dell’Africa dove – parole sue – fa “il medico, il preside, l’agricoltore, il meccanico e lo sceriffo a tempo pieno”. Da qualche tempo avverte i sintomi di una crisi spirituale che lo angoscia sempre di più. Dunque decide di tornare a Roma per parlarne ai suoi superiori. Il suo padre spirituale lo tranquillizza, a volte è necessaria una pausa di riflessione.

Lo esorta a trascorrere un po’ di tempo in famiglia per ritrovare se stesso attraverso il calore dei propri cari, dove invece succedono tante cose con una famiglia molto cambiata negli anni di assenza in Africa. Intanto da un’altra parte della città, in un minuscolo appartamentino di periferia, una misteriosa ragazza fa dei colloqui con un assistente sociale. Sembra che la ragazza, Lara, abbia avuto dei seri problemi in passato che adesso sta cercando di risolvere. Ma nonostante l’aria da educanda che ostenta con l’assistente sociale, Lara conduce una doppia vita. Di notte, di fronte ad una web cam si trasforma in una sensualissima modella in latex e tacchi a spillo.

Vi consigliamo l’ultimo film di Carlo Verdone che è finalmente un alternativa divertente e intelligente alla volgarità e alla banalità dei soliti cinepanettoni.

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