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Italia, decreto legge rifinanzia con 224,8 milioni di euro le missioni militari all’estero

Il ministro La Russa: ‘La Difesa e gli Esteri copriranno la differenza con i loro bilanci ordinari’.

Con un decreto legge il governo italiano ha rifinanziato le missioni militari all’estero stanziando un totale di 224,8 milioni di euro. A dare notizia della misura è stato il ministro della Difesa Ignazio La Russa che ha dichiarato “Inizialmente era prevista una spesa di 181 milioni, quindi l’integrazione è stata fatta a carico dei bilanci della Difesa e degli Esteri che hanno accettato di implementare con il loro bilancio ordinario”. Secondo quanto sostenuto dal ministro il provvedimento sarebbe giustificato data “la permanenza di 400 soldati aggiuntivi in Afghanistan e da un rientro dal Kosovo più lento del previsto”.

Il titolare della Difesa italiana ha poi precisato che nel periodo novembre-dicembre i militari italiani in Afghanistan saranno 3150 e quelli in Libano 2080. “In Libano – ha argomentato il politico – c’è una riduzione molto modesta di 20 militari. La riduzione del contingente saràa maggiore quando cederemo il comando. E’ possibile però un breve prolungamento del mandato italiano”.

Intanto Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, ha chiamato l’opposizione a schierarsi contro la partecipazione italiana in Afghanistan e il Pd a farlo contro provvedimento, che rifinanzia le missioni all’estero fino al 31 dicembre 2009. “Il governo delle destre – ha sostenuto Ferrero – ha appena votato, in consiglio dei ministri, il rifinanziamento delle missioni militari dell’Italia all’estero, a partire da quella, nefasta e sciagurata, che ci vede impegnati in Afghanistan. Il governo Berlusconi si caratterizza come il governo della guera mentre i lavoratori e i pensionati del nostro Paese non riescono ad arrivare a fine mese”.

Via | peacereporter.net

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Buon Natale con i Muppets

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Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua invade Piazza di Montecitorio e consegna oltre 30.000 firme contro l’art. 15 alla Vice-Presidente della Camera, Rosi Bindi

Piazza di Montecitorio piena, attivisti con le mani e i volti pitturati di blu, comitati territoriali con fischietti e campane: pienamente riuscita la giornata di protesta del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.
Di fronte ai 630 Deputati, che si apprestano a votare l’art. 15 e la definitiva privatizzazione dell’acqua, sono state portate le ragioni dei 406.000 cittadini che già da due anni hanno depositato nello stesso Parlamento una legge d’iniziativa popolare per chiedere la ripubblicizzazione dell’acqua.
Al termine della giornata, una delegazione del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, accompagnata dall’ On. Scilipoti – relatore della legge d’iniziativa popolare- è stata ricevuta dalla Vice-Presidente della Camera, On. Rosi Bindi, alla quale sono state consegnate le oltre 30.000 firme raccolte in poco più di una settimana sull’appello per chiedere ai Deputati di non votare il famigerato art. 15, insieme ad una fondamentale richiesta di democrazia: che si sospenda l’approvazione di qualsiasi nuova normativa e che si apra un dibattito ampio e articolato, a partire dalla proposta di legge d’iniziativa popolare presentata dai movimenti per l’acqua.
La Vice-Presidente della Camera ha espresso la propria condivisione delle preoccupazioni e delle proposte espresse dalla delegazione del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.
La protesta dei movimenti per l’acqua continua con le tante iniziative in programma su tutto il territorio nazionale e attraverso l’email bombing, ovvero la richiesta a tutte e tutti i cittadini di inviare, in questi giorni e prima del voto finale previsto per martedì 17, una email a tutti i 630 Deputati con la richiesta di non votare l’art. 15 e di ascoltare le ragioni dei movimenti per l’acqua.
FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA
Per riscontro e contatti
Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 – 00186 Roma
Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 15:00-19:00
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org
FIRMA L’APPELLO
CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L’ACQUA”
IL GOVERNO PRIVATIZZA L’ ACQUA !
http://www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/133

Piazza di Montecitorio piena, attivisti con le mani e i volti pitturati di blu, comitati territoriali con fischietti e campane: pienamente riuscita la giornata di protesta del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

Di fronte ai 630 Deputati, che si apprestano a votare l’art. 15 e la definitiva privatizzazione dell’acqua, sono state portate le ragioni dei 406.000 cittadini che già da due anni hanno depositato nello stesso Parlamento una legge d’iniziativa popolare per chiedere la ripubblicizzazione dell’acqua.

Al termine della giornata, una delegazione del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, accompagnata dall’ On. Scilipoti – relatore della legge d’iniziativa popolare- è stata ricevuta dalla Vice-Presidente della Camera, On. Rosi Bindi, alla quale sono state consegnate le oltre 30.000 firme raccolte in poco più di una settimana sull’appello per chiedere ai Deputati di non votare il famigerato art. 15, insieme ad una fondamentale richiesta di democrazia: che si sospenda l’approvazione di qualsiasi nuova normativa e che si apra un dibattito ampio e articolato, a partire dalla proposta di legge d’iniziativa popolare presentata dai movimenti per l’acqua.

La Vice-Presidente della Camera ha espresso la propria condivisione delle preoccupazioni e delle proposte espresse dalla delegazione del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

La protesta dei movimenti per l’acqua continua con le tante iniziative in programma su tutto il territorio nazionale e attraverso l’email bombing, ovvero la richiesta a tutte e tutti i cittadini di inviare, in questi giorni e prima del voto finale previsto per martedì 17, una email a tutti i 630 Deputati con la richiesta di non votare l’art. 15 e di ascoltare le ragioni dei movimenti per l’acqua. Qui http://bit.ly/44PYHV trovi tutti i dettagli per effettuare anche tu l’email bombing a tutti i parlamentari.

FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA

Per riscontro e contatti

Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Via di S. Ambrogio n.4 – 00186 Roma

Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 15:00-19:00

e-mail: segreteria@acquabenecomune.org

Sito web: www.acquabenecomune.org

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CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L’ACQUA”

IL GOVERNO PRIVATIZZA L’ ACQUA !

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Tutto il mondo è paese…Non solo Sarkozy jr ecco la carriera dei «figli di»

«Sarkozy, adottaci tu». Un gruppo di giovani socia­listi si è presentato ieri all’Eli seo con tanto di moduli per l’adozione. «Vogliamo essere come Jean». Tutti come il Delfi no, l’enfant prodige, il figlio biondocrinito del presidente francese che a soli 23 anni, non pago della poltrona di con sigliere provinciale nel feudo paterno di Neuilly, è diventato il candidato forte per guidare la Défense, il quartiere finan ziario di Parigi con i suoi 43 grattacieli.

Le guardie hanno bloccato lo scherzo degli aspi ranti fratelli. Non ha scherzato invece Rama Yade, ministra dello Sport, ex «figlioccia ribel le » di Sarko: l’esponente politi co più popolare di Francia ha detto in tv che il presidente non dovrebbe ignorare «le emozioni» che il caso ha susci tato nell’opinione pubblica. Il presidente pensa piuttosto al le emozioni di Jean «gettato in pasto ai lupi», lui così bravo, così titolato. Altro che nepoti smo: «In Francia vige la meri tocrazia».

Naturalmente: la penserà così anche Ali Bongo, novello presi dente del Gabon, pri mogenito di Omar, de funto sempiterno lea der dell’ex colonia fran cese. Vero che, prima di essere nominato ministro del la Difesa dal padre, Ali si era messo in luce solo in un’occa­sione, organizzando in patria il concerto di Michael Jackson nel 1992. Però per diventare numero uno ha comunque do vuto sconfiggere una concor renza agguerrita (sorella e cognato).

Per leggere per intero l’articolo di repubblica.it clicca qui

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Turismo: Italia quinta per numero di turisti

Non poteva che essere diversamente. Sicuramente la crisi economica avra’ influito, ma questo vale per tutti i Paesi. Parliamo del turismo in Italia che, secondo una indagine di hotels.com, vede i nostri alberghi al quarto posto nella graduatoria dei piu’ cari, dopo Svizzera, Danimarca e Norvegia. Siamo al quinto posto per numero di turisti (43,7 milioni), dopo la Francia (82 milioni), la Spagna (59,29), gli Usa (56 milioni), la Cina (54,7 milioni).

Eppure siamo il Paese che vanta la maggior concentrazione di beni culturali nel mondo, abbiamo meravigliose montagne, mare, campagne e colline e, nonostante tutto cio’, non riusciamo a primeggiare. Di chi la colpa? Nostra ovviamente, cioe’ dei nostri governanti che non governano e degli operatori del turismo che non riescono ad offrire servizi adeguati, pensando al turista come il classico pollo da spennare e lasciando spazio a giornali esteri dal titolo “Basta con furti in taxi e al ristorante, cambiamo destinazione”.

I taxi del comune di Fiumicino costano il 50% in piu’ di quelli del comune di Roma. Insomma governi, nazionali e locali, e addetti al settore ce la mettono proprio tutta per impedire al settore turistico di decollare, nonostante che questo rappresenti il 12% del Pil nazionale.

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EUROPA! 19 ASSOCIAZIONI DI FRONTIERE DIGITALI LO CHIEDONO AL PARLAMENTO EUROPEO

DOBBIAMO PROTEGGERE LA NEUTRALITÀ DELLA RETE IN EUROPA!
19 ASSOCIAZIONI DI FRONTIERE DIGITALI LO CHIEDONO AL PARLAMENTO EUROPEO

Frontiere Digitali
Comunicato stampa
28 Settembre 2009

Lettera aperta al Parlamento Europeo

La Neutralità della Rete è stata un catalizzatore indispensabile della concorrenza, dell’innovazione, e delle libertà fondamentali nell’ambiente digitale. Una Internet neutrale garantisce che gli utenti non debbano sottostare a condizioni che limitano l’accesso ad applicazioni e servizi. Allo stesso modo, si esclude qualsiasi discriminazione nei confronti dell’origine, della destinazione o dell’effettivo contenuto delle informazioni trasmesse attraverso la rete.
Applicando il principio della Neutralità della Rete, la nostra società ha collettivamente costruito Internet come lo conosciamo oggi. Tranne che in alcuni regimi autoritari, tutti nel mondo intero hanno accesso alla stessa Rete e anche gli imprenditori più piccoli sono in condizioni di parità con le imprese leader a livello mondiale.
Inoltre, la Neutralità della Rete stimola il circolo virtuoso di un modello di sviluppo basato sulla crescita di una comune rete di comunicazione che consente nuovi utilizzi e strumenti, a differenza di una che si basa sugli investimenti in sistemi di filtraggio e controllo. Solo in tali condizioni Internet può migliorare costantemente la nostra società, migliorando la libertà – ivi compresa la libertà di espressione e di comunicazione – permettendo mercati più efficienti e creativi.
Tuttavia, la Neutralità della Rete è ora sotto la minaccia degli operatori di telecomunicazioni e dell’industria dei contenuti che vedono opportunità di business nel discriminare, filtrare o dar priorità ad informazioni che passano attraverso la rete. In tutta Europa, questo tipo di pratiche discriminatorie, dannose per i consumatori e l’innovazione, sta emergendo. Nessun giudice e nessuna autorità regolatoria sembrano avere strumenti adeguati per contrastare questi comportamenti e proteggere l’interesse generale. Alcune disposizioni introdotte nel Pacchetto Telecom possono perfino incoraggiare tali pratiche.
Lunedi 28 settembre alle 19.30, la Commissione di Conciliazione avrà il suo primo incontro, dove verrà tracciata la traiettoria della terza ed ultima lettura relativamente al Telecom Package.
Noi che abbiamo firmato con una larga coalizione questa lettera aperta sollecitiamo il Parlamento Europeo a proteggere la libertà di ricevere e distribuire i contenuti, e di utilizzare servizi e applicazioni, senza interferenze da parte di attori privati.
La premessa di base per la Neutralità della Rete è che Internet è un’infrastruttura. Chiarito questo, appare ovvio che i provider non debbano disabilitare od ostacolare l’accesso alle pagine web, a servizi o protocolli senza la decisione di un magistrato.
Se una società è provider di servizi Internet e compagnia telefonica, non dovrebbe poter bloccare il servizio voce e chat di Skype al fine di costringere i clienti ad usare il suo servizio di telefonia.
Ci appelliamo ai membri del Parlamento affinché agiscano con decisione nel corso del negoziato in corso sul Pacchetto Telecom, al fine di garantire un Internet libero, aperto e innovativo, e per salvaguardare le libertà fondamentali dei cittadini europei.

Firmato

1.Artisopensource
2.Associazione UnaRete
3.Associazione Il Secolo Della Rete
4.Associazione Net-Left
5.Associazione Liber Liber
6.Associazione Linux Club Italia
7.Associazione Partito Pirata
8.Associazione Wikimedia Italia
9.Collettivo iQuindici
10.Computerlaw.it – Informatica e Diritto
11.Flyer Communication
12.Free Hardware Foundation
13.ISOTYPE, comunica la qualità
14.Istituto per le politiche dell’innovazione
15.Liberius
16.Movimento Scambio Etico
17.Roma Europa Fake Factory
18.Unione degli Studenti (U.d.S.)
19.Amici di Beppe Grillo di Roma

Cos’è Frontiere Digitali
Frontiere Digitali è uno spazio di libera auto-organizzazione di persone e opinioni e nasce a Roma (Italia) nel dicembre del 2005, quale strumento collaborativo, per l’organizzazione della Settimana delle Libertà Digitali che ha avuto luogo dal 18 al 21 gennaio 2006. In seguito, il 28 marzo 2006, in occasione del convegno l’Innovazione necessaria: Creatività, cooperazione, condivisione, tante associazioni e singoli si sono incontrati confrontandosi sull’idea e sugli strumenti per sostenere e rafforzare questa rete di collaborazioni.

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Prima nazionale del libro ” Sirena senza coda”

Venerdì 30 ottobre alle 21,15 presso l’aula magna della facoltà di ingegneria ad Ancona ci sarà, nel corso di una bella serata con letture, musica e interventi importanti, la prima nazionale del libro ” Sirena senza coda” (Vallecchi Firenze editrice) che ho scritto assieme a Cristina Tonelli, 20 anni, una ragazza cerebrolesa dalla nascita, di Fano, una donna straordinaria per sensibilità intelligenza e coraggio.

Cristina comunica con il mondo attraverso il computer perché non può parlare e per tanti anni l’immensa ricchezza di aveva dentro non è riuscita a comunicarla all’esterno. Abbiamo lavorato assieme a questo progetto per far capire che risorse spesso si nascondono dietro l’handicap facendo un libro che parte dalla sua storia e diviene poi romanzo con lei nel ruolo di una ragazza che ha i suoi problemi.

http://www.vallecchi.it/sho_main.aspx?t=5&id=2274&cat=3347&az=390166&codice=VLCA-LS006

http://www.facebook.com/inbox/readmessage.php?t=1158139716187#/note.php?note_id=233203570365&id=1483625779&ref=mf

Uno stralcio dal libro:
“Ciò che imprimo qui, ora, è uno speciale invito a coloro i quali desiderano emozioni forti ma autentiche, storie fantastiche tuttavia reali, faccende di cuore per ogni età!
Questo romanzo è semplicemente un concentrato delle vite di noi tutti, fantastiche quanto consuete.
Ed è proprio tale la ragione che fa pulsare il mio cuore in favore di questo romanzo e perorare tale lavoro in quanto intriso di emozioni autentiche” Cristina

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Mi scrive Michele Santoro, diffondete i nostri spot!

Cari amici, sono Michele Santoro e ho bisogno del vostro aiuto. Mancano pochi giorni alla partenza e la televisione continua a non informare il …pubblico sulla data d’inizio di Annozero. Perciò vi chiedo di inviare a tutti i vostri amici e contatti su Internet gli spot che abbiamo preparato a questo scopo e che non vengono trasmessi.

Qui trovate i nostri spot

Su Youtube:

Primo spot: http://www.youtube.com/watch?v=8e-HvwOhmjE

Secondo spot: http://www.youtube.com/watch?v=_kJRHdrLfWI

Su Rai.tv:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-616d28e5-f635-4e1f-a3d9-e153752d2e91.html?p=0

E come sempre il nostro sito

http://www.annozero.rai.it/

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Italiani pagano 7800 euro annui in imposte, tasse e tributi

Nel nostro Paese gli italiani versano più tasse rispetto a quanto poi si vedono restituire in termini di spesa pro-capite per i servizi sociali, la sicurezza, la scuola e la sanità. A rilevarlo è uno studio della CGIA di Mestre, da cui in particolare è emerso come tra imposte, tasse e contributi ogni italiano versi in media allo stato ben 7.777 euro.

Il dato è superiore a quello della Germania dove il peso fiscale pro-capite è pari a 7.052 euro, ma dove, pur tuttavia, i cittadini ricevono di più dallo Stato; allo stesso modo, se in termini di peso tributario su ogni cittadino transalpino gravano ben 8.972 euro di tasse annue, lo Stato poi però restituisce ben 10.494 euro in spesa sociale. Ma come mai in Italia il saldo tra tasse versate e spesa sociale è negativo rispetto a Paesi “cugini” come la Germania e la Francia?

E’ tutta colpa dell’evasione fiscale? Ebbene, Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre, sottolinea come tale divario non sia legato solo a quei contribuenti che dichiarano meno di quanto realmente incassano, ma anche ad una bella fetta di economia sommersa, ovverosia tutti coloro che al Fisco non hanno dichiarato mai nulla e continuano indisturbati a fare affari. Ma come si esce da questa situazione? Ebbene, il Segretario dell’Associazione degli artigiani mestrina ritiene che sia ingiusto e tutt’altro che equo il fatto che i cittadini, e non tutti purtroppo, continuino a pagare le tasse anche per gli altri non ricevendo servizi decenti in quantità ed in qualità.

Di conseguenza è necessario attuare un’opera di razionalizzazione della spesa pubblica, tagliando le spese della pubblica amministrazione e provvedendo a ridurre le imposte. A farne le spese, secondo quanto messo in evidenza da Giuseppe Bortolussi, sono tra l’altro le fasce più deboli della popolazione, visto che a fronte di una pressione tributaria elevata non ci sono risorse sufficienti ed adeguate per il sostegno alle politiche abitative, per i giovani, per le famiglie in difficoltà, per i disabili e per tutti quei soggetti che vivono sempre più spesso ai margini della nostra società.

Fonte: Fiscoetributi.com

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Bancomat: come proteggersi dalle truffe

Qualche mese fa un impiegato della Microsoft si era fermato allo sportello di una banca di New York per prelevare i soldi che gli sarebbero serviti per pagare il suo barbiere. Una volta inserita la carta, notò un po’ di resistenza, mentre sullo schermo compariva un messaggio di errore. Così provò una seconda volta. Invano: ancora un messaggio di errore.

L’impiegato stava per arrendersi quando un dubbio lo colse all’improvviso: non si tratterà di una delle truffe di cui sempre più frequentemente si sente parlare? Un semplice controllo e la scoperta: l’impiegato si accorse che la struttura in plastica in cui aveva inserito la carta di credito era mobile e, nascosta, c’era una telecamera pronta a registrare il suo Pin.

Non occorre andare oltreoceano per incontrare storie come questa. La vicenda dell’impiegato newyorkese è uno degli esempi citati nel rapporto ATM crime: Overview of the European situation and golden rules on how to avoid it, con cui l’Enisa (European Network and Information Security Agency) mette in guardia sui rischi che si corrono usando gli sportelli automatici (Atm, acronimo di Automated teller machine). Solo lo scorso anno il costo dei reati commessi in Europa tramite questi strumenti è stato di quasi mezzo miliardo di euro (485,15 milioni). Negli Stati Uniti, la perdita stimata per il 2008 è pari a 350mila dollari al giorno.

Un fenomeno, quello delle truffe realizzate attraverso gli Atm, in preoccupante aumento: un recente rapporto dell’East (European ATM Security Team) ha rilevato per il 2008 un incremento del 149% rispetto al 2007. Così, mentre cresce il numero di sportelli automatici in Europa (l’anno scorso hanno raggiunto quasi 400mila unità, segnando un +6% rispetto all’anno precedente), sempre più sono le occasioni che i truffatori hanno per carpire denaro ai malcapitati.

Tante e sempre più ingegnose le tecniche utilizzate, spiega l’Enisa. Gli “attacchi” agli sportelli bancari automatizzati sono sostanzialmente di tre tipi: quelli finalizzati a rubare le informazioni della carta di un singolo utente; quelli, mirati ai computer e network, che hanno l’obiettivo di raccogliere i dati delle banche; quelli fisici, più “tradizionali” ma certo non meno insidiosi.

Nella prima categoria rientra il cosiddetto skimming, una delle tecniche più utilizzate (vedi immagine, fonte East ): attraverso uno strumento, chiamato appunto “skimmer” (una sorta di finta fessura per l’inserimento della carta) i truffatori sono in grado di leggere la banda magnetica e di copiare i dati. Grazie poi all’utilizzo di una telecamera “spia” o di una apposita copertura sovrapposta alla tastiera, i malviventi possono “leggere” e memorizzare il codice segreto.

I dati così acquisiti vengono usati per produrre bancomat contraffatti, con cui prelevare poi denaro in maniera fraudolenta. Quando si verifica una truffa di questo genere, spesso l’utente si allontana dallo sportello automatico, convinto di aver effettuato un normale prelievo; solo più tardi, magari guardando l’estratto conto, si accorge dell’anomalia. Nel 2008, riporta l’Enisa, i casi di skimming in Europa sono stati 10.302.

Un’altra forma di “furto” della carta è il card trapping, la cui variante più conosciuta è il “Lebanese Loop”: in questo caso la carta, una volta inserita, viene trattenuta dallo sportello automatico, grazie a un supporto montato sull’apparecchio. A questo punto i malviventi leggono il codice, appostandosi alle spalle dell’ignaro utente, oppure usando metodi analoghi a quelli dello skimming o, ancora, tecniche di distrazione. In questo caso ad essere sottratto è l’originale della carta.

Un’altra strada percorsa dai truffatori è quella di usare programmi informatici per attaccare il sistema attraverso il quale gli Atm comunicano con le banche, in modo da raccogliere i dati delle carte e i codici segreti. Esiste poi il phishing, una truffa che si consuma attraverso le email. I malfattori spediscono una messaggio, fingendosi una banca e chiedendo informazioni sul conto corrente.

Attraverso queste email, l’utente viene invitato, mediante un link, a connettersi a un sito, creato appositamente per mettere in atto la truffa e somigliante a quello della banca. All’utente viene quindi chiesto di introdurre dati sensibili, come il numero della carta e il Pin. Anche in questo caso, le informazioni raccolte vengono poi usate per produrre carte, prelevare denaro dal conto del truffato o per effettuare vendite.
Proprio per evitare simili truffe (già parzialmente arginate in Europa dall’introduzione delle Emv smarcard che offrono maggiori standard di sicurezza, spiega l’Enisa), l’agenzia europea ha stilato una lista di regole da seguire per non incappare in qualche spiacevole (e costoso) incidente.

Alcune banche offrono un servizio di sms, con il quale l’utente viene immediatamente avvisato dei pagamenti avvenuti. In ogni caso, ricorda l’Associazione bancaria italiana, è importante verificare periodicamente l’estratto conto (oggi è possibile farlo anche via internet) e segnalare tempestivamente alla propria banca prelievi o spese “sospette” che non si riconoscono come proprie.
In caso di anomalie, il primo step è quello di bloccare la carta di pagamento, sporgere denuncia alle autorità competenti e segnalare l’accaduto alla propria banca. Per gli acquisti o i pagamenti online con carta di credito, ricorda l’Abi, prima di inserire i dati è buona norma verificare che il sito offra una connessione protetta.

Fonte: Ilsole24ore.com

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