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“Portatevi via quelle navi prima possibile”, Il grido d’allarme dell’assessore calabrese

“Scommetto che se quella nave fosse affondata davanti a Portofino, sarebbe già intervenuta la Sesta Flotta, per tirare fuori quel carico maledetto”. Parla così l’assessore all’Ambiente della Regione Calabria, Silvestro Greco, biologo marino e direttore di ricerca del Cnr. Poi aggiunge: “Stanno spendendo 44 mila euro al giorno con la Nave Oceano, a largo di Cetraro dove 17 anni fa è affondata la presunta Kunski. E continuano a rimandare il recupero del suo carico, che ci farebbe finalmente capire quale pericolo stiamo correndo”.

“Il sottosegretario all’Ambiente, Menia – ha aggiunto – mi ha detto che quel carico non possono estrarlo perché la Procura di Catanzaro non avrebbe dato il permesso. Per pura curiosità ho chiesto chiarimenti al dottor Vincenzo Antonio Lombardo, procuratore capo della Direzione Distrettuale Antimafia, il quale invece mi ha risposto che al contrario è stato chiesto espressamente al Governo il recupero di quanto custodito nelle stive di quella che il pentito Francesco Fonti dice essere la Kunski”.

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Le province italiane e l’ambiente: uno spreco di soldi?

Le province sono enti pubblici che annoverano fra le loro funzioni più importanti quelle della gestione territoriale e dell’ambiente. Le loro competenze infatti spaziano dalla difesa del suolo, alla tutela e alla valorizzazione dell’ambiente e alla prevenzione delle calamità, passando per la valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche, al monitoraggio del sistema della viabilità sino al sistema scolastico.

Alla luce di ciò verrebbe da dire che questi enti siano in Italia dei veri e propri punti di riferimento per la gestione territoriale e ambientale, purtroppo, com’è risaputo, non è proprio così. Motivo di tale critica personale è il fatto che ieri (per l’ennesima volta) è stato sospeso l’esame alla Camera della proposta di legge costituzionale per la loro abolizione; e fa rabbia sapere che sia la maggioranza che l’opposizione avevano sbandierato il tema della loro inutilità nel corso dell’ultima campagna elettorale nazionale nel 2008.

Le funzioni di questi enti infatti, oltre che essere dei veri e propri doppioni di altre mansioni esercitate da altri enti territoriali (più alti o più bassi), sembrerebbe che, con minori competenze, siano anche i più inefficienti nel rapporto costi-benefici nel nostro Paese. In parole povere oltre che essere effettivamente molto rari i casi di indispensabilità delle Province nel momento in cui si decide per esempio sull’istallazione di un parco eolico o su questioni di gestione ambientale, allo stesso modo rappresenta una burocrazia lenta e particolarmente onerosa

Basti sapere che l’Italia è l’unico Paese occidentale in cui esistono ben tre livelli di governo territoriale sub-statale (comuni, province e regioni), il che, tradotto in poltrone, significa un centinaio di giunte, di consigli provinciali, di prefetture, di questure e così via, spendendo più soldi per funzioni che potrebbero probabilmente essere assorbite nelle competenze dagli enti minori o maggiori.

I conti sono presto fatti; l’esercito dei provinciali conta oltre 4.000 addetti, 2.900 consiglieri, 900 assessori e 50 presidenti, tutti con indennità pazzesche; con la loro abolizione si risparmierebbero circa 16 miliardi l’anno. Ora, la domanda sorge spontanea: quei 16 miliardi di euro che vengono destinati ad alimentare una macchina di gestione territoriale ed ambientale poco efficiente oltre che non indispensabile, potrebbero forse essere distribuiti ad altri enti con le medesime funzioni?

Sembrerebbe la scoperta dell’acqua calda, ma in fondo è davvero incredibile come importanti risorse economiche vengano scialacquate. Per quanto tempo dovremo ancora continuare con questo teatrino sulla loro abolizione? Per quanto tempo ancora i nostri rappresentanti sbandiereranno questo tema nelle loro campagne elettorali per poi, puntualmente, venir meno alle loro promesse?

Forse, anziché promettere mari e monti, sarebbe più giusto iniziare un programma serio per una lenta e inesorabile razionalizzazione delle Province, nella speranza che in un orizzonte temporale più o meno ampio si possa arrivare ad uno snellimento dell’apparato burocratico e ad una redistribuzione più intelligente delle risorse. Detto questo, mi rimane solamente un appunto da fare e si riferisce al titolo di questo post che pone una domanda specifica: la risposta è ovviamente “si”.

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Consiglio da un ragazzo di sinistra a Giovanna Melandri

Cara Melandri sarò molto conciso e chiaro, non la chiamerò onorevole perchè non è onorevole il suo comportamento e quello di altri 24 suoi colleghi del PD, non prendo in considerazione quelli dell’UDC che non ho mai considerato partito di opposizione ma di lei sono particolarmente deluso e con lei e i suoi 24 colleghi sono molto ARRABBIATO… Ma dove eravate venerdi pomeriggio quando in parlamento si votava per un decreto importantissimo che voi del PD avete cosi ampiamente segnalato per 3 settime almeno in tv e sui giornali come atto illegittimo e addirittura avete detto che era una ignobile amnistia per tutti i ladri e i truffattori e i traditori d’ITALIA!!!????……………….

VI CONSIGLIO DI DIMMETTERVI IMMEDIATAMENTE CHIEDENDO SCUSA A TUTTI GLI ITALIANI CHE AVETE TRADITO E CHE ANCORA UNA VOLTA HANNO CREDUTO CHE QUESTO PAESE AVESSE UNA OPPOSIZIONE “QUASI” DEGNA DI QUESTO NOME… AGGIUNGIAMO QUESTA SCONFITTA ALLE PRECEDENTI IN PARTICOLARE ALLA QUESTIONE DEI CONFLITTI D’INTERESSE CHE IN CIRCA 18 MESI DI GOVERNO NON VI HA SFIORATO NEANCHE L’IDEA DI CAMBIARE MA POI VI PRESENTATE A PIAZZA DEL POPOLO A ROMA AD UNA MANIFESTAZIONE PER LA LIBERTA’ DI STAMPA CON DECINE DI BANDIERE DEL PD…. BHE ALLORA USANDO LO SLOGON DI UN UOMO CHE CI GOVERNERA’ GRAZIE A VOI PER ALTRI 150 ANNI IO VI DICO: VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA

P.s. sono sicuro che lei non risponderà mai a questa e-mail perchè impegnata in “faccende più importanti” ma se leggerà questa e-mail rifletta bene sul mio consiglio e sul mio pensiero che glielo assicuro è comune a tutti gli uomini e le donne i compagni e le compagne di quello che rimane della sinistra italiana… Stendo, in fine, un velo PIETOSO sull’ennesima presa di posizione e comportamento del Presidente Giorgio Napolitano

Giampaolo De Carolis

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