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Il fotovoltaico supera un gigawatt di potenza installata

2 marzo 2010 in ecologia

Il settore fotovoltaico in Italia ha raggiunto un nuovo record superando la soglia di un gigawatt (GW) di potenza installata. Lo rende noto il ministero dello Sviluppo economico. I circa 70 mila impianti certificati in esercizio, con una produzione di energia pari a 1.300 GWh su base annua, possono infatti fornire energia elettrica a quasi 500 mila famiglie (vale a dire un milione 200 mila persone), con un consumo annuo di 2.700 kWh. Considerando la potenza installata in un anno, pari a 574 MW nel 2009, l’Italia raggiunge il secondo posto nella classifica dei Paesi europei, preceduta solo dalla Germania.

“Dopo i risultati positivi del settore delle energie rinnovabili registrati nel 2009 – commenta il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola – questo nuovo traguardo è molto significativo per la nostra strategia energetica e, al tempo stesso, incoraggiante dal punto di vista economico ed industriale”.

Ad oggi tra produttori, distributori e installatori di sistemi e componenti per l’industria fotovoltaica nazionale sono attive circa 1.000 imprese, molte delle quali di nuova creazione, con un fatturato complessivo che per il 2009 é stato stimato in almeno 2,5 miliardi di euro. Ormai sono più di 20 mila le persone occupate, direttamente o indirettamente, nel settore fotovoltaico

Fonte: www.ilsole24ore.com

Certificati Verdi: prosegue il trend positivo

31 gennaio 2010 in ecologia, energia

Il sistema dei Certificati Verdi, sulla falsa riga di quanto sta accadendo per i Certificati Bianchi, inizia a mostrarci i suoi primi incoraggianti risultati. Infatti, secondo i dati contenuti nel documento “Incentivazione delle fonti rinnovabili con il sistema dei Certificati Verdi” pubblicato dal Gse, l’energia rinnovabile incentivata con questo meccanismo è stata pari a circa 11 TWh, ovvero un 40% in più rispetto al 2007.

Alla data del 30 giugno 2009 risultano quindi qualificati (perciò impianti che potrebbero usufruire di questi titoli) 2.857 impianti, di cui 1.963 in esercizio e 894 in progetto. Tra gli impianti in esercizio di nuova costruzione prevalgono gli idroelettrici in termini di numero (40% del totale) e gli eolici in termini di potenza installata (60% del totale).

Nel 2008 l’energia da fonti rinnovabili con l’obbligo di essere immessa in rete è stata pari al 3,8% dell’energia prodotta e importata da fonti convenzionali nell’anno precedente. Questo aspetto ha determinato una domanda di 7,1 milioni di Certificati Verdi con taglia di 1 MWh. Sul fronte dell’offerta, il Gse ha emesso invece 9,5 milioni di titoli, la maggior parte dei quali relativa a impianti idroelettrici ed eolici.

Come giudicare questi dati? C’è da sottolineare come il meccanismo stia effettivamente riscuotendo un buon successo nonostante rappresenti un’anomalia in Europa. Anomalia perché non si tratta di una incentivazione diretta (come avviene in quasi tutti gli altri Paesi europei), ma di un vero e proprio mercato di titoli, certo, sempre pagato dai cittadini, ma che in teoria dovrebbe essere capace di autoregolarsi ed evitare l’intervento diretto dello Stato.

In futuro valuteremo se il meccanismo in corso raggiungerà i suoi intenti inziali o se sarebbe stato più giusto puntare ad una normale incentivazione statale, intanto però non possiamo trascurare il fatto che, numeri alla mano (seppur inferiori a quelli di altre realtà straniere), i Certificati Verdi hanno permesso al momento lo sviluppo delle rinnovabili in Italia.

Via | Gse.it ecoblog.it

Le più belle immagini delle vittorie di Greenpeace nel 2009

27 gennaio 2010 in ecologia

Anche se l’obiettivo principale del 2009, che era avere un accordo legalmente vincolante e serio a Copenhagen, non è stato raggiunto, quest’anno Greenpeace ha collezionato diversi successi.

Clima: 17 gesti per consumare il 20% in meno

6 novembre 2009 in ecologia

Mentre i “grandi” del mondo tentennano nel trovare un accordo globale contro i cambiamenti climatici, anche noi nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa per ridurre le emissioni di gas serra.

Dal car sharing al modo di stendere il bucato o usare la doccia, piccoli gesti all’interno delle mura domestiche possono tradursi in un taglio annuo del 20% delle emissioni domestiche, ovvero una riduzione totale delle emissioni nazionali del 7,4% in 10 anni.

Secondo quanto riferito sulla rivista dell’Accademia Americana delle Scienze ‘PNAS’, 17 azioni sono cruciali per ridurre le emissioni annuali di CO2, il tutto senza modificare la qualità di vita di ciascuno. La ricerca è stata condotta da Thomas Dietz della Michigan State University presso la East Lansing.

“Le 17 tipologie di azioni – scrivono gli autori su PNAS – vanno dall’adottare apparecchiature domestiche più efficienti e nell’usare meglio le apparecchiature stesse, e si dividono in 5 categorie principali:

climatizzazione dell’ambiente domestico con installazione di sistemi efficienti di isolamento, installazione di apparecchiature efficienti per il raffreddamento degli ambienti, manutenzione e uso corretti di dette apparecchiature, comportamenti quotidiani”.

I programmi basati sui permessi di emissione di CO2 e sul pagamento per gli esuberi rispetto al tetto massimo stabilito (cap-and-trade) e le politiche per incentivare l’innovazione tecnologica potrebbero non essere sufficienti per raggiungere gli obiettivi a breve e a lungo termine di riduzione delle emissioni, spiegano gli autori.

Basti pensare che l’uso diretto di energia nelle case è responsabile del 38% di tutte le emissioni di CO2 in Usa, rilevano i ricercatori, ovvero qualcosa come 626 milioni di tonnellate l’anno (dato 2005). Ciò corrisponde approssimativamente all’8% delle emissioni globali, una quota superiore a quella delle emissioni di un intero paese (Cina esclusa).

E’ chiaro quindi che ciascuno di noi può fare tanto per ridurre le emissioni di CO2, partendo dai propri comportamenti in casa. Gli esperti hanno stimato l’impatto di alcuni di questi comportamenti e tenuto conto anche del margine di miglioramento per ciascuno, ovvero della percentuale di coloro che non li ha ancora adottati e potrebbe farlo.

E’ emerso che i comportamenti più ‘verdi’ sono l’installazione di impianti di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria di ultima generazione, altamente efficienti, con la corretta manutenzione degli stessi e l’uso corretto (per esempio il ricambio dei filtri, le temperature fissate – nè troppo alte nè troppo basse); sempre in questo ambito rientra l’installazione di impianti di isolamento termico (finestre high-tech, pannelli isolanti per il tetto etc).

Dallo studio è emerso che qualora tutti adottassero questo comportamento (la percentuale di coloro che non l’hanno ancora fatto è altissima, 90%) in Usa si avrebbe una riduzione delle emissioni di CO2 di 34,4 tonellate annue. Tantissimo pu. fare l’uso corretto dell’auto: dal car sharing all’uso di macchine con consumo efficiente, dal ‘trip chaining’, ossia combinare vari impegni con diverse destinazioni in un unico viaggio, al comportamento alla guida permetterebbe un risparmio di oltre 110 tonnellate di emissioni di CO2.

Ma poi ci sono comportamenti molto più ‘banali’: stendere il bucato evitando l’uso di asciugatori, non usare temperature elevate in lavatrice, usare docce con getto d’acqua contenuto, usare elettrodomestici efficienti e a basso consumo, limitare la temperatura dello scaldabagno. “Le nostre stime – concludono – forniscono una guida iniziale di quelli che sono i risultati raggiungibili in termini di riduzione delle emissioni di CO2 attraverso la promozione attiva di comportamenti virtuosi a casa”.

“Portatevi via quelle navi prima possibile”, Il grido d’allarme dell’assessore calabrese

25 ottobre 2009 in ecologia, politica

“Scommetto che se quella nave fosse affondata davanti a Portofino, sarebbe già intervenuta la Sesta Flotta, per tirare fuori quel carico maledetto”. Parla così l’assessore all’Ambiente della Regione Calabria, Silvestro Greco, biologo marino e direttore di ricerca del Cnr. Poi aggiunge: “Stanno spendendo 44 mila euro al giorno con la Nave Oceano, a largo di Cetraro dove 17 anni fa è affondata la presunta Kunski. E continuano a rimandare il recupero del suo carico, che ci farebbe finalmente capire quale pericolo stiamo correndo”.

“Il sottosegretario all’Ambiente, Menia – ha aggiunto – mi ha detto che quel carico non possono estrarlo perché la Procura di Catanzaro non avrebbe dato il permesso. Per pura curiosità ho chiesto chiarimenti al dottor Vincenzo Antonio Lombardo, procuratore capo della Direzione Distrettuale Antimafia, il quale invece mi ha risposto che al contrario è stato chiesto espressamente al Governo il recupero di quanto custodito nelle stive di quella che il pentito Francesco Fonti dice essere la Kunski”.

Clicca qui per leggere tutto l’articolo di repubblica.it

DANIMARCA: UNA VERGOGNA

24 ottobre 2009 in ecologia

Danimarca Vergogna Mattanza Delfini

Danimarca Vergogna Mattanza Delfini


BENCHE’ QUESTO SEMBRI INCREDIBILE, OGNI ANNO, QUESTO MASSACRO BRUTALE E SANGUINARIO SI RIPRODUCE NELLE ISOLE FEROE, CHE APPARTENGONO ALLA DANIMARCA.

LA DANIMARCA , UN PAESE SUPPOSTO ‘CIVILIZZATO’, MEMBRO DELL’UNIONE EUROPEA. TROPPE POCHE PERSONE AL MONDO CONOSCONO QUESTO AVVENIMENTO ORRIBILE E DEPROVEVOLE CHE SI RIPETE OGNI ANNO. QUESTO MASSACRO SANGUINARIO E’ IL FRUTTO DI GIOVANI UOMINI CHE VI PARTECIPANO PER DIMOSTRARE DI AVER RAGGIUTNO L’ETA’ ADULTA (!!).

E’ ASSOLUTAMENTE INCREDIBILE CHE NON SIA FATTO NIENTE AFFINCHE ‘ QUESTA BARBARIE CESSI. UNA BARBARIE CONTRO I DELFINI CALDERONES, UN DELFINO SUPER INTELLIGENTE E SOCIEVOLE CHE SI AVVICINA ALLA GENTE PER CURIOSITA’.

INVIA QUESTO MESSAGGIO A TUTTI I TUOI CONTATTI. Fate sapere a tutti che in Danimarca massacrano ogni anno delfini per una festa così come fosse un carnevale.

Basta Rifiuti a Chieti

17 ottobre 2009 in ecologia

Chieti Scalo e la Val Pescara sono stati interessati da grandi incendi di impianti per il trattamento dei rifiuti: negli ultimi 14 mesi, in Abruzzo ci sono stati 5 incendi di questo tipo dei quali ben 3 nella sola area di Chieti Scalo. Tutta l’area è stata poi interessata da rifiuti sotterrati con conseguente inquinamento del suolo, del sottosuolo e della falda acquifera.

LA NOSTRA SALUTE E’ IN PERICOLO MANIFESTIAMO INSIEME SABATO 17 OTTOBRE ALLE ORE 18
Punto di ritrovo: Piazzale antistante chiesa Madonna delle Palme

Diciamo Basta ad impianti che distano pochissimo metri da case e da sfruttare pubbliche universitarie, sanitarie, uffici ecc.

Cittadini ed associazioni chiedono la bonifica dei suoli e delle falde inquinate, il miglioramento della qualità delle acque superficiali e dell’aria per non correre più il rischio di svegliarsi al mattino con una nube tossica sulla testa e la conseguente paura di raccogliere frutta ed ortaggi dal proprio orto.

Comitato locale “Villablocc – per la Tutela della Salute e della Vita”, Abruzzo Social Forum e WWF lanciano un appello al Comune di Chieti, alla Provincia, alla Regione, a sindacati e alle associazioni presenti sul territorio e a TUTTI CITTADINI e chiedono:

  • la delocalizzazione degli impianti esistenti;
  • la corretta bonifica delle aree e delle industrie dismesse m, del suolo e delle falde inquinanti;
  • un’indagine epidemiologica per accertare eventuali danni alla salute subiti dalla cittadinanza;
  • destinazioni urbane coerenti, ben definite e salubri su tutto il territorio del comune di Chieti.

Info: chieti@wwf.it villablocc@libero.it www.abruzzosocialforum.org

La Regione Marche prepara una modifica micidiale della Legge Regionale sulla caccia

15 ottobre 2009 in ecologia

A pochi mesi dalle Elezioni Regionali la maggioranza di centro-sinistra e l’opposizione di destra preparano insieme un colpo micidiale alla fauna selvatica marchigiana.

La proposta al vaglio della III Commissione, che andrà presto in aula contiene norme che fanno rabbrividire sia dal punto di vista faunistico che giuridico.

La proposta di modifica della legge è infatti in molti punti palesemente anti-costituzionale, violando il principio costituzionale di competenze esclusive dello Stato in tema di protezione ambientale a dettare standard minimi e uniformi ai sensi degli articoli 117 e 118 della Costituzione Italiana.

Con questa modifica si stravolgeranno le norme della Legge quadro sulla caccia, che se approvate costituirebbero un pericolosissimo precedente e porrebbero la Regione Marche fuori dal solco della Costituzione.
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Italia e USA: insieme per il nucleare

2 ottobre 2009 in ecologia

Il Ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ed il Segretario di Stato all’energia americano Steven Chu, hanno firmato l’Accordo sulla Cooperazione nucleare fra l’Italia e gli Stati Uniti d’America che porterà alla costruzione di nuove centrali.

Ovviamente le attività previste riguardano solo impieghi pacifici di questa energia e tutto quello che potrebbe anche solo lontanamente essere riferito ad usi bellici è stato specificamente escluso dall’accordo. Per la precisione, le parti in causa parlano di “un quadro per la collaborazione fra le parti sulla ricerca e lo sviluppo per migliorare i costi, la sicurezza, il ciclo dei rifiuti e la resistenza alla proliferazione dei sistemi per l’energia nucleare per usi civili”.

L’accordo è l’ennesimo tassello che certifica il (comunque molto discusso) ritorno del nostro paese al nucleare, dopo che con il referendum abrogativo del 1987 fu sancito l’ abbandono da parte dell’ Italia a ricorrere a questa energia come forma di approvvigionamento e venne certificata la chiusura delle quattro centrali nucleari allora attive nel nostro paese.

Il piano dei lavori prevede l’apertura del primo cantiere nel 2013 e l’attivazione della prima centrale in un periodo compreso tra il 2018 e il 2020. Su questo piano di lavoro pende però la spada di Damocle del ricorso che le Regioni hanno presentato contro la “legge sviluppo” che, a loro dire, dà eccessivi poteri decisionali al governo sottraendoli alle comunità locali e per il quale si aspetta la pronuncia della Corte Costituzionale.

Le aree tecniche di cooperazione includono la progettazione di reattori di nuova generazione con maggior efficienza, minori costi, migliore sicurezza e resistenza alla proliferazione, i combustibili avanzati, la ricerca nucleare di base, le tecnologie per il trattamento rifiuti, lo stoccaggio e il deposito finale, l’analisi della sicurezza nucleare, standard e criteri. Dati i tempi previsti, l’espressione “chi vivrà, vedrà” non ci sembra particolarmente fuori luogo…

La scomparsa delle api

1 ottobre 2009 in ecologia

Un nuovo documentario che uscirà in Gran Bretagna nell’ottobre 2009 conferma che il declino a livello mondiale del numero di api è dovuto ai neonicotinoidi.

Anche secondo ‘Vanishing of Bees’, questo il titolo del reportage di 90 minuti realizzato da due registi indipendenti, George Langworthy e Maryam Henein, la causa della moria mondiale delle api sarebbero i pesticidi chiamati neonicotinoidi, che a lungo termine avrebbe un’effetto debilitante sugli insetti.

Uno di questi pesticidi è l’imidacloprid, prodotto dalla Bayer e distribuito in svariati Paesi del mondo con nomi diversi (in Italia si chiama Gaucho). In Francia l’utilizzo dell’imidacloprid è stato vietato proprio in seguito alle pressioni fatte dagli apicoltori.

Il declino delle api è un fenomeno che si è cominciato a registrare qualche anno fa e che in Italia ha portato al provvedimento di sospensione per un anno dei neonicotinoidi usati per la concia dei semi.

Secondo il documentario, queste sostanze – che vengono appunto applicate ai semi, entrando così in circolo nelle piante – avrebbero un effetto non immediatamente letale ma a lungo andare distruttivo sulle api, la cui popolazione negli ultimi anni è già stata gravemente colpita da una serie di virus e malattie, dall’acaro varroa al fungo nosema. Interpellata dall’Independent, che ha anticipato le rivelazioni del documentario, la Bayer ha respinto le accuse.