Telegiornali: crolla il numero dei servizi sulla criminalità. Perché? … Forse Silvio lo sà

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La criminalità è diminuita? Stando alle ultime statistiche sembrerebbe proprio di si. Ciò che è calata di sicuro, e in maniera sensibile, basandosi sul report dell’Osservatorio di Pavia su Sicurezza e media (curato da Antonio Nizzoli) è l’attenzione dedicata dai telegiornali alla criminalità: sulle sei reti principali, le tre della Rai e le tre di Mediaset, i servizi sui crimini sono passati dai 3500 del secondo semestre del 2007 ai 2500 del secondo semestre del 2008, fino a meno di 2000 nel primo semestre del 2009.

Come fa notare Repubblica.it se i fatti criminali sono scesi di 8 punti in un anno, le notizie sono diminuite del 20% rispetto a dodici mesi fa e quasi del 50% rispetto al secondo semestre del 2007. Nel caso dei due principali telegiornali, il Tg1 e il Tg5 si passa rispettivamente da 600 a 300 e 900 a 400 servizi sulla criminalità dal secondo semestre 2007 al primo del 2009.

Come mai? Bisognerebbe chiederlo ai direttori delle testate giornalistiche dei sei canali televisivi principali. Gli osservatori più maliziosi pensano che dietro alla drastica diminuzione dell’attenzioni sui fatti di cronaca nera ci sia il cambio di governo (nel 2007 c’era il centrosinistra e si stava per andare in campagna elettorale poi vinta dal centrodestra), ma chi è contrario all’ipotesi di telegiornali filogovernativi sottolinea che i precedenti direttori erano stati scelti dall’attuale opposizione.

L’unico dato di fatto è che ci sono due pesi e due misure differenti nella gestione delle informazioni in Italia: meglio prima o meglio adesso? Giudicatelo voi lettori, ma meno faziosità, in generale, farebbe bene a tutti.

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