NSA spia tutti

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Lo scandalo del massiccio programma di intercettazioni telematiche di NSA si sarà forse concluso con l’immunità per gli ISP collaborazionisti, ma per quanto riguarda le responsabilità oggettive negli Stati Uniti continuano a spuntare dettagli e rivelazioni sulla costante e reiterata azione di spionaggio dell’intelligence sulle comunicazioni da e verso il paese. Grazie al New York Times una di queste azioni ha ora un nome, e a quanto pare ha destato anche l’attenzione del Congresso, che se ne sta occupando a porte chiuse.

Secondo quanto rivelato da un ex-analista di NSA, nel 2005 l’agenzia statunitense ha messo in piedi Pinwale, un database segreto di comunicazioni via posta elettronica in cui sono finite milioni di email riguardanti sia le corrispondenze interne che quelle esterne. L’obiettivo principale del sistema, che secondo l’ipotesi di Wired è molto probabile che sia la destinazione finale delle famigerate “surveillance room” in mano agli ufficiali operativi della NSA e messe in piedi negli edifici di proprietà di AT&T, era l’intercettazione delle comunicazioni estere in seguito agli attentati dell’11 settembre 2001.

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