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	<title>Associazione Culturale I Care &#187; google</title>
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	<description>&#34;La Libertà E&#039; Partecipazione&#34; G. Gaber</description>
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		<title>Pompei in 3D grazie a Google Street View</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 19:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Attraverso il servizio offerto da Google Street View, che permette di muoversi in una ricostruzione in 3D delle vie cittadine contenute nelle Google Maps, è ora possibile visitare virtualmente le strade dell’antica Pompei.
La cittadina, costruita nei pressi di Napoli e distrutta nel 79 a.C. da un’eruzione del Vesuvio, fu riscoperta nel 1738 e riconosciuta nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_1472" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img src="http://www.assoicare.org/wp-content/uploads/2009/12/Google-Street-View-Pompei-300x191.jpg" alt="Pompei 3D grazie a Google Street View" title="Google-Street-View-Pompei 3D" width="300" height="191" class="size-medium wp-image-1472" /><p class="wp-caption-text">Pompei 3D grazie a Google Street View</p></div>Attraverso il servizio offerto da Google Street View, che permette di muoversi in una ricostruzione in 3D delle vie cittadine contenute nelle Google Maps, è ora possibile visitare virtualmente le strade dell’antica Pompei.</p>
<p>La cittadina, costruita nei pressi di Napoli e distrutta nel 79 a.C. da un’eruzione del Vesuvio, fu riscoperta nel 1738 e riconosciuta nel diciannovesimo secolo come uno dei più importanti centri archeologici.</p>
<p>E’ possibile dare un’occhiata a Pompei <a href="http://maps.google.com/maps?f=q&#038;source=s_q&#038;hl=en&#038;geocode=&#038;q=pompeii,+italy+ruins&#038;sll=40.716428,14.537315&#038;sspn=0.061672,0.132351&#038;ie=UTF8&#038;hq=pompeii,+italy+ruins&#038;hnear=&#038;ll=40.748902,14.484834&#038;spn=0,359.991728&#038;t=h&#038;z=17&#038;layer=c&#038;cbll=40.748902,14.484834&#038;panoid=1e-bu_kis-dL1BnVGZhDdw&#038;cbp=12,209.48,,0,7.63" target="_blank">qui</a>.</p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.assoicare.org/?p=1471&amp;akst_action=share-this"  title="Invia il post via mail o salvalo in uno dei servizi di bookmarking sociale..." id="akst_link_1471" class="akst_share_link" rel="nofollow">Condividi</a>
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		<title>The Google Story</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 09:28:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[google]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/EjN5avRvApk&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=it&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/EjN5avRvApk&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=it&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<title>Mettere (gratis) la propria attività su Google</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 17:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[google]]></category>

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		<description><![CDATA[Quasi tutti conoscono le pagine gialle; pochi sanno che esiste un servizio simile e gratuito, fornito da Google.
A chi non è mai capitato di cercare un&#8217;attività commerciale con Google? In molti casi si trova un sito dell&#8217;attività stessa con in relativi contatti. Ma non tutti gli esercizi commerciali, specie se piccoli, le piccole associazioni locali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi tutti conoscono le pagine gialle; pochi sanno che esiste un servizio simile e gratuito, fornito da Google.</p>
<p>A chi non è mai capitato di cercare un&#8217;attività commerciale con Google? In molti casi si trova un sito dell&#8217;attività stessa con in relativi contatti. Ma non tutti gli esercizi commerciali, specie se piccoli, le piccole associazioni locali e via dicendo hanno interesse economico e capacità per creare e gestire un proprio sito.</p>
<p>Google nella sua lenta e regolare espansione ha evidentemente considerato questo fatto: da un lato le mappe di Google e la ricerca si arricchiscono gratuitamente di contenuto, raggiungendo mercati che sinora non hanno avuto interesse verso la rete e aumentando la propria importanza; dall&#8217;altro lato, i piccoli esercizi commerciali possono inserirsi gratuitamente aumentando la propria visibilità a costo zero.</p>
<p>L&#8217;operazione è semplice: con un account Gmail si può accedere al Business Center di Google Maps ed aggiungere una o più attività (che verranno verificate telefonicamente o per posta prima della pubblicazione) inserendo una breve descrizione di massimo 200 caratteri, alcune foto, il proprio orario (un po&#8217; macchinoso da inserire) e poco altro. In pochi minuti, cercandosi da Google ci si troverà con indicazioni stradali, contatti telefonici e quanto altro inserito.</p>
<p>Pian piano la nuvola, pur con tutte quelle caratteristiche che destano sospetto e dubbi, si diffonde; un nuovo modello di &#8220;vita&#8221; si sta diffondendo sempre più. Il futuro sarà certo più comodo, vedremo col tempo quale sarà il rovescio di questa medaglia. Per ora il bilancio è positivo.</p>
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		<title>Google Wave: la lunga onda di Google</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 05:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[google]]></category>

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		<description><![CDATA[“Wave” come onda, certo, ma di quelle potenti, pronte a frantumare la messaggistica online. Questa la premessa portante di Google Wave, un nuovo servizio del colosso di Mountain View. È ancora in versione beta, quindi di collaudo, ma già a questo stadio i suoi tratti distintivi sono ben definiti. Le parole d’ordine sono, addirittura, tre: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Wave” come onda, certo, ma di quelle potenti, pronte a frantumare la messaggistica online. Questa la premessa portante di Google Wave, un nuovo servizio del colosso di Mountain View. È ancora in versione beta, quindi di collaudo, ma già a questo stadio i suoi tratti distintivi sono ben definiti. Le parole d’ordine sono, addirittura, tre: collaborazione, social network e messaggistica.</p>
<p>In merito alla prima e alla terza, le più eclatanti, mi riferisco alla possibilità di elaborare un contenuto tra più persone, via Internet, in tempo reale. Non si tratta di una novità assoluta (anche alcuni “Extra” di Skype, tanto per dire, lo consentono), ma sicuramente è una delle migliori applicazioni in grado di farlo. Il concetto portante è, appunto, l’onda (wave). Google Wave si basa su onde, vale a dire, in soldoni, delle conversazioni. Che coinvolgono due persone o più, o addirittura dei “bot” automatici.</p>
<p>Una semplice chat, dunque? Non proprio: nella wave possono infatti confluire anche contenuti di diverso tipo, per esempio un testo al quale, proprio nel corso della conversazione, collaborano tutti gli utenti. Ciascuno è libero di interagire come crede e i suoi interventi sono contrassegnati da un colore specifico, che funge da “tag”. Se l’e-mail ha soppiantato la posta tradizionale, cartacea, e la messaggistica ha preso il posto della telefonata, Google Wave arriva ad unire posta elettronica e instant messaging. Non esiste più il “solo” messaggio, l’e-mail o il documento. Esiste una wave, pronta a integrarli tutti i uno. Proprio come in una riunione: tutti seduti a conversare e pronti, all’occorrenza, a scrivere delle note sulla lavagna, con pennarelli di diverso colore. E non importa se le informazioni arrivano per via orale, scritta o per strizzata d’occhio (o piedino del collega ammiccante…): si tratta della medesima conversazione, della medesima onda.<br />
<span id="more-903"></span><br />
Una volta che l’onda è stata creata, col contributo di tutti i partecipanti, può essere condivisa anche all’esterno del servizio, magari integrandola nel proprio blog o in un sito, in modo molto semplice. Così, magari, si ha modo di apprezzare la possibilità di playback, che consente di riprodurre la wave come si trattasse della registrazione di una conferenza. E se qualcuno decide di modificare la wave in un secondo momento? Come si trattasse di Wikipedia, l’intervento è notificato agli autori originali, che a loro volta possono intervenire. </p>
<p>Ma Google Wave non va vista solo come uno strumento dedicato ai professionisti, o comunque agli appassionati di chat. Per certi versi è un’applicazione creativa, visto che nel suo flusso si possono inserire anche foto, video, audio e file, che si possono così condividere con semplicità. E se tutte queste funzioni non bastano, il fatto che il nuovo progetto di Google sia Open Source non fa che assicurargli un futuro radioso e variegato, perché l’intervento degli sviluppatori non solo è caldeggiato ma è parte integrante del progetto stesso. Al punto che ci sono già parecchie applicazioni pronte all’uso. Come Bloggy, che consente di inserire in una wave il post di un blog, o Bidder, che trasforma l’onda in… un’asta.</p>
<p>E in tutto questo fiume di dati galleggia pure il divertimento, grazie ai giochi pronti ad allietare il tempo libero, e che volendo possono essere provati, pure loro, assieme agli altri utenti. E dato che Google è stata una delle prime aziende a capire il significato in salsa hitech del motto “se non puoi batterlo fattelo amico”, che Wave integra il supporto ai social network più diffusi, come Twitter e Facebook. Quando sarà disponibile a tutti questa manna digitale? Date ufficiali non ce ne sono, ma iscrivendosi sul sito ufficiale c’è la possibilità di essere iscritti come “beta tester”. Buona onda a tutti.</p>
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