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NAVE VELENI: ASSESSORE GRECO, SILENZIO ASSORDANTE

1 ottobre 2009 in ecologia, mafia

“C’e’ un silenzio assordante a tutti i livelli”. L’assessore all’Ambiente della regione Calabria, Silvio Greco, torna sul ritrovamento della cosiddetta nave dei veleni a largo delle coste calabresi e lo fa durante una conferenza stampa nella sede romana del Wwf Italia.

“Tranne che nella Commissione ambientale delle Regioni, che io coordino, abbiamo trovato attorno a noi un silenzio assordante a tutti i livelli istituzionali e, ancora oggi, non sappiamo come il ministro intende muoversi”.

L’assessore si dice ancor piu’ preoccupato “dalle voci secondo le quali manca la volonta’ di cercare le altre navi” indicate dal pentito di ‘ndrangheta che, con le sue rivelazioni, ha consentito il ritrovamento della nave dei veleni. “Lo stesso pentito ha parlato di altre due navi affondate. Dobbiamo trovare anche quelle”.

Azione legale contro il Cip6 agli inceneritori

29 settembre 2009 in ecologia

Al via un’azione legale collettiva per riavere i soldi pagati in bolletta per gli incentivi Cip6, finiti anche a inceneritori e raffinerie. Un rimborso cui darebbe diritto la normativa europea che stabilisce espressamente che i rifiuti non organici non possono essere incentivati come le fonti rinnovabili.

Un’azione legale collettiva per riavere i soldi prelevati dalla bolletta per finanziare la produzione di energia da rifiuti non biodegradabili, scarti di raffineria e altre fonti non proprio pulite. Parte da Acerra una nuova puntata della lotta al famigerato CIP6, l’incentivo nato per sostenere le rinnovabili, ma di fatto destinato in gran parte a inceneritori e ad alcune tipologie di impianti a fonti fossili.

L’iniziativa nasce dall’associazione Diritto al futuro e dalla rete italiana Rifiuti zero: passando per il tribunale chiederanno di far restituire agli utenti le somme pagate in bolletta dal 1991 al 2007 che tramite l’incentivo CIP6 sono finite “a inceneristi e petrolieri”. I giudici – spiegano i promotori dell’azione, dovrebbero riconoscere i rimborsi applicando la normativa prevalente, ovvero quella europea, che con la direttiva 2001/77 dice espressamente che l’energia dai rifiuti non organici non può essere assimilata alle fonti rinnovabili.Quella dell’incentivo CIP6 alle fonti non rinnovabili infatti è un’anomalia tutta italiana contro la quale l’Europa si è espressa più volte.

Nato nel ‘92 con la delibera 6/92 del Comitato interministeriale prezzi, l’incentivo – tramite un prelievo di circa il 7% sull’importo della bolletta – va a premiare gli impianti che producono energia da fonti “rinnovabili e assimilate”, una definizione che ai sensi della legge comprende assieme alle rinnovabili vere e proprie “la trasformazione dei rifiuti organici ed inorganici”, leggasi rifiuti solidi urbani e scarti di raffineria, divenuti successivamente, con un decreto del 1999, rinnovabili a tutti gli effetti secondo la legge italiana.
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Torna l’emergenza rifiuti a Napoli

29 settembre 2009 in ecologia

La notizia per i napoletani è da incubo: nonostante un Sottosegretario come Guido Bertolaso con tutti i superpoteri del caso, si scopre che di fatto l’emergenza rifiuti non è mai finita e che i sacchetti, spariti dalle strade un anno fa (perché interrati in discariche prima esauste e poi riaperte o in depositi detti di ecoballe) potrebbero presto riapparire come nel peggiore degli incubi.

Bertolaso spiega che la nuova presenza di rifiuti è solo un disagio temporaneo e che bisogna lavorare sulla cultura e sulle multe. Ha detto a Il Mattino:

Gli sversamenti illegali di rifiuti affondano le radici in un problema culturale. È sulla coscienza e sulle abitudini dei napoletani che bisogna continuare a lavorare.

Non spiega però come sia possibile che nelle province campane continuino a bruciare ogni santo giorno rifiuti la cui natura è sconosciuta senza che vi sia alcun intervento, così come quotidianamente denuncia la Terradeifuochi.

Intanto oggi parte la vertenza di circa 2000 lavoratori, addetti alla raccolta differenziata, che si sono visti rinnegare, per una prima tranche di 221, il contratto di lavoro da una sentenza del Consiglio di Stato. I lavoratori li avrebbero dovuti assorbire i Consorzi di bacini, fatto che non è avvenuto.

La differenziata di fatto non è si è mai consolidata e la raccolta attualmente si attesta al 20% con l’obiettivo del 30% da raggiungere nel 2010. Intanto la Regione Campania sbloccherà oggi i suoli nella ex zona industriale di Napoli Est, per la costruzione di un nuovo inceneritore che servirà Napoli. Il Sottosegretario Bertolaso spera che se ne possa costruire anche uno in provincia di Caserta, per smaltire i sei milioni di ecoballe stipati nella provincia.

Fonte: http://www.ecoblog.it/post/9030/torna-lemergenza-rifiuti-a-napoli

Crotone, inchiesta Black Mountain: contaminati 290 studenti da metalli pesanti

29 settembre 2009 in ecologia

L’inquinamento emerso dall’inchiesta Black Mountain, ne parlavamo con Antonino Monteleone qualeche mese fa, ha fatto danni ingenti: sono 290 gli studenti, di scuole elemetari e superiori, contaminati da metalli pesanti. Insomma, a Crotone, avevano pensato bene di costruire scuole, e non solo, con materiali inerti ricavati da scarti dell’ex-Pertusola di Crotone e dall’Ilva di Taranto. La Procura di Crotone, continua le sue indagini per disastro ambientale.

Fonte: http://www.ecoblog.it/post/9029/crotone-inchiesta-black-mountain-contaminati-290-studenti-da-metalli-pesanti

Il Governo vuole cancellare gli ecoincentivi per il solare e l’energia

28 settembre 2009 in ecologia

“Un anno dopo il Governo ci riprova. E come allora daremo dura battaglia per contrastare questa scelta insensata”. Legambiente commenta la notizia della decisione del Governo di cancellare il bonus fiscale del 55% per il solare termico e l’efficienza energetica, che consente alle famiglie e alle imprese di installare impianti per l’energia solare termica e l’efficienza energetica con sostanziosi vantaggi per l’ambiente e per le tasche dei contribuenti.

“Cancellando il bonus che ha consentito la riduzione dei costi delle bollette e le emissioni di Co2 – ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile energia dell’associazione – si colpisce concretamente tutto quel settore dell’industria più innovativa condannando il Paese ad un pericoloso passo indietro che ci indebolisce ancora di più di fronte alla sfida dei cambiamenti climatici.
Tutto questo è inaccettabile: invitiamo cittadini e associazioni, consumatori e imprese a battersi affinché, come lo scorso anno, il Governo sia costretto a ritirare questa proposta scellerata”.

Biodiesel: attraversare l’Australia con un pieno di patatine fritte

28 settembre 2009 in ecologia

Attraversare l’Australia a bordo di una motocicletta alimentata esclusivamente a olio di frittura è di per sé un’impresa, ma se a compiere il viaggio è un ex-estrattore di petrolio inglese neo convertito all’ecologia, il tutto assume una nuova dimensione. Paul Carter, questo il nome dell’uomo, ha dato il via alla sua avventura l’otto settembre in sella a Betty the BioBike, la due ruote realizzata dagli studenti della School of Mechanical Engineering dell’Università di Adelaide e dotata di un motore alimentato a biodiesel, a sua volta a partire da una miscela di olio di scarto di frittura e grasso animale.

La moto in questione è già stata sperimentata dal campus nel 2007 aggiudicandosi il premio ambiente nella competizione Panasonic World Solar Challenge, grazie alla sua capacità di rilasciare solo 71 grammi di anidride carbonica per chilometro percorso e con un’efficienza di 3,5 litri per 100 km. Valori notevoli che se da un lato ancora non possono competere con il diesel fossile, riescono sicuramente dimostrare che un’altra strada è percorribile.

“Questa esperienza ha dimostrato che il biodiesel può essere utilizzato per alimentare un veicolo commerciale tipo su lunghe distanze, avendo un significativo impatto positivo sull’ambiente”, ha spiegato uno degli ingegneri a capo del progetto. “Per un ragazzo come me che è venuto dal petrolio e dalle piattaforme offshore, è un bel cambiamento l’essere coinvolti in un progetto in cui io sono in sella a una bicicletta che va senza benzina”, ha commentato Carter, che ora si trova a percorrere 20.000 km sulle strade australiane. I curatori del progetto hanno precisato che vantando di una velocità di crociera di 95 km/h, durante l’ ‘eco-viaggio’ consumerà circa 650 litri di olio esausto.

Il 70 per cento della foresta amazzonica peruviana consegnato alle trivelle

8 settembre 2009 in ecologia

Il 70 per cento della foresta amazzonica peruviana consegnato alle trivelle. Migliaia di indios condannati alla fuga e alla morte. Sono le conseguenze del progetto di sviluppo che il presidente peruviano Alan Garcia ha lanciato per aumentare l’export di gas e di petrolio. Ma i 350 mila indios peruviani, riuniti nell’associazione Aidesep, danno battaglia. Per mesi hanno contrastato i progetti della compagnia anglo-francese Perenco che dice di voler investire due miliardi di dollari in prospezioni: ci sono state molte manifestazioni, strade e fiumi sono stati bloccati per settimane impedendo il passaggio dei mezzi della Perenco. La società ha risposto sostenendo che non esistono prove della presenza di popolazioni senza contatti con il mondo occidentale all’interno dell’area che dovrebbe essere trivellata.

Poi, il 5 giugno, a Bagua, una cittadina a 700 chilometri da Lima, è scattata una risposta violenta, il massacro chiamato la «Tienanmen peruviana». Secondo le fonti ufficiali i morti sono stati 30, di cui 23 agenti della polizia. Ma gli indios raccontano una storia diversa: una carneficina le cui tracce sono state nascoste gettando i cadaveri dei manifestanti nei fiumi. Il racconto di due giovani Belgi, Marijke Deleu e Thomas Quirynen, coinvolti negli scontri e presi di mira dai fucili degli agenti di polizia, conferma la versione più violenta degli scontri.

Il massacro di Bagua ha attirato l’attenzione dei media di tutto il mondo sull’assalto all’Amazzonia. Una delle associazioni che si battono per i diritti degli indios, Survival International, ha lanciato una petizione per fermare l’invasione della foresta. L’Associated Press ha raccolto la testimonianza di uno dei leader degli indios, Santiago Manuin, colpito da quattro proiettili nello stomaco a Bagua. E l’Aidesep, mentre molti dei leader indios sono scappati nella foresta per sfuggire alle minacce (sui giornali peruviani c’è anche chi ha suggerito di usare il napalm contro le popolazioni indigene), ha presentato un appello urgente alla Corte Costituzionale del paese per impedire lo sfruttamento petrolifero di una parte dell’Amazzonia conosciuta come «Blocco 67».

Ma intanto un altro rischio si sta profilando. I primi casi di contagio da influenza A hanno colpito le popolazioni indigene che hanno contatti saltuari con gli indios delle zone più interne: al dipartimento sanitario regionale di Cusco risulta che siano positivi al virus sette membri della tribù dei Matsigenka che vivono lungo il fiume Urubamba, nell’Amazzonia peruviana. Secondo Stafford Lightman, docente di Medicina presso l’Università di Bristol, «i popoli isolati non hanno difese immunitarie verso le malattie infettive che circolano nella nostra società industrializzata e sono particolarmente vulnerabili all’influenza suina. Gli effetti di una epidemia, che potrebbe colpire tutti i membri della comunità simultaneamente, potrebbero essere devastanti perché non resterebbe nessuno in grado di prendersi cura dei malati o di preparare il cibo».

Nuova Guinea: Un mondo perduto dentro il cratere del vulcano spento

8 settembre 2009 in ecologia

Una giungla incontaminata dentro il cratere di un vulcano della Nuova Guinea pullula di creature mai scoperte, evolutesi in totale isolamento dall’ultima eruzione avvenuta 200 mila anni fa.

Una spettacolare varietà di uccelli, rane con le zanne, pesci che emettono uno strano grugnito, piccoli marsupiali simili a orsi, gigantesche lucertole predatrici, ratti giganti sono solo alcune delle straordinarie creature scoperte dai fortunati esploratori.

Il team era composto da scienziati britannici, americani, hawaiiani e della Papua Nuova Guinea, affiancato da una troupe del dipartimento di Scienza naturale della Bbc che ha filmato l’intera spedizione, ricavandone un documentario in tre parti che verrà mandato in onda domani sera.

Calatisi con un elicottero giù nei tre chilometri di profondità del cratere sul monte Basavi, il loro primo incontro è stato con una rana dalle incosuete zanne. Ai biologi è bastato 30 secondi per rendersi conto di trovarsi in un habitat popolato da specie del tutto sconosciute.

Nel corso della fortunatissima spedizione, durata soltanto cinque settimane, gli esploratori, infatti, sono riusciti a catalogare almeno 40 nuove specie di animali, incluse 16 rane, un geco che si mimetizza, almeno tre specie di pesci, un nuovo tipo di pipistrello e un ratto gigante, che a quanto pare sarebbe il più grande al mondo.

La scoperta costituisce un’ulteriore prova della ricchezza di vita che si nasconde nel mondo delle foreste fluviali, e gli scienziati sperano che ciò contribuisca a sensibilizzare la popolazione internazionale all’azione concreta in difesa di questi ecosistemi.

“Ė stata un’esperienza sbalorditiva che ci ha fatto ulteriormente capire quanto valga la pena difendere questi habitat” ha detto al Guardian il dottor George McGavin, a capo della spedizione.
Attualemente le foreste fluviali della Papua Nuova Guinea vengono distrutte del 3,5 per cento ogni anno.

Non devastate le terre degli indigeni!

6 settembre 2009 in ecologia

Monito ONU al Perù: ‘Niente trivellazioni petrolifere senza il consenso delle tribù’. Richiesti chiarimenti sui conflitti scoppiati nel Nord del Perù, in cui sono morte oltre 30 persone.

Il governo peruviano non dovrebbe permettere lo sfruttamento del petrolio e del gas nelle terre dei popoli indigeni senza il loro “informato consenso”. È questa la raccomandazione diramata lunedi dalla Commissione ONU per l’Eliminazione delle Discriminazioni Razziali (CERD).
Se il governo dovesse accogliere il monito dell’ONU, nelle terre abitate dai popoli incontattati non si potrebbero effettuare attività petrolifere perché le tribù non sono nelle condizioni di poter esprimere il loro consenso.

Nelle ultime settimane, sono state chiamate a comparire davanti al CERD una delegazione del governo peruviano e diverse organizzazioni del paese.

Nel suo rapporto, la CERD esprime la sua preoccupazione per le “serie tensioni del paese, che hanno addirittura innescato le violenze, e che sono state alimentate dallo sfruttamento delle risorse del sottosuolo appartenenti tradizionalmente ai popoli indigeni”.

La Commissione ha anche sollecitato il governo peruviano a compiere un’indagine sul conflitto scoppiato a Bagua, nel nord del Perù, nel corso del quale hanno perso la vita oltre trenta persone tra poliziotti e civili: “Il governo deve costituire al più presto una commissione indipendente, composta anche di una rappresentanza indigena, e condurre un’indagine definitiva, oggettiva e imparziale.”

La CERD ha chiesto al governo di fornire informazioni su molte questioni a lei non note, tra cui gli sforzi fatti dalle autorità per proteggere i diritti delle tribù isolate e le controverse dichiarazioni rilasciate dal presidente del Perù Alan García a uno dei quotidiani del paese.

“Sollecitiamo il presidente García a metter fine, una volta per tutte, alla sua politica di smembrare l’Amazzonia senza il consenso dei popoli che la abitano” ha commentato Stephen Corry, Direttore Generale di Survival.

Il 26 agosto scorso, Survival ha assegnato al quotidiano nazionale peruviano El Correo il premio “Articolo più razzista dell’anno” 2009. Sul giornale, i popoli indigeni venivano chiamati “selvaggi” “paleolitici” e “primitivi” e il giornalista invitava García a sedare le manifestazioni con la violenza: “Non so cosa trattenga il presidente dal dotare l’aviazione di tutte le bombe al napalm necessarie”.

Dirt! The Movie, il film sullo sporco stato della terra

19 agosto 2009 in ecologia, video

Per la serie dei documentari segnalati su Ecoblog, vi presento oggi Dirt! The movie, un film che parla dell’importanza e dello stato della cosa più importante che abbiamo, la terra. Dirt! ne racconta il punto di vista, dal suo essere fonte di fertilità, sostentamento e vita al suo stato di degrado senza fine.

Presentato al Sundance 2009 e affidato alla voce narrante di Jamie Lee Curtis, Dirt! The Movie è il film per tutti coloro che hanno a cuore ciò che mangiano, bevono, ciò che respirano e la terra su cui camminano.